di Marco Torricelli
Gli autobus che riporteranno i lavoratori dell’Ast di Terni a casa stanno ripartendo da Bruxelles: davanti a loro ci sono altre 20 ore di viaggio: «Per difendere il nostro posto di lavoro siamo disposti a questo e a molto di più – hanno detto a chi chiedeva se fossero stanchi – e non lo facciamo solo per noi. Lo facciamo anche per l’Italia».
Gli incontri Dopo aver parlato con David Sassoli e Antonio Tajani, hanno incontrato – in una riunione congiunta – tutti i parlamentari europei e poi i membri delle commissioni interessate. Poi, una delegazione ristretta, accompagnata dalla presidente della Regione Catiuscia Marini e dai vicepresidenti dell’europarlamento Davide Sassoli (Pd) e Antonio Tajani (Fi) ha avuto un colloquio con rappresentanti di gabinetto della nuova commissaria alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager.
LE FOTO DEL DEL VIAGGIO E DELLA MANIFESTAZIONE
Il documento Le firme ci sono tutte e, questo, è un gran bel segnale. Ai parlamentari europei è stato consegnato un documento nel quale i lavoratori e le lavoratrici di Ast, i sindacati italiani Fim, Fiom, Uil,Fismic e Ugl, il sindacato europeo IndustriAll scrivono questo:
Alla vigilia della ripresa del confronto al ministero dello sviluppo economico sulla vertenza Ast, i lavoratori e le federazioni sindacali europee e nazionali che li accompagnano, hanno deciso di portare le loro ragioni e consegnarle ai parlamentari europei.
Ragioni che non sono semplicemente riconducibili alla prospettiva del sito ternano, ma che riconducono alle più generali prospettive delle produzioni di acciaio in Italia ed in Europa.
I lavoratori di Ast chiedono ai parlamentari europei di sostenere il ‘no’ ai licenziamenti e al contrario mettere in campo azioni alternative a partire dall’utilizzo dei contratti di solidarietà attraverso la riduzione degli orari di lavoro che rappresentano una via di uscita sostenibile da questa crisi.
Questo strumento rappresenterebbe inoltre una grande opportunità per i lavoratori e le lavoratrici di sottrarsi alla competizioni che colloca gli uni contro gli altri all’interno della stessa Unione ruropea.
Inoltre chiedono ai parlamentari europei di impegnarsi sulle indicazioni e sugli obbiettivi che sinteticamente riportiamo:
1. Occorre vigilare che, come previsto dalla Commissione stessa al momento della riacquisizione da parte di ThyssenKrupp del sito ternano da Outokumpu, ThyssenKrupp collochi l’Ast dentro una strategia di mercato e di competitività internazionale anche in considerazione degli standard di sostenibilità ambientali europei decisi dalla Commissione che l’Ast stessa già possiede
2. Occorre che il piano industriale presentato il 17 luglio sia significativamente modificato e ridefinito nella sua natura e nei suoi obbiettivi produttivi, impiantistici ed occupazionali
3. Occorre che i parlamentari europei si impegnino a garantire l’integrità del sito ternano in tutte le sue articolazioni produttive (caldo e freddo) a partire dall’obbiettivo di tornare nel triennio ad una produzione di almeno 1,2 milioni di tonnellate di fuso, confermando l’assetto impiantistico con i due forni elettrici
4. Occorre, che il piano europeo per l’acciaio si doti di strumentazioni immediatamente operative in particolare a partire dai costi dell’energia, evitando un differenziale competitivo così ampio tra i diversi paesi europei e le diverse produzioni energivore
5. Occorre che i parlamentari europei facciano pressioni presso l’azienda per il pagamento immediato dei salari di ottobre
6. Occorre infine che si solleciti un quadro di relazioni industriali in norma con le regole europee.
IndustriAll Deciso e senza sconti l’intervento di Luc Triangle, rappresentante del sindacato europeo IndustriAll. Per lui, tanto per cominciare, «a Roma c’è stata una vergognosa aggressione agli operai». Da parte dell’Europa, adesso «è ora di dire basta alle parole e passare ad atti concreti, difendendo le sue produzioni di acciaio – e quelle di Terni prima di tutto – anche dagli attacchi dei produttori extraeuropei che stanno mettendo in ginocchio siderurgia europea e quindi italiana». La sua conclusione è un programma: «La commissione ha gli strumenti. Li usi».
La Fim Le regole sull’antitrust europeo, dice Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl, «sono ferme ad un mondo senza concorrenza internazionale, la Commissione antitrust presieduta da Almunia è la principale responsabile del ridimensionamento produttivo e dell’indebolimento del settore industriale. Auspichiamo che la nuova commissaria e il presidente Jean Claude Junker segnino una marcata discontinuità con la gestione precedente».
Il commento Quelli di oggi, dicono la presidente della Regione Catiuscia Marini e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, «sono stati incontri molto importanti e auspichiamo che la nuova Commissione accolga positivamente le istanze provenienti non solo dalla nostra regione e città, ma anche da parte di tutte le organizzazioni sindacali nazionali ed europee. Così come, e lo ribadiremo nell’incontro di giovedì al ministero dello Sviluppo economico, chiediamo al Governo italiano di esercitare un’azione pressante e incisiva sulla Commissione europea».
