Il professor Carlo Fiorio

«Meno cibo e procedimenti disciplinari per i detenuti che scioperano, ma anche utilizzo sproporzionato dell’isolamento e telefonate dimezzate». È dettagliata quanto allarmante la relazione firmata dal Garante regionale dei detenuti, il professor Carlo Fiorio, sulle condizioni di vita all’interno della casa di reclusione di (Maiano) in cui vigerebbe «una gestione connotata da un’ingiustificata rigidità oltre che da un illegittimo ricorso al potere disciplinare».

Lo sciopero dei detenuti Secondo il documento a inasprire gli animi sarebbe stato lo sciopero pacifico proclamato dai reclusi che annunciavano l’astensione dalle attività lavorative e scolastiche, ma anche dall’acquisto di generi alimentari o prodotti diversi tramite il servizio di sopravvitto. «Lo scopo della protesta civile e non violenta – scrive Fiorio – era veicolare all’esterno talune criticità della gestione dell’istituto e a fronte di tale legittima scelta la direzione ha optato per la via dello scontro frontale, limitando drasticamente i diritti costituzionalmente garantiti alle persone detenute».

Dimezzate le telefonate, impennata delle sanzioni disciplinari Il Garante, quindi, passa a elencare quelle che a suo dire costituirebbero violazioni dell’ordinamento penitenziario: «A oggi si registra la generalizzata riduzione, in chiave punitiva, delle telefonate, improvvisamente diminuite da 4 a 2 mensili, e dei colloqui, la creazione di una sanzione disciplinare atipica prevista con ordine di servizio e cioè l’inquietante assoggettamento a procedimento disciplinare a carico di chiunque scioperi, che sortirà ricadute negative sia sulla liberazione anticipate che sui permessi premio. Non solo. Nel corso degli ultimi mesi nell’istituto spoletino – prosegue – si è registrato un singolare incremento dei procedimenti disciplinari per i motivi più disparati e talora per fatti non costituenti infrazione disciplinare, come la rottura di un fermaporta di una cella cagionato dallo sbattere della porta a causa del vento, la puntura di un agente causata da un ago da cucito, legittimamente detenuto e custodito in un portaoggetti, mentre effettuava una perquisizione».

Meno cibo ai detenuti che scioperano Il professor Fiorio ha incontrato il 10 novembre alcuni detenuti che hanno raccontato anche «una riduzione drastica del vitto a danno di chi sciopera, come pasto per l’intera giornata, oltre al latte mattutino, hanno ricevuto 30 grammi di coniglio ed un wurstel». Ma il Garante va anche oltre: «Risultano provvedimenti disciplinari irrogati senza la necessaria partecipazione del detenuto al relativo procedimento e in tale prospettiva, si registra un utilizzo sproporzionato dell’isolamento, applicato quasi sempre nella sua massima durata consentita e in un contesto assolutamente eterodosso rispetto alle coordinate legislative e regolamentari: ci si riferisce al fenomeno delle celle lisce, prive di qualunque oggetto o mobilio, senza televisione o radio, senza fornellino anche per un caffè, con il divieto (direttoriale) di far spesa e col blindato chiuso giorno e notte».

La strigliata del Garante dei detenuti Da qui il Garante scrive: «La reazione amministrativa risulta sproporzionata e talora illegittima rispetto alle richieste dei detenuti, m è necessario che l’amministrazione penitenziaria adempia agli obblighi previsti da leggi e regolamenti e in questo senso, tutti gli organi dell’amministrazione sono richiesti di provvedere, nondimeno il Garante invita la magistratura di sorveglianza a esercitare un più penetrante controllo sugli atti amministrativi lesivi dei diritti soggettivi della persona detenuta».

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