di Marco Torricelli
Delle due, una. O si volteggia sul trapezio senza avere una rete sotto, o è un trucco da illusionisti. La trattativa in corso al ministero dello sviluppo economico, relativa al possibile futuro delle acciaierie ternane – che è ripresa nel pomeriggio – è sempre più un incognita. Ma forse solo per chi non conosce tutta la verità.
Ore 23.30 L’azienda dovrebbe aver dato ordine ad una ditta (forse esterna) di saldare delle piastre per bloccare il cancello della portineria principale, per impedirne l’accesso. A scoprirlo sono stati proprio i lavoratori presenti in viale Brin che, alla vista delle fiamme della saldatrice, sono corsi a vedere cosa stesse succedendo. Questo gesto è stato interpretato dai lavoratori come l’ennesima provocazione da parte dell’azienda che li ha portati a distruggere un paio di telecamere di sorveglianza.
Ore 22.30 Davanti alle portinerie di viale Brin si sono, ormai, radunate circa 500 persone, creando blocchi stradali spontanei. La disperazione e la frustrazione si fa sempre più chiara nei volti degli operai, tanto che si è creato un piccolo momento di tensione sfociato in un’accesa discussione, proprio tra lavoratori
Ore 22.15 A fronte del piano industriale presentato, le organizzazioni sindacali valutano un parere «complessivamente negativo, con elementi di novità ritenuti insufficienti per esprimere giudizi diversi rispetto a quanto sostenuto fino ad oggi. A questo va aggiunto un atteggiamento del Governo non coerente rispetto alle dichiarazioni sostenute nei giorni scorsi». Le organizzazioni sindacali indicono per mercoledì 12 alle 10.30, in viale Brin, le assemblee dei lavoratori.
Ore 20.32 Imbarazzante la nota del Mise, secondo la quale «il nuovo piano industriale è stato presentato dall’ad di Ast Lucia Morselli relativo all’impianto di Terni e il tavolo tra governo, azienda e sindacati è stato aggiornato al 18 novembre prossimo. Nel corso della riunione, l’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli ha illustrato le nuove linee guida del piano industriale relativo all’impianto di Terni. Il tavolo si è chiuso per proseguire il confronto in occasione della nuova riunione fissata per martedì prossimo, 18 novembre, alle ore 10».
Ore 20.00 La prima reazione dei lavoratori, in attesa di notizie ai presìdi, è di rabbia: «Questi ci vogliono prendere per fame». Non sfugge a nessuno, infatti che un’altra settimana di sciopero, per loro, rappresenterebbe un’autentica mazzata. Ma, dice uno di loro, «come si fa a decidere in serenità? Sappiamo che interrompere lo sciopero adesso significherebbe consegnarsi con le mani legate dietro la schiena, ma è chiaro che il governo vuole lavarsene le mani».
Ore 19.50 Il ministro Guidi, con una decisione improvvisa, manda tutti a casa. Se ne riparla martedì prossimo. La decisione pare destinata a sollevare violente polemiche, soprattutto perché i lavoratori ternani sono in sciopero ormai da venti giorni.
Ore 19.45 Più che in una trattativa, la riunione si sta trasformando un un ‘botta e risposta’ tra Lucia Morselli e i rappresentanti dei sindacati. Visto che l’ad ha mostrato una serie di slides che – seppur rappresentando una realtà leggermente diversa da quella evidenziata nelle occasioni precedenti – non conterrebbero elementi di novità e, soprattutto, di chiarezza sufficienti a determinare un giudizio diverso rispetto a quello già dato.
Ore 19.30 Sindacati sempre meno soddisfatti di come sta evolvendo la ‘trattativa’ al Mise: «Qui non stiamo trattando proprio niente», è un lapidario commento che arriva dal palazzone romano. Mentre un altro parla di «posizioni ancora distanti». E non sono buone notizie.
Ore 19.15 Nessun messaggio di distensione da parte dell’ad di Ast che, almeno fino a questo momento, non avrebbe offerto nessun segnale incoraggiante per un avvio concreto della trattativa. I numeri e le prospettive offerti, infatti, non contengono elementi di novità. Da parte dei rappresentanti del governo, peraltro, non si sarebbero registrati interventi in grado di spostare gli equilibri.