La risoluzione Marini e Di Girolamo dicono di auspicare che «il parlamento europeo approvi una risoluzione che impegni la Commissione curopea a intervenire per il futuro dell’Ast di Terni e, con esso, dell’acciaio italiano ed europeo. Siamo del ruolo e delle funzioni che le istituzioni europee possono svolgere nei confronti di ThyssenKrupp e per questo chiediamo un impegno forte, perché la vicenda dell’Ast riguarda solo un asset strategico per l’industria nazionale, ma ha un impatto ancora più pesante sull’economia e l’occupazione di una regione piccola come l’Umbria».
La Commissione europea Va ricordato, hanno aggiunto, «che Terni e le acciaierie patiscono gli effetti della disattenzione che ha avuto la Commissione europea nella sua capacità di esercitare il potere di vigilanza, soprattutto nelle tribolate vicende dei passaggi di proprietà, da ThyssenKrupp a Outokumpu e viceversa. Va posto inoltre il problema della politica industriale europea per il settore della siderurgia europea e dell’acciaio, poiché una quota del mercato europeo di ben il 33/35 per cento è occupata da produttori extraeuropei e questo sta indebolendo l’industria europea».
Il ‘caldo’ Un altro aspetto che la presidente Marini e il sindaco Di Girolamo mettono in evidenza è che «va anche rigettata la tesi secondo la quale il taglio delle produzioni a caldo determinerebbe un incremento della competitività del sito in quanto questo, di fatto, determinerebbe esattamente il contrario, condizionando le produzioni a freddo dell’acciaieria e a cascata anche del tubificio e delle fucine».
Il lavoratore Molto più prudente il commento di uno dei lavoratori che adesso è atteso dal lungo e sfiancante viaggio di ritorno: «Iniziativa importante – scrive in un sms – che di certo non ci soddisfa, ma che porta la nostra vertenza ad un’attenzione europea che, insieme ai parlamentari ci può, se sostenuta veramente da loro, portare dei risultati. Basta, però, con le disponibilità adesso servono atti concreti».
Salta la visita di Renzi La nuova puntata della commedia registra un nuovo dietro-front: il presidente del consiglio Matteo Renzi – di cui si era vagheggiata una visita a Terni nella giornata di giovedì, sembra aver di nuovo rinviato l’occasione per ‘respirare un po’ di puzza di fabbrica’, come gli era stato proposto durante lo sciopero generale cittadino. Magari arriverà a trattativa avviata verso la conclusione. Parlando all’assemblea del Pd, intanto, il premier ha detto: «Credo e penso che si possa trovare un accordo, purché non si usino le vertenze aperte per polemiche politiche. Terni senza acciaio è una città fantasma».
De Vincenti Torna a parlare di Ast, intanto, anche il vice ministro allo sviluppo economico, Claudio De Vicenti: «Su Ast oggi il nodo che si pone non è quello di un intervento pubblico, ma il fatto che Thyssen deve dare un futuro produttivo allo stabilimento di Terni, deve garantire che le sue capacità produttive siano salvaguardate. Abbiamo ottenuto la disponibilità di Thyssen che verificheremo dopodomani nell’incontro già convocato al Mise con azienda e sindacati». Interessante un passaggio: «Non sono esclusi in alcune situazioni – dice De Vincenti – interventi del Fondo strategico con l’obiettivo di creare le condizioni per catalizzare intorno a quella impresa le capacità imprenditoriali e le risorse private che in altri casi come Ansaldo Energia hanno avuto effetto di far arrivare capitali».
Gasparri e gli incidenti Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, getta nuova benzina sul fuoco delle polemiche relative alle manganellate di Roma. In un’interrogazione al ministro dell’interno scrive: «Bisogna ridare ai fatti accaduti lo scorso 29 ottobre una giusta dimensione. In un video diffuso da Youreport, ad esempio, si vede chiaramente come il sindacalista Gianni Venturi, ex segretario della Cgil, sia stato colpito (come conferma anche la cronaca del quotidiano il Tempo) da un pugno sferrato con il braccio destro da un uomo che si trovava all’interno del gruppo dei sindacalisti e indossava un caschetto blu da lavoro che poteva facilmente essere confuso con i caschi blu della polizia. Queste immagini – secondo Gasparri – documentano che l’aggressione è partita dall’interno del corteo sindacale. E’ necessario quindi fare chiarezza e porre fine a una campagna di denigrazione delle forze di polizia».

Renzi Viene a Terni solo se prima la vertenza si concluderà positivamente , in modo da arrivare in città a petto in fuori ed arrogarsi tutti i meriti … in caso contrario se ne starà prudentemente alla larga e cercherà di non dare più risalto alla vicenda , perché un esito negativo , porta via voti . Renzi vive sul consenso , è il figlio di Berlusconi , il suo erede come cazzaro e venditore di fumo . Lui vive di sola notorietà , a lui non interessa l’Italia , interessa solo alimentare il suo ego
Tu che non accetti i commenti voti PD come tutti gli acciaieristi!!
Vallo a dire agli over 50 (che magari hanno anche figli) di trovare un’altro lavoro.
La kyenge vi ha accolto a Bruxelles? Lei sulla sua pagina dice che ha parlato con voi!
Raffa
Ma tu cosa ne sai hai mai lavorato li dentro anche18ore consecutive per far ripartire un impiantogguasto. Hai malavato mai la tuta strappata e nera di grasso e benzina di un operaio. ?hai mai avuto la faccia nera e macchiata di grasso nero che non se ne va con niente. Parli di lavoro vero? Tu non lo sai davvero che cos’è. Vergogna!!!!!
Gli operai che danno manganellate? Ma che film hai visto?