di Barbara Maccari
Sopralluogo del capo dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli a San Giustino dopo i danni causati dal vento il 5 e 6 marzo scorso. Ad accompagnarlo il sindaco Paolo Fratini, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il deputato Pd Giampiero Giulietti. Un Gabrielli che ha lasciato la porta mezza aperta sul riconoscimento dello stato d’emergenza del territorio: «Aspettiamo le valutazioni dalla Regione, poi decideremo».
Numeri Di sicuro i danni sono consistenti. Come ha ricordato Fratini 300 sono state le segnalazioni arrivate per danni su immobili privati (70 quelle delle aziende), mentre 400 hanno interessato il patrimonio pubblico. «La cosa più difficile per noi – ha detto il primo cittadino – è stata gestire la fase dopo l’emergenza, quando abbiamo allestito una centrale operativa. Mai avevamo visto nelle nostre zone un uragano con una tale potenza, ci siamo quindi dovuti confrontare con una cosa mai accaduta, oltretutto in Comune mancava l’energia elettrica per cui coordinare tutto non è stato semplice. Per fortuna la Regione ci ha donato un generatore che ci permetterà in futuro autonomia energetica».
Stato di emergenza e calamità I tanti che si aspettavano una totale apertura per il riconoscimento d’emergenza del territorio di San Giustino, danneggiato dal forte vento qualche settimana fa, sono rimasti delusi. Già, perché il capo dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli, dopo aver effettuato un sopralluogo in un’azienda e al palazzetto dello sport cittadino, non ha usato giri di parole: «Mi preme sottolineare – ha detto – l’ottima gestione dell’emergenza da parte di tutti, questa è una buona pagina di protezione civile da raccontare. Voglio però parlare in modo chiaro, onesto e corretto, senza giri di parole. In primo luogo voglio ricordare la differenza sostanziale che c’è tra la definizione di ‘stato d’emergenza’ e quella di ‘stato di calamità’, troppo spesso infatti i due termini vengono usati, sia dai media sia da rappresentati delle istituzioni, come equivalenti o sostanzialmente simili. Cosi non è, anzi si tratta di due situazioni molto differenti. Quanto attiene all’ambito del sistema di protezione civile è lo stato di emergenza, istituto previsto dall’art. 5 della legge 225 del 1992. Lo stato di emergenza viene deliberato, su proposta del capo del dipartimento della protezione civile, dal Governo. Lo stato di calamità, invece, è uno strumento legato esclusivamente al settore agricolo, il suo riconoscimento, infatti, avviene per mezzo di un decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, su proposta della Regione coinvolta».
FOTOGALLERY: I DANNI DEL MALTEMPO
Ok Toscana Gabrielli è poi entrato nel vivo della questione, lasciando un punto di domanda sulle possibili decisioni: «Aspettiamo la ricognizione da parte dei tecnici della Regione, poi faremo le nostre valutazioni. Mi sembra prematuro dare un giudizio o esprimere un parere ora, direi cose inesatte. Per la Toscana lo stato di emergenza è quasi definito quindi non si può non tenere conto delle contiguità con questo territorio, ma ripeto valuteremo il tutto con occhi obiettivi». La presidente Catiuscia Marini ha lodato l’impegno di tutti i volontari, delle istituzioni e dei cittadini che «si sono rimboccati le maniche e hanno saputo subito reagire al disagio. I nostri tecnici, assieme a quelli comunali, hanno appena terminato le ricognizioni e presto invieremo tutto il materiale per le valutazioni del caso».
