Francesco Calabrese (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi e Ivano Porfiri

Francesco Calabrese si dimette da assessore del Comune di Perugia. La decisione, confermata a Umbria24, è maturata nel corso di una tesissima riunione di consiglio comunale e deriva dalla richiesta del sindaco Andrea Romizi di rinviare la pratica dell’uscita da Centralcom alla seduta di mercoledì prossimo per «ulteriori approfondimenti». Lunedì in apertura di seduta il sindaco ha definito «scomposte e fuori luogo» le dichiarazioni di Paparelli, chiedendo poi di rinviare la pratica così da aprire un dialogo con la Regione per verificare la compatibilità dei due progetti.

LE REAZIONI E IL PRESSING SULL’ASSESSORE: «RIPENSACI»

Il caso Centralcom Nei giorni scorsi Calabrese, che martedì alle 15 spiegherà le motivazioni nel corso di una conferenza stampa, aveva presentato a sorpresa in commissione la pratica con cui Palazzo dei Priori si sfila dalla partecipata che gestisce il cablaggio in tutta la Regione e di cui il Comune è socio di minoranza con il 14%. Ne è nato un confronto dai toni accesi con botta e risposta tra lui e l’assessore regionale Paparelli, e il nuovo intervento di Paparelli. Il Movimento 5 stelle di Perugia ha chiesto addirittura che Paparelli intervenisse nella riunione dei capigruppo. Cosa che, ovviamente, non si è verificata.

TUTTO SUL CASO CENTRALCOM

Pressioni su Romizi Il dato di fatto è che sulla questione il centrodestra di Perugia si è spaccato con diversi esponenti che non hanno gradito la fuga in avanti di Calabrese. Fuga in avanti che avrebbe celato l’intenzione di portare in “casa” ovvero in una nuova società creata ad hoc (e di cui avrebbero fatto parte una serie di soggetti medio-piccoli del settore) la gestione dell’”ultimo miglio” del cablaggio nel comune di Perugia, oltre a un mini data center (uscendo così da quello regionale di Terni). Il fatto, però, è che dalla Regione sarebbe stato spiegato con argomenti piuttosto convincenti al sindaco della insostenibilità del progetto, paventando un danno erariale consistente dall’uscita da Centralcom. Argomenti ribaditi anche lunedì mattina a Romizi nel corso di un colloquio tra il sindaco e la presidente Marini a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Onaosi. Da qui la richiesta di Romizi di rinviare per approfondire la questione. Posizione che, evidentemente, è suonata all’assessore Calabrese come un atto di sfiducia. Anche per il timore, fondato, che il rinvio – causa le pressioni sul sindaco – si diventasse “a data da destinarsi”.

Colpo pesante L’abbandono di Calabrese è un colpo pesante per la giunta e lunedì pomeriggio nell’aula del consiglio comunale i volti erano molto scuri e tirati. L’ormai ex assessore è riconosciuto come una delle figure più autorevoli dell’esecutivo ed è stato proprio Calabrese, con l’invenzione della lista civica «Progetto per Perugia» in grado di drenare buona parte del voto cattolico, uno degli artefici della vittoria di Romizi, del quale è ascoltato consigliere. Le dimissioni rappresentano la prima pesante tegola per la giunta anche perché il progetto relativo alla banda ultra-larga è uno dei punti più importanti del programma elettorale di Romizi; progetto al quale Calabrese teneva in particolar modo. Da non dimenticare poi che l’ex assessore era anche a capo della commissione incaricata di una complessiva revisione della spesa della macchina comunale che è, anche in questo caso, un obiettivo molto importante del programma del nuovo sindaco. Al termine della seduta del consiglio comunale la giunta si è riunita d’urgenza per affrontare la questione.

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