Oltre 100 proposte progettuali. Ha fatto registrare un boom di partecipazione la candidatura di Spoleto a Capitale italiana della cultura 2016-2017 a cui potevano fino a lunedì contribuire cittadini e associazioni chiamate dal Comune a dar sostanza alle idee.
Spoleto sogna il titolo di Capitale italiana della cultura La gran mole di materiale recapitato agli uffici della direzione Cultura del Comune dovrà essere accuratamente vagliata e selezionata per comporre quella sarà il primo step dell’iter definito dal Mibac. Il delicato compito spetta al gruppo di lavoro costituito da dirigenti e funzionari del municipio, coordinati da Antonella Quondam Girolamo, lo stesso che entro il 31 marzo dovrà presentare la manifestazione di interesse per la candidatura. «Giudichiamo – afferma Quondam Girolamo – assolutamente positivo il coinvolgimento e la partecipazione che stiamo registrando, ma l’altro elemento di valore che abbiamo rilevato è la coerenza delle idee presentate sia con le linee di mandato dell’amministrazione comunale, sia con le linee strategiche della Regione in relazione ai nuovi bandi comunitari».
Procedura di selezione Il riferimento non è casuale. Già, perché nonostante la selezione che occorrerà giocoforza compiere sugli oltri cento progetti, l’intenzione dell’amministrazione comunale e degli uffici è quella di riservare alle proposte anche un secondo tipo di valutazione, stavolta orientato alla compatibilità tra i progetti e i bandi comunitari a cui via via si potrà partecipare per rastrellare risorse e trasformare idee in interventi e attività. Tornando alla candidatura e in attesa che il dossier prenda forma, va ricordato che il primo esito della procedura è atteso per il 30 aprile, scadenza entro la quale la giuria del Mibac renderà note le dieci città candidate e ammesse alla seconda fase. Se Spoleto dovesse superare il primo step, avrebbe due mesi di tempo per definire il dossier e sperare nell’incoronazione di Capitale italiana della cultura 2016 o 2017.