Ore 18.50 La neocommissaria Ue per la concorrenza, Margrethe Vestager, non lascia spazi al dialogo sulla vertenza dell’Ast e nel suo primo intervento pubblico sull’argomento, durante un’audizione al parlamento europeo di Bruxelles, dice chiaramente che il caso per lei è chiuso: «La decisione è presa, Capisco la difficoltà per i lavoratori, ma le soluzioni per loro non vanno trovate nel mio ufficio. Spero che si trovino con i proprietari dell’azienda». Amen.
Ore 18.45 Il ministro Federica Guidi è scesa dal suo ufficio e adesso anche lei prende parte alla riunione.
Ore 18.40 Impressioni sparse dal Mise: «L’ad sta facendo un gioco pericoloso», perché avrebbe riproposto la possibile fermata di un forno di fusione nel 2016 senza alcuna specifica tecnico-numerica attendibile. «Per certi aspetti ci ha presentato una cosa ancora peggiore di prima», perché avrebbe ribadito di voler azzerare i contratti a termine e per gli apprendisti.
Ore 18.30 Una ‘voce’ dal parlamentino del Mise, rende bene l’idea di come stiano andando le cose: «Lucia Morselli non sta convincendo nessuno». Forse si avvicina il momento in cui, se c’è, bisognerà tirar fuori il coniglio dal cilindro.
Ore 18.20 Al tavolo inizia a serpeggiare un po’ di nervosismo, perché le informazioni che Lucia Morselli sta mettendo a disposizione non si discostano da quanto già reso noto in precedenza.
Ore 18.15 Va in scena una sorta di ‘duetto’ tra Lucia Morselli e il vice ministro Claudio De Vincenti, con domande e risposte che sembrano voler preludere ad un approfondimento e – forse – a qualche novità che potrebbe essere fornita a piccole dosi.
Ore 18.10 Avvio senza sussulti. Lucia Morselli starebbe presentando il piano industriale già noto.
Ore 17.40 Niente incontri preliminari. Si va subito al sodo, con Lucia Morselli che illustra il piano industriale. Per il governo ci sono il vice ministro Claudio De Vincenti e il sottosegretario Teresa Bellanova. Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo e l’assessore regionale Vincenzo Riommi rappresentano le istituzioni territoriali.
Ore 17.00 Ovviamente il vertice non inizia in orario. Le varie ‘parti’ in causa stanno ancora facendo il loro ingresso al palazzone del Mise. Il ministro Federica Guidi potrebbe non prendere parte alla prima parte di incontri che, come sempre, dovrebbero essere dedicati a mini-vertici tra il governo e le varie delegazioni.
Proroga Ilserv Attraverso l’agenzia AdnKronos, l’Ast fa sapere che «in seguito alle notizie apparse su alcune testate giornalistiche, conferma in linea con quanto comunicato in precedenza, di aver sottoscritto gli ordini per la proroga dei servizi affidati all’azienda Ilserv fino al 31 dicembre 2014 in data 3 novembre 2014 e di averne dato comunicazione all’azienda il giorno stesso con una e-mail del responsabile acquisti di Ast al direttore di stabilimento di Ilserv. Quanto riportato su alcuni mezzi di informazione in merito a presunte dichiarazioni di terzi, secondo cui Ast non avrebbe dato alcuna comunicazione di proroga del contratto, non corrispondono a verità». E così la patata bollente adesso è tutta nelle mani dei dirigenti di Ilserv.
Il rinvio Perché, a ben vedere, la decisione di rivedersi dopo poche ore – l’appuntamento era per le 14, ma poi è stato rinviato alle 17 ed a presiedere il tavolo dovrebbe essere il viceministro Claudio De Vincenti, mentre a rappresentare la Regione ci sarà l’assessore Vincenzo Riommi – con la richiesta fatta dal ministro Federica Guidi all’ad Lucia Morselli, di presentarsi con un nuovo piano industriale, appare quanto meno insolita. Difficile, infatti, ipotizzare che la multinazionale possa predisporlo in una mezza giornata.
Il piano Probabilmente il piano ‘buono’ c’è già – come peraltro aveva annunciato il sottosegretario Graziano Delrio nella giornata di domenica – e magari verrà mostrato un pezzetto alla volta. Se i sindacati si accontenteranno solo di una parte, potrebbe essere la tattica, perché offrire il tutto? Bisognerà vedere, peraltro, quali saranno le differenze rispetto all’ipotesi prospettata dal governo l’8 ottobre scorso e respinta da azienda e sindacati.
