di Massimo Colonna
Twitter @tulhaidetto
Quando sono entrati in casa con la scusa del telegramma l’hanno subito terrorizzata minacciandola di morte: «Stai zitta e ferma, sennò ti ammazziamo». Questo uno dei particolari che emerge dalla ricostruzione che i carabinieri hanno effettuato in queste ore su quanto accaduto nella palazzina di via Andromeda 1, a Gabelletta di Terni, dove martedì pomeriggio Giulio Moracci, di 91 anni, è stato barbaramente ammazzato da tre rapinatori senza scrupoli che non ci hanno pensato due volte ad imbavagliarlo, immobilizzarlo e legarlo sul letto a testa in giù, facendolo morire probabilmente soffocato. Intanto l’autopsia, inizialmente prevista per sabato mattina, è slittata a lunedì a mezzogiorno.
Rapinatori assassini Giovedì pomeriggio nel carcere di Terni si sono svolti gli interrogatori di garanzia per i tre arrestati. Si tratta di Daniel Buzdugan, classe 1972, Gheorghe Buzdugan (nipote di Daniel), classe 1994 e Elvis Catalin Epure, del 1995. Tutti e tre, durante la ricostruzione effettuata davanti al giudice per le indagini preliminari Simona Tordelli, avrebbero sostenuto di non voler uccidere il 91enne. Per loro però le imputazioni parlano di omicidio, rapina e sequestro di persona, tutti in concorso. Il reato di omicidio potrebbe essere contestato nella formula del «dolo eventuale», ossia in un contesto per cui la morte non è il primo obiettivo dell’azione ma è una ipotesi da considerare probabile accettando il rischio che si verifichi.
Anche il palo resta in carcere Giuseppe Squitieri, l’avvocato difensore di Daniel, cioè l’uomo rimasto alla guida dell’auto a fungere da palo, a margine dell’interrogatorio di garanzia aveva chiesto la revoca della custodia in carcere per il suo assistito proprio perché secondo lui, la sua condotta era stata diversa da quella degli altri due ragazzi che sono entrati in casa. Ma il gip non ha riconosciuto alcuna attenuante nel comportamento del ‘palo’ e ha convalidato tutti e tre gli arresti, come richiesto dal pubblico ministero Barbara Mazzullo per tutti e tre gli arrestati.
Auto sospetta Dalla ricostruzione dei carabinieri emerge anche un nuovo particolare. La mattina del 28 aprile scorso una pattuglia dei carabinieri ha avvistato la Bmw nera aggirarsi in maniera sospetta proprio nella zona di via Andromeda. Da lì i militari dell’Arma hanno iniziato a tenere alta la guardia sia sul mezzo che su quella zona. Ecco perché poi, quando alle 14:30 circa la stessa Bmw è stata vista ferma a motore acceso vicino all’abitazione, i carabinieri sono entrati in azione. Quando gli altri due ragazzi sono usciti da casa Moracci, in pantaloncini corsi, come poi ha confermato anche Fioranna Fineschi, li hanno subito bloccati.
Omicidio Moracci Poi, supportati dai colleghi che nel frattempo erano sopraggiunti, hanno dovuto sfondare la porta dell’abitazione, trovando la scena del crimine: Giulio Moracci in camera da letto con il volto verso le lenzuola, con le mani legate, e in cucina la moglie Fioranna legata alle mani e ai piedi e imbavagliata, con del nastro adesivo su bocca, naso e occhi, inerme costretta ad ascoltare i lamenti del marito che moriva, mentre le tre belve li derubavano dei pochi preziosi che avevano in casa. Preziosi per cui non si sono fatti il minimo scrupolo a rischiare di uccidere due persone indifese.

MENO PAROLE E PIU’ FATTI PER QUESTI CRIMINALI!!!!!!!!!!!!NON CI DEVONO ESSERE ATTENUANTI!!!!!!!!!!!!! BISOGNA FERMARLI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! TERNI E L’ITALIA HA BISOGNO DI PACE!!!!!!!!!!!!!!BASTA CON LA “FALSA INTEGRAZIONE” CON CUI VENGONO QUI I CRIMINALI!!!!!E CHI LI SORREGGE!!!!!!!!!!!