Secondo il comitato scientifico, la Quintana ha tutte le carte in regola per ambire al riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. Tanto che, venerdì mattina nel palazzo della Provincia, si è più volte detto che la candidatura della manifestazione di Foligno risponde a tutti i requisiti richiesti.
Metelli: «Ce la faremo e Quintana vivrà altri 4 secoli» Prende, quindi, quota in un clima di grande entusiasmo e forte aspettativa il percorso avviato ormai da tempo dall’Ente Giostra e dal Comune di Foligno. «Si tratta di una candidatura fortemente voluta dalla città che si è avvalsa della preziosa consulenza di tecnici esterni di grande valore – ha affermato Domenico Metelli- perché il riconoscimento Unesco farà sopravviverà la Quintana per altri tre, quattro secoli, consacrando questa festa di popolo non soltanto come bene di Foligno, ma di tutta l’umanità».
Candidatura Unesco con le carte in regola A seguire da vicino la sfida lanciata intorno alla manifestazione è la dottoressa Patrizia Cirino, che sta curando l’iter di candidatura per il comitato scientifico: «La Quintana risponde ai cinque criteri chiesti dalla carta dell’Unesco 2003 – ha dichiarato la studiosa – si va dal rispetto dei cavalli la cui cura e salvaguardia è elemento essenziale al presidio culturale che rappresentano i Rioni, un luogo protetto dove ci si confronta sin da bambini. Ma la manifestazione, facendo rivivere un evento storico, nasce anche per ricostruire il tessuto sociale dopo il dramma della seconda guerra mondiale con l’obiettivo di pacificare, restando però dentro la contemporaneità e non ancorata solo al passato, con attività di salvaguardia del patrimonio, iniziative nelle scuole per trasmettere i saperi e l’imprenditoria culturale di prim’ordine sbocciata intorno alla Quintana con laboratori orafi, tessili e del costume»
Bracco: «Percorso complesso» La candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità potrà contare anche sul sostegno della Regione: «Il cammino che porterà al riconoscimento Unesco è complesso – ha dichiarato l’assessore Fabrizio Bracco – al momento in Umbria lo hanno ottenuto soltanto il Sacro convento di Assisi, il Tempietto sul Clitunno di Campello e la basilica di San Salvatore di Spoleto, ma sono certo che anche la Quintana entrerà a pieno titolo tra i beni dell’umanità, rispondendo ai requisiti richiesti».
Piermarini e Meloni Che il percorso sia ormai avviato lo ha confermato anche l’architetto Luciano Piermarini: «Il progetto – ha detto- ci vede impegnati da anni come Comune di Foligno ed Ente Giostra, ma in questa fase proseguirà con una serie di iniziative, la prima delle quali nella seconda metà di gennaio con una giornata dedicata alla riqualificazione dei beni immateriali e materiali dell’Umbria» Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere provinciale Riccardo Meloni: «Il prestigioso riconoscimento è alla portata e sapere che i parametri sono rispettati è una soddisfazione enorme perché consentirà alla manifestazione di proseguire nel suo cammino che è anima di un popolo, ma anche fonte di ricchezza».
