Il tribunale di Perugia ( foto archivio Troccoli)

di Fra. Mar.

Condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, pena sospesa. Finisce così in primo grado il processo a carico di un ex avvocato perugino, M.P., radiato dall’albo perché ha scritto una sentenza falsa del tribunale dei minorenni. La decisione del giudice Giuseppe Noviello è arrivata giovedì mattina dopo la camera di consiglio.

Accuse L’ex legale era accusato di falso, usurpazione di pubbliche funzioni e contraffazioone di sigillo della Repubblica italiana. Assolto per gli ultimi due reati, è stato condannato per il falso. Non solo, il giudice ha anche disposto la restituzione degli atti al pm riguardo il reato di contraffazione di sigillo della Repubblica italiana perché l’imputato non ha commesso il fatto. In altri termini, per il giudice c’è un altro colpevole per questa specifica condotta. Il giudice ha anche condannato l’imputato a risarcire le parti civili, con 3500 euro a testa oltre le spese processuali.

Le accuse L’ex avvocato, difeso dal collega Claudio Cimato, er imputato in particolare di usurpazione di funzione pubblica, falso, contraffazione di pubblici sigilli, perché, recitava il capo d’imputazione «con una sola azione, formava un falso provvedimento apparentemente emesso dal Tribunale dei Minorenni di Perugia in data 3.11.2008, usurpando così le funzioni dello steso tribunale e contraffaceva in tal modo anche il sigillo della Repubblica Italiana».

Il sospetto Le indagini avevano poi appurato che la donna non sapeva  della falsificazione della sentenza. Era stato invece l’ex marito, con cui era in corso un procedimento, ad avere qualche sospetto. Quella sentenza infatti era arrivata mentre il procedimento al tribunale dei  minori era ancora in corso. Ed era stato proprio lui a scrivere anche un esposto all’ordine degli avvocati di Perugia, raccontando loro quella che lui aveva definito una «particolarissima vicenda». Quando non era neanche sicuro se la sentenza l’avesse falsificata l’ex moglie o il suo avvocato. O entrambi.

L’avvocato I primi sospetti sulla veridicità dell’atto l’uomo li  aveva rivelati al suo avvocato, Luca Gentili  che lo ha rappresentato in udienza come parte civile. Ed era stato sempre lui a suggerire che forse quel documento era un falso.  «L’ho fatta vedere al mio avvocato  – scriveva l’uomo nel suo esposto all’ordine degli avvocati –  il quale mi ha detto che a suo avviso il documento era falso. Quando siamo andati dinanzi al Tribunale dei Minorenni – raccontava ancora – ho saputo che la mia ex compagna aveva dichiarato che quella sentenza gliel’aveva data il suo avvocato e non sapeva assolutamente che era falsa. Ritengo questa cosa assurda e chiedo che il Vostro Ordine eserciti un controllo sull’avvocato  per verificare se quello che afferma la mia ex compagna sia o meno vero anche se sono convito che quella sia la verità».

La confessione Durante l’interrogatorio in cui aveva confessato di aver falsificato la sentenza aveva anche precisato dicendo: «a tale riguardo vorrei precisare che questo provvedimento non è mai stato utilizzato in nessuna sede, né giudiziaria né stragiudiziaria, e da quello che mi consta – aveva concluso-  è stata sottratta alla mia cliente».

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