L’IPOTESI PROSPETTATA L’8 OTTOBRE
Bellanova Il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova dice che «l’azienda illustrerà il piano industriale maggiormente nei dettagli. L’auspicio è che si lavori per arrivare all’intesa, per far rientrare al lavoro i dipendenti che sono in sciopero permanente da ormai 21 giorni, con una notevole perdita di reddito, e allo stesso tempo si riprenda la produzione, la cui sospensione sta provocando non pochi problemi all’industria italiana. Spero che oggi si lavori per ritornare a una discussione portata avanti con tranquillità superando le asprezze. Spero che da parte dell’azienda ci sia uno sforzo di chiarezza nell’esposizione del piano industriale, in modo da trovare il consenso delle organizzazioni sindacali che già nell’incontro a palazzo Chigi avevano constatato un passo avanti rispetto al piano di luglio. Spero che i sindacati possano così condividere un terreno di confronto che non preveda uno sciopero continuativo dei lavoratori».
L’amianto Nella mattinata di martedì, peraltro, Lucia Morselli è stata avvistata proprio al ministero del lavoro e proprio in quella parte nella quale si trovano gli uffici che si sono occupati e si occupano della questione-amianto. Cioè di una delle fiches – Umbria24 ne aveva parlato il 20 ottobre scorso – che il governo potrebbe giocare perché, allo stato attuale, quella esistente è una situazione anomala e nella quale è stata ratificata una curiosa differenziazione tra gli impianti della ThyssenKrupp di Terni e quelli, ormai dismessi, di Torino.
Benefici personalizzati Mentre per lo stabilimento torinese, infatti, la possibilità di accedere ai benedici della normativa prevista per i lavoratori esposti all’amianto, è stata estesa a tutti – sulla base del criterio secondo il quale era lo stabilimento nel suo complesso ad essere interessato dal fenomeno – a Terni è avvenuta una cosa diversa: i benefici sono stati concessi – fino al 1989 in alcuni casi e fino al 1991 in altri – solo ad un determinato numero di soggetti – operai e impiegati – sulla base di criteri ‘personalizzati’ e non generalizzati.
L’estensione Se il governo decidesse di fare questo tipo di rilancio – basterebbe togliere, dall’atto di indirizzo che venne approvato quando vennero concessi i benefici e che conteneva la dicitura ‘TyssenKrupp Torino’, la parola Torino e, di colpo, a Terni si aprirebbe la strada per un esodo di un numero di persone compreso tra le 100 e le 150, che approfittando di quella opportunità potrebbero raggiungere la soglia della pensione. Risolvendo uno dei problemi relativi alla trattativa in corso.
Le sensazioni Quella che sta maturando in queste ore, insomma, è la sensazione che la partita vera non sia ancora stata giocata. Già lunedì sera, infatti, dopo la decisione del rinvio, Mario Ghini della Uilm aveva detto che «l’azienda ha continuato ad annunciare un piano confuso e senza convinzione. Di fatto la trattativa non l’ha voluta iniziare». E Rosario Rappa della Fiom aveva accusato l’azienda di aver «sostanzialmente smentito le affermazioni di giovedì» e di essere «tornati al piano industriale di luglio». Mentre Marco Bentivogli della Fim, in mattinata, «ha spiegato che oggi al tavolo siamo pronti a giocare a carte scoperte. Non ci bastano generiche rassicurazioni. Vogliamo sapere se l’azienda è pronta a sostenere un nuovo piano industriale di sviluppo e crescita del sito. L’efficientamento dell’impianto non si può fare con i tagli del personale».
Le ‘aperture’ Anche se, con una delle tante frasi ad effetto regalate in questi mesi, ad un certo punto Morselli avrebbe parlato di produzione che si potrebbe attestare sul milione e 200 mila tonnellate di acciaio fuso, con i due forni in funzione. Perché «vogliamo salvare e rilanciare le acciaierie», ha detto. E si sindacati le hanno replicato che per essere credibile doveva «mettere tutto nero su bianco».
