Tra i sindacalisti in conferenza Corradetti, Pocceschi e Panerai

di Ivano Porfiri

Dal 2012 ad oggi Poste Italiane ha messo mano in Umbria a 76 uffici postali con 32 chiusure e 44 razionalizzazioni. Ma la mannaia non si sarebbe ancora abbattuta completamente, dato che a breve potrebbe essere varato un ulteriore piano di 500 sportelli in tutta Italia. Il grido di allarme viene dai sindacati di categoria, Slc Cgil, Slp Cisl, Uil Post e Failp Cisal, in una conferenza stampa in cui annunciano per la prossima settimana due sit in contemporanei davanti alle prefetture di Perugia e Terni.

LA MAPPA INTERATTIVA

Mobilitazione In questi giorni, la mobilitazione contro il piano appena annunciato da Poste (15 chiusure e 18 razionalizzazioni) ha visto mobilitarsi enti, istituzioni e cittadini. Ma la partita appare in salita. «Poste ha preso questa decisione sulla base del decreto Scajola e della delibera Agcom del luglio 2014 – ha spiegato Corrado Corradetti della Slc Cgil – il che vuol dire che se si vuole ottenere qualcosa è la politica che deve muoversi. Per questo facciamo appello ai parlamentari umbri. Il piano mette in crisi migliaia di persone, perlopiù anziani, che vedranno chiudere un servizio basilare come l’ufficio postale nella loro frazione o paese».

IL PIANO: I 33 UFFICI CHE CHIUDONO

Problema recapito Oltre alle chiusure degli uffici («fra l’altro – dice Stefania Panerai della Uil Post – a nostro avviso hanno scelto gli uffici sbagliati, alcuni dei quali molto produttivi»), presto arriverà al pettine anche la razionalizzazione del servizio di recapito postale. «La legge che si andrà ad applicare – ha chiarito Umberto Pocceschi della Slp Cisl – prevede che nei comuni con densità inferiore a 200 abitanti per chilometro quadrato la consegna deve avvenire a giorni alterni. In Umbria superano questa soglia solo pochi grandi comuni come Perugia, Terni, Assisi, Corciano, Deruta».

Posti di lavoro L’opera di razionalizzazione, secondo i sindacati, prosegue in maniera incessante da molti anni. «Ad oggi in organico ci sono 2.350 lavoratori che operano in circa 270 uffici, 200 in provincia di Perugia e 70 nel Ternano. Ma questi continui tagli porteranno a una progressiva perdita di posti di lavoro e di qualifiche. Già nel giro degli ultimi anni non c’è stato turnover per circa 200 posti, ma lo spostamento dei centri decisionali fuori ha impoverito anche le professionalità presenti».

Verso i sit in La prima iniziativa dei sindacati, oltre all’appello alla politica, saranno i sit in sotto le prefetture, cui parteciperanno anche i sindacati dei pensionati. «Poste – dicono i sindacati – non può ragionare solo in termini di profitti e ricavi, perché svolge anche un ruolo sociale».

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