Energie rinnovabili sì, ma solo nel rispetto del paesaggio. Mette le mani avanti Legambiente e, in vista del varo delle linee guida che regolamentino il settore, scrive alla presidente della Regione, Catiuscia Marini.
L’ora delle regole «L’Umbria non perda l’occasione per gestire a suo modo la diffusione delle energie rinnovabili». Legambiente regionale scrive alla presidente Catiuscia Marini, sottolineando come «entro gennaio le Regioni dovranno fissare le proprie regole per integrare le fonti rinnovabili nel territorio. Una grande occasione per ragionare di futuro e di una green economy che sia capace di dare risposta ai problemi dell’edilizia, della qualità urbana, dell’agricoltura, delle piccole e medie imprese anche per una regione come l’Umbria».
Scadenza gennaio «L’Umbria – si legge ancora – non perda questa occasione per stabilire le proprie regole relative alla diffusione di impianti per le energie rinnovabili nel proprio territorio perché con l’approvazione da parte del governo delle linee guida nazionali, si chiude la stagione dell’incertezza normativa e si apre una nuova fase: le Regioni potranno ora fissare regole certe in modo da garantire trasparenza e efficacia delle procedure di realizzazione degli impianti e di tutela del paesaggio. In caso contrario invece, da febbraio, si dovranno utilizzare le indicazioni, peraltro incomplete, delle linee guida nazionali». L’associazione vuole impianti integrati nell’ambiente naturale. «Le Linee guida – aggiunge Legambiente – devono dunque definire un quadro di regole capace di garantire per le diverse fonti la più’ efficace integrazione ambientale e paesaggistica. Un risultato che si può ottenere innanzitutto definendo per gli impianti eolici, solari, da biomasse, idroelettrici, geotermici le aree non idonee, e introducendo criteri per la più corretta progettazione e integrazione delle differenti fonti nel paesaggio, secondo un principio di progressività, in modo da semplificare l’iter per gli impianti di dimensione ridotta e in regime di scambio sul posto».
Attenta integrazione «L’individuazione dei riferimenti per la più efficace diffusione degli impianti da fonti rinnovabili – conclude Legambiente – passa quindi per due percorsi paralleli: per un’attenta analisi dei caratteri del territorio per l’individuazione delle aree non idonee e attraverso criteri che permettano di orientare la progettazione verso una attenta integrazione negli edifici e nel paesaggio».