Il governo Ma lo stesso ministro Guidi non sembra essere andata oltre le consuete enunciazioni di principio, tanto che la presidente della Regione, Catiuscia Marini e il sindaco Terni, Leopoldo Di Girolamo hanno chiesto al governo di «mettere sul piatto cose e atti concreti per accompagnare l’accordo, cosi come le istituzioni locali si sono impegnate a fare per la loro parte». E anche in questo caso il dubbio è relativo a cosa sia disposto a metterci, il governo, e in quali dosi.
La tensione A Terni, intanto, la situazione rischia di diventare insostenibile – lo sciopero è arrivato al ventesimo giorno consecutivo – e quanto accaduto lunedì nella sede di Confindustria ne è la prova più grave: due agenti di polizia, tra cui una donna e due carabinieri hanno riportato ferite e contusioni quando hanno tentato di impedire che i lavoratori di Ilserv facessero irruzione negli uffici.
La Ilserv Quella della Ilserv, infatti, non è certo una questione secondaria: intanto perché interessa 200 dei circa 330 dipendenti dell’azienda, che potrebbero finire in cassa integrazione, ma anche per le implicazioni legate alla disdetta dei contratti di appalto che Ast avrebbe deciso e sui quali – da qui la rabbia dei lavoratori stessi, che poi si è scaricata su altri lavoratori, quali sono i poliziotti e i carabinieri feriti – non esiste nessuna certezza sui tempi e sui modi.
La proroga Secondo i dirigenti di Ilserv, infatti, non ci sarebbe nessun documento ufficiale di Ast nel quale si concede una proroga degli appalti fino al 31 dicembre e quindi resta pendente la richiesta di cassa integrazione straordinaria che i sindacati si rifiutano di avallare stante l’assoluta incertezza che regna. Ma i timori veri sono altri
I dubbi Perché lo spettro che aleggia è quello del possibile disimpegno della multinazionale Harsco – da cui Ilserv dipende – dal sito ternano. Che, il sospetto è forte, potrebbe addirittura essere frutto di una sorta di accordo tra la stessa Harsco e la ThyssenKrupp. Ma questo innesca un altro genere di problema: tra impianti produttivi – le due molature – e mezzi tecnici – le gru, i mezzi di movimentazione e di trasporto – all’interno del ‘recinto’ di Ast c’è un capitale – di Ilserv-Harsco – che sarebbe quantificabile in oltre 15 milioni di euro. E la trattativa vera sarebbe in corso proprio su questo.
Il prefetto Nella mattinata di martedì il prefetto, Gianfelice Bellesini, ha convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale hanno partecipato il sindaco, Leopoldo Di Girolamo; il questore, Carmine Belfiore ed i vertici delle forze dell’ordine: «Dopo le tensioni di ieri pomeriggio presso la sede di Confindustria in occasione dell’incontro per la cassa integrazione di duecento lavoratori della Ilserv – fa sapere il prefetto – ancora una volta è stato espresso l’unanime auspicio che le ragioni del dialogo e del rispetto reciproco prevalgano sulle rivendicazioni di ciascuna parte, evitando che il legittimo esercizio delle libertà costituzionalmente garantite di riunione, manifestazione ed espressione del pensiero possa sfociare in eccessi lesivi dei diritti fondamentali delle persone».
Gli agenti feriti Alla luce «del grave episodio appena verificatosi e che ha visto minacciata anche l’incolumità degli operatori delle forze dell’ordine presenti, la riunione è servita anche a fare il punto sulle pianificazioni e sinergie necessarie per rendere sempre più efficaci i dispositivi di prevenzione e di controllo che verranno eventualmente attivati in relazione agli sviluppi della delicata vicenda. Apprezzamento per il lavoro fin qui svolto è stato, infine, espresso da Di Girolamo, il quale ha sottolineato il grande impegno profuso in queste settimane, a tutti i livelli, per garantire la sicurezza di un’intera comunità ed evitare il rischio di pericolose strumentalizzazione delle rivendicazioni dei lavoratori».
La solidarietà Nella giornata di lunedì, intanto, è iniziata la distribuzione dei ‘pacchi alimentari’ da parte dell’associazione Bethel ai lavoratori del gruppo Ast che hanno deciso di farvi ricorso. «Nella giornata di sabato, davanti a tre supermercati – dice Danilo Lisci – abbiamo raccolto 25 quintali di generi alimentari di prima necessità e sono già stati consegnati 178 pacchi – per un totale di 619 persone raggiunte – a chi ne ha fatto richiesta».
