Il responsabile area tecnica del Perugia Roberto Goretti

Cento indagati e una mole enorme di materiale sequestrato. Prosegue e si allarga, a Cremona, l’inchiesta sul Calcioscommesse, tanto da portare a galla presunte combine in altri sport come il tennis. E nell’inchiesta – da quanto riporta la Gazzetta dello sport – finisce anche l’attuale ds del Perugia Roberto Goretti.

Materiale da verificare Il quotidiano sostiene di aver visionato parte del materiale e che il 29 ottobre l’incidente probatorio a Cremona proseguirà sulle chat di Skype. Va ricordato che, al momento, si tratta di indiscrezioni di stampa che andranno approfondite e verificate, con tutte le garanzie per le persone chiamate in causa. Umbria24 ha provato a contattare Goretti e resta a disposizione per riportare la sua versione o quella dei suoi legali.

L’incidente probatorio Secondo la «rosea» tutto il nuovo materiale emerge dall’incidente probatorio chiesto dal pm Roberto di Martino e ottenuto dal gip Guido Salvini. Dopo mesi di analisi su pc, tablet, smartphone, i periti hanno depositato i risultati. «Le trascrizioni di conversazioni, telefonate e messaggi – scrive il quotidiano – sono racchiuse in migliaia di pagine: combine e truffe emergono praticamente in ogni angolo. La Gazzetta ha visionato solo una parte del materiale, ma già da una prima lettura la situazione si presenta grave».

Goretti Oltre ai nomi già noti per il filone del calcioscommesse, come il cosiddetto «clan del bolognesi» a venire alla luce nomi nuovi. «Ci sono – scrive la Gazzetta – Roberto Goretti, attuale d.s. del Perugia ed ex giocatore di Napoli, Bologna, Bari, Como, Arezzo e naturalmente Perugia; Daniele Bracciali, tennista di buon livello (anche numero 49 Atp nel 2006) e più volte convocato in Coppa Davis. Calcio e tennis sono pesantemente chiamati in causa. Ci sono conversazioni tra i protagonisti, mentre altri giocatori sono chiamati in causa da racconti indiretti». Per il quotidiano «Goretti sforna partite di A, B e C sulle quali scommettere a colpo sicuro, ci sono uno stuolo di partite dove il clan del bolognesi riversa molti soldi sui mercati asiatici di Singapore (loro li chiamano “i cinesi”). Goretti cerca e trova garanti, li gira a Bruni che poi si muove con i suoi soci. Adesso il pm Di Martino dovrà gestire tutto questo nuovo materiale e la posizione di Goretti si fa ovviamente delicata: gli eventi sono collocati tra il 2007 e il 2009 in una prima fase. Poi si va avanti con altri protagonisti fino al 2011 e coinvolge volti ben noti dell’inchiesta, a partite dagli zingari, da Paoloni, da Bellavista». 

Soldi per truccare i match «E’ sempre Goretti – scrive ancora la Gazzetta – a gestire le combine: nella sua carriera di calciatore fa tappa ad Arezzo, dove si allenano anche diversi tennisti (ad esempio Bracciali e Starace, pure compagni di team). E nelle vicinanze, tra Firenze e Bologna, si muovono gli altri. Goretti parla con Bruni e lo inserisce in un mercato definito milionario: “Il calcio è rischioso, il tennis regala soldi a tutti”. Insieme si mettono a reclutare atleti per alterare i match. In pratica offrono soldi per ottenere un risultato preciso, anche nei game. Offrono da 20 a 60 mila euro a botta, tutto dipende dall’accordo raggiunto: “Se vinci il primo, poi nel secondo devi giocare almeno tre game”, spiega Bruni a Braccio78, il nickname scelto (senza molta fantasia) da Bracciali». «Le chat di Bruni, Goretti, Bracciali e soci – si legge più avanti – sono inquietanti: chiamati in causa tennisti stranieri di vertice (anche in questa stagione) che s’incontrano nei sottopassaggi e decidono se fare o meno la combine».

La nota della società In merito alla notizia pubblicata questa mattina sui principali quotidiani nazionali sul presunto coinvolgimento del nostro direttore sportivo, Roberto Goretti, nel filone scommesse, la società si riserva ulteriori 24 ore per approfondire la vicenda. Domani, giovedì 16 ottobre, è convocata una conferenza stampa alle ore 15.30 presso la sala stampa dello stadio “R.Curi” alla quale parteciperanno il presidente AC Perugia Calcio, Massimiliano Santopadre, e il direttore sportivo, Roberto Goretti. Nel frattempo la società tiene a precisare, per non lasciare la nostra gente nell’ansia, che il Perugia Calcio non ha nessuna responsabilità oggettiva nella vicenda e in modo assolutamente certo esclude ripercussioni per la società stessa.

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