Il presidente di Anci De Rebotti

di Dan. Bo. 

Il rapporto tra i comuni umbri e il nuovo soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria, Stefano Gizzi, non è partito col piede giusto. A testimoniarlo c’è un comunicato dell’Anci regionale il cui ufficio di presidenza, riunitosi mercoledì, segnala la «forte difficoltà di rapporto con la nuova dirigenza della Soprintendenza, che sta ponendo nuovi vincoli e prescrizioni ai progetti delle Amministrazioni». I casi sono i più disparati, spiegano a microfoni spenti i sindaci, e sono tantissimi: si va da Perugia a Spoleto, da Narni a Terni fino a Lugnano e Marsciano.

Lo scontro Nella città del sindaco Todini nei giorni scorsi Gizzi ha spedito una comunicazione con la quale spiega di aver avviato il procedimento di vincolo paesaggistico e ambientale per una porzione di territorio comunale di circa 50 chilometri quadrati, pari a un terzo del comune. Sotto il vincolo finirebbe tutta l’area nord a partire dall’abitato di Morcella fino a Castiglione della Valle, includendo perciò anche tutta la ricostruzione post sisma. Il che, ovviamente, sta creando notevoli malumori. Da parte dell’amministrazione la contrarietà a un vincolo «così generico e privo di motivazioni» è totale, anche perché inevitabilmente i tempi della tanto attesa ricostruzione si allungherebbero.

I casi A Spoleto in queste settimane poi a tenere banco è il caso delle pedane e dei gazebo in centro storico mentre, per fare un altro esempio, a Lugnano c’è il Piano urbano complesso bloccato. A Terni invece c’è la questione legata al restauro della fontana di piazza Tacito. L’ufficio di presidenza di Anci nel frattempo si è dato una settimana di tempo per fare un vero e proprio inventario di tutti i dossier che stanno creando attriti tra comuni e soprintendenza, il cui comportamento «va a bloccare progetti esecutivi di opere, già approvati e in netta contraddizione con i precedenti pareri della stessa Soprintendenza».

Ripercussioni I sindaci parlano poi di «evidenti ripercussioni su tutto il territorio», sia di carattere economico che sociale, e chiedono ai parlamentari eletti in Umbria di «aprire un confronto con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, affinché si possa trovare una soluzione e una forma di dialogo costruttivo con la dirigenza». Mercoledì in Anci si è parlato anche di un altro dossier fondamentale, ovvero il tanto atteso decreto sugli enti locali che il governo dovrebbe emanare, dopo l’ennesimo rinvio, il 5 giugno. Lì dentro ci dovrebbero essere misure importanti, come la possibilità di rinegoziazione dei mutui, con annessa possibilità di usare i proventi per la spesa corrente, il fondo compensativo Imu-Tasi e un allentamento dei vincoli sulla gestione del personale.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.