di Ivano Porfiri e Francesca Marruco
Una terribile tragedia. Un colpo alla nuca partito accidentalmente dall’arma di ordinanza (una mitraglietta M12) del collega di turno: è morto così sabato mattina Emanuele Lucentini, carabiniere di 50 anni, sposato e senza figli (a differenza di quanto emerso in un primo momento), di origine marchigiana ma molto noto a Foligno, dove era in servizio da molti anni, così come a Spello dove viveva. L’incidente è avvenuto all’interno dell’area della Compagnia carabinieri. E’ in corso un’indagine per ricostruire la dinamica esatta: il carabiniere con la mitraglietta in mano potrebbe aver inciampato, o il colpo potrebbe essere partito mentre toglieva il caricatore dall’arma. Quell’uomo, che ha ucciso accidentalmente il suo amico e collega ha vissuto ore tremende, completamente sotto choc.
I fatti Secondo una prima ricostruzione, al momento dell’incidente il 50enne si trovava con il collega con il quale aveva condiviso il turno di notte: stavano smontando, come si dice in gergo. Erano da poco passate le 7. Il colpo è partito accidentalmente dall’arma di ordinanza proprio del collega mentre i due erano appena rientrati con la vettura di servizio. Non è del tutto chiarita la dinamica, la procura di Spoleto ha sentito molti testimoni e lo stesso militare che aveva l’arma in mano, che forse non aveva la sicura inserita.
Indagini Per stabilire questi e altri particolari, il pm di turno Michela Petrini dovrebbe disporre nelle prossime ore una perizia balistica. Mentre lunedì verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Emanuele. Ad eseguirla il professor Mauro Bacci e la dottoressa Anna Maria Verdelli. Al momento in procura c’è un fascicolo aperto ma non sembrano esserci dubbi sul fatto che si sia trattato di un terribile incidente.
Gravissimo Emanuele, molto conosciuto e amato fuori e dentro l’Arma, era un appassionato di podismo. Purtroppo per lui, il colpo lo ha centrato alla nuca lasciandogli solo il tempo di una agonia che lo ha portato alla morte. Subito dalla caserma è partito l’allarme al 118, che ha inviato un’ambulanza, il ferito è stato soccorso e trasportato in ospedale a Foligno di corsa, ma le condizioni sono fin dalle prime battute sembrate gravissime. Sono risultati vani tutti i tentativi di salvarlo: il decesso è stato confermato poco dopo le 9.
Cordoglio di Alfano, Marini e Mismetti Il ministro dell’interno Angelino Alfano, in visita alla scuola di polizia di Spoleto, ha comunicato di aver inviato le condoglianze all’Arma e ai familiari del militare deceduto: «Ho saputo e ho formulato già le mie condoglianze al comandante generale dell’Arma dei carabinieri, è una cosa tragica per la quale siamo davvero tutti addolorati». Anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, esprime il suo «cordoglio personale e a nome di tutta la giunta regionale». «Alla luce di questo tragico evento – aggiunge – voglio esprimere la mia vicinanza sia ai familiari che a tutta l’Arma dei carabinieri». In una breve nota, pure il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, che sabato mattina si è recato all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, ha espresso il «proprio cordoglio» all’Arma dei carabinieri per la morte del sottufficiale avvenuto nella caserma di Foligno.
