Andrea Maurelli

di Marco Torricelli

Un cornetto, vuoto, e un tè caldo. Finisce così, al 25simo giorno, lo sciopero della fame di Andrea Maurelli, l’operaio delle acciaierie di Terni che aveva deciso di dar vita a questa estrema forma di protesta contro il piano di ridimensionamento annunciato da ThyssenKrupp.

In ospedale Nei giorni scorsi Maurelli era stato ricoverato in ospedale, dal quale uscirà in giornata: «In questi 25 giorni – racconta – la fatica maggiore è stata quella psicologica. I circa 8 chili di peso che ho perso e la mancanza di cibo non sono certo una cosa grave, ma mi è mancato soprattutto il poter uscire per andare a trovare mia madre e per poter stare fisicamente vicino ai miei compagni di lavoro in lotta».

I pensieri Parla piano, Andrea Maurelli, e a voce bassa: «In questo periodo – dice – ho avuto la conferma di quanto sia grande il cuore di questa città. Ho ricevuto tante attestazioni di solidarietà e incoraggiamenti, insieme a richieste volte a convincermi di non insistere in questa forma di protesta. Una su tutte è stata quella di Ludovico Montali, un 92enne che fu licenziato dalle acciaierie per motivi politici e che mi veniva a trovare con la stampella alla quale è costretto ad appoggiarsi e che, tra le lacrime, mi ha chiesto di smettere».

Il ritorno alla normalità Adesso dovrà riprendere, con calma, a mangiare: «I medici, compreso quello di fabbrica, che è stato molto gentile nei miei confronti, mi prepareranno un programma di ritorno alla normalità e sono certo che farò in fretta a riprendermi. Anche perché voglio tornare presto a dare il mio piccolo contributo alla lotta che, purtroppo, dovremo certamente ancora affrontare». E, magari, per incontrare Matteo Renzi.

Cavicchioli Sulla vertenza Ast, intabnto, si registra la presa di posizione di Andrea Cavicchioli, capogruppo Pd al Comune di Terni, secondo il quale «il piano Morselli presenta carenze oggettive e strutturali ed è interesse per tutte le parti puntare al suo azzeramento, all’apertura di una nuova fase con tempi certi per un piano organico condiviso che affronti tutti i problemi, sotto l’essenziale coordinamento della presidenza del consiglio dei ministri».

I tempi «Dobbiamo utilizzare l’arco temporale sino al 4 settembre per coordinare le iniziative da porre in essere al fine di far emergere le oggettive carenze strutturali del piano annunciato, non formalizzato e già in corso di attuazione da parte dell’ad Morselli per l’Ast, carenze che peraltro danneggiano gli stessi obiettivi della multinazionale, che ha più volte ribadito l’intenzione di porre sul mercato il complesso aziendale ternano».

«Una morte annunciata» La permanenza di fatto di un solo forno, «con evidenti ripercussioni sulla capacità produttiva generale e sulle