I funerali di Laura Arcaleni (foto Maccari-U24)

di Barbara Maccari

Tutto l’Altotevere martedì pomeriggio si è fermato per l’ultimo saluto a Laura e Yuri. Funerali ad un’ora di distanza l’uno dall’altro per permettere agli amici comuni di partecipare ad entrambi. Il vescovo Domenico Cancian, che non è potuto essere presente, ha inviato una lettera uguale per le due famiglie: «Voglio esprimere anzitutto la mia personale vicinanza alle famiglie coinvolte in un dramma che supera le nostre comprensioni e i nostri giudizi. Le ho incontrate e ho cercato di condividere con loro un dolore indicibile, sofferenza che stanno portando con grande dignità».

Funerale Una folla composta, silenziosa, stretta attorno al dolore dei familiari ha accolto Laura per l’ultimo saluto al Duomo, alle 14,15 di martedì. Una cattedrale piena di gente, dagli ex colleghi del 118 alla banda musicale di cui il padre è presidente, dal corpo di polizia e carabinieri al sindaco Bacchetta e al vice Bettarelli, dagli amici di una vita ai ragazzi dell’associazione che aveva creato proprio ad Uppiano con tanta passione. Una foto di Laura felice e tanti mazzi di fiori hanno ricoperto la sua bara per l’ultimo viaggio. «Il tuo viso era sempre sereno e gioioso, in ogni momento, anche nelle difficoltà, è questo che ci dà la forza di andare avanti in questo momento così difficile – le parole della cugina».

FOTOGALLERY: I FUNERALI

Parabola dei talenti «Anche se le parole possono sembrare superflue in una circostanza come questa perché sarebbe più opportuno il silenzio – ha detto Don Giancarlo nella sua omelia – la riflessione, la preghiera, per chi è credente è l’unica via. Siamo invitati anche a leggere alla luce della Parola di Dio il cammino operato da Laura. Ho scelto dal Vangelo di Matteo la parabola dei talenti perché i doni, i talenti che il Signore le ha affidato, Laura li ha fatti fruttificare con abbondanza: servizio generoso nelle varie attività che ha svolto, entusiasmo, cordialità, serenità, costanza, tenacia senza scoraggiarsi anche di fronte alle difficoltà».

L’OMICIDIO-SUICIDIO DI UPPIANO

La gioia della comunità Don Giancarlo ha ricordato con quanto amore Laura si fosse dedicata al nuovo lavoro: «Come non ricordare per esempio i mesi di pazienza, di forza, di coraggio, di serenità dopo il grave incidente; come non ricordare il suo servizio generoso e sempre sorridente con la Croce Rossa. Come non ricordare negli ultimi tempi l’impegno generoso per costruire una realtà che fosse di aiuto per ragazzi e ragazze a guardare il futuro con serenità in un clima di famiglia. Soltanto una decina di giorni fa mi parlava delle fatiche ma soprattutto della bellezza e della gioia che le dava questa iniziativa».

Nessun segnale Laura è stata uccisa per mano del marito, e Don Giancarlo ha invitato tutti ad una riflessione: «Tanti sono gli interrogativi che penso tutti ci siamo posti e magari abbiamo esaminato dentro di noi, tantissime motivazioni, piccole o grandi, tantissime ipotesi, e perché no, tanti sensi di colpa per non esserci accorti di qualche disagio, di qualche segnale di allarme. A me pare che forse facciamo fatica a creare amicizie vere che entrano in profondità, facciamo fatica a trovare la chiave adatta per aprire le nostre anime e leggere e lasciarci leggere dentro al di là delle apparenze, al di là di quello che si vede all’esterno. Facciamo fatica a reagire in maniera equilibrata, responsabile alle avversità e difficoltà che la vita ci può presentare. Laura ci ha insegnato che il miglior modo di essere felice è quello di rendere felici gli altri».

Perdono e misericordia Il vescovo Domenico Cancian non è potuto essere presente ai funerali ma ha inviato una breve lettera uguale per entrambe le famiglie della coppia: «Non ci si può avvicinare con superficialità a tragedie come questa: chi siamo noi per giudicare? Solo Dio conosce le profondità del cuore umano. Gesù è venuto ad insegnarci la misericordia: ad essa noi affidiamo Yuri e Laura, persone fragili come noi. Misericordia e perdono da parte di Dio e tra di noi: è ciò che più conta in questo brutto momento. Mi permetto di aggiungere, inoltre, che tutti quanti dovremo chiederci se non potevamo fare qualcosa di più per prevenire un simile dolore, umanamente irreparabile». Il feretro di Laura, portato a mano dai parenti tra un cordoglio degli ex colleghi del 118, è stato portato al cimitero di Città di Castello.

Yuri Gli amici si sono spostati poi nella piccola parrocchia della chiesa di Piosina per i funerali di Yuri alle 15,30. Alla messa, celebrata da Don Francesco e dallo storico parroco Don Amantini, ha partecipato tutta la comunità della piccola frazione dove risiedono i genitori e la sorella, straziati dal dolore. Molte persone non sono riuscite ad entrare in chiesa ed hanno ascoltato la messa dagli altoparlanti. Al funerale il questore di Perugia Carmelo Gugliotta accompagnato dal vice questore aggiunto Marco Tangorra, il corpo di polizia, i carabinieri, i tanti amici di Yuri. Sopra la bara la maglia del Piosina calcio, nel quale il 41enne ha giocato fino a poco tempo fa, con le firme degli ex compagni, che hanno poi portato a braccio il feretro fino al cimitero della frazione.

Troppe parole Niente predica per volere dei genitori di Yuri, Don Francesco ha invitato tutti a riflettere e pregare: «Le parole in questi casi sono superflue, tutta la comunità è vicina alla famiglia, dobbiamo farci coraggio gli uni con gli altri, abbandonare il riferimento al passato, oggi siamo qui solo per pregare e per dire addio all’anima di Yuri. Si sono dette troppe parole che hanno raccontato la morte, ora lasciamo che parli solo la parola di Dio».

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