Una casa popolare

di Daniele Bovi

Le lettere di sfratto partite in questi giorni nei confronti di alcuni inquilini delle case popolari non riguardano solo Villa Pitignano e non sono causate, o almeno non è questa la motivazione principale, dal mancato pagamento degli affitti bensì dall’imprevista impennata degli oneri condominiali dovuta a quelli che Cristina Piastrelli, segretario generale del Sunia di Perugia, chiama «errori di progettazione» e «investimenti sbagliati». Sul caso si è cominciato ad alzare il velo martedì durante la commissione sulla revisione della spesa, con l’assessore al Welfare Edi Cicchi che ha annunciato, senza fornire particolari dettagli, una conferenza stampa da tenere la prossima settimana.

Oltre 80 famiglie Secondo quanto spiega Piastrelli a Umbria24, le lettere riguardano anche inquilini di Castel del Piano. Complessivamente, anche se non tutte hanno ricevuto la lettera, si tratta di 88 famiglie, 44 a Villa Pitignano e altrettante a Castel del Piano. Almeno duecento le persone in ballo. Per quanto riguarda Villa Pitignano 22 appartamenti sono stati assegnati a canone concordato, mentre gli altri a canone sociale in base al reddito e «così – osserva Piastrelli – si crea una situazione che non va bene dato che qualcuno paga 30 euro e altri 400. Questi due ultimi lavori realizzati dall’Ater sono stati presentati come condomini innovativi» ma il problema è che non tutto è filato per il verso giusto.

Gli oneri Pannelli solari e nuove caldaie avrebbero dovuto garantire acqua calda e riscaldamento agli inquilini a prezzo contenuto, ma così non è. «Consegnate le chiavi – sottolinea Piastrelli – in buona fede agli inquilini è stato spiegato che gli oneri condominiali, che comprendono pulizia, ascensore, servizi comuni più riscaldamento e acqua sarebbero stati bassi, tra 50 e 70 euro. Ricordiamo che queste persone hanno un Isee bassissimo». Però invece di poche decine di euro le famiglie si vedono costrette a pagare salassi che vanno dai 240 ai 340 euro. Così ad esempio chi paga 400 euro di affitto ne deve sborsare mensilmente altre 240 o 300. Cifre che ovviamente mettono in durissima difficoltà queste famiglie. Inevitabilmente, al di là di problemi contingenti dovuti alla perdita del posto di lavoro che porta a non pagare gli affitti, la morosità collegata agli oneri condominiali schizza fino a toccare, secondo Piastrelli, almeno 250 mila euro.

Malfunzionamenti? A questo punto interviene il Sunia, le cifre cominciano a scendere «ma vorremmo capire – dice Piastrelli – il perché. Il problema però è che ormai la morosità si è formata sulle precedenti cifre, e non su quelle più basse». Una possibile spiegazione di oneri così alti sembra risiedere nel funzionamento non ottimale dei pannelli solari: «Abbiamo ingaggiato un tecnico e abbiamo scoperto che dopo tre anni – spiega – i pannelli non funzionano più. Se fossero stati operativi avrebbero dovuto scaldare l’acqua e invece così, ci hanno detto, quelle caldaie hanno funzionato per 24 ore su 24 con acqua a 80 gradi e da qui sembrano scaturire quei consumi pazzeschi».

Preoccupazione La preoccupazione per i casi di Villa Pitignano e Castel del Piano è alta: nel primo caso si terrà venerdì alle 18.30 un’assemblea con tutti i condomini per fare il punto della situazione. «Possibile – dice ancora Piastrelli – che l’amministratore del condominio non si sia accorto di nulla? Io sono veramente preoccupata. Persone che pagano 30 o 40 euro di affitto come fanno a sborsarne 300 o più per gli oneri? Ho parlato con un’anziana che prende 500 euro di pensione, mi ha spiegato di aver fatto domanda per 20 anni e finalmente ora ha una casa popolare, “il sogno di una vita” mi ha detto. Ora però con la lettera di sfratto è disperata».

Twitter @DanieleBovi

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3 replies on “Perugia, case Ater: sfratti anche a Castel del Piano. Morosità causata dagli enormi oneri condominiali”

  1. Credo che nell’articolo ci sia parecchia confusione,forse perché é stato voluto!!
    Non tutti sanno che tra chi paga poco perché in alloggi popolari, hanno o santi in paradiso o redditi per i quali possono permettersi di onorare le quote condominiali.
    Inoltre per chi é a concordato, voglio ricordare che sono liberi di potersi trovare qualche altro immobile più adatto alle loro situazioni economiche.
    Credo inoltre che chi più consuma, più paga…ma forse siccome sono in immobili Ater,allora possono permettersi di non pagare e lamentarsi e voler ottenere essendo nel torto, sempre a danni di chi con sacrifici e rinunce onòra gli impegni.
    Poi ci credo che il paese va rotoli,basta vedere la maggior parte della gente…

    1. Se permetti l’unico che ha fatto confusione o non è stato capace, forse volutamente, di leggere l’articolo sei tu! Non si parla di consumi, si parla di quote condominiali al netto dei consumi per riscaldamento e acqua calda, quindi luce scale, ascensore (ce l’abbiamo trovato), luci esterne, manutenzione verde condominiale (c’hanno fatto un parco), pulizia scale, manutenzione centrale termica (scelta di Ater e non degli assegnatari) che costa tre volte più di quanto permette di risparmiare nel consumo. Comunque credo che gli assegnatari di case popolari non abbiano santi in Paradiso altrimenti avrebbero chiesto ben altro, ma siano famiglie con seri problemi economici che hanno fatto domanda in questo caso cinque anni fa e in altri casi anche da più tempo, che hanno benedetto questa casa perché pensavano di risolvere almeno un problema ma che si sono visti chiedere una quota condominiale di oltre 200,00 euro MENSILI. Non credo che a Perugia e dintorni esistano abitazioni con quote condominiali così alte nemmeno se parliamo di abitazioni di lusso figuriamoci case popolari!

    2. complimenti dipendente del ater (credo che tu lo sia visto il commento) perche solo loro del ater ci hanno detto che siamo liberi di andarcene che siamo approfittatori, non vogliamo pagare e consumiamo troppo, ma mai hanno detto di essere loro ad aver creato questa situazione sia a terni a castel del piano e villa pitignano, perciò non si può neanche parlare di errori di progetazzioni o investimenti sbagliati se succede spesso, e ovvio che chiunque a prescindere dal guadagno gli si presenta un costo dai 250 a 400 euro di condominio non paghera ma chiederà di sistemare e essere messo in condizioni di poter pagare ma voi del ater non avete mai cercato di risolvere il problema avete sempre tenuto la vostra posizione dicendo che vuoi siete azienda privata non azienda sociale dovete fare quadrare i vostri conti lo avete detto a me proprio cosi! poi non e vero che nessuno non paga solo che con i vostri conti e impossibile pagare visto che volete un condominio da 2500 euro in su all anno per famiglia.poi fatte i bravi dicendo che ci fatte un favore e ci rateizzate il debito (CREATO DA VOI!) dove ci troviamo a pagare almeno due anni di ratte sulle 150 euro al mese (oltre il condominio mensile e affitto) ci adebbitate pure costi sui 1000 euro dei avvocati perche ci volete sfrattare e poi ditte che non dipende da voi.Il bello che che nessuno si frega dei poveri se sei povero non hai voce, poi lamentarti urlare fare tutto quello che voi ma nessuno ti ascoltera mai avrai sempre torto siamo troppo piccoli. ma io mi chiedo la regione il comune che finanziano anche questi progetti ci sono?

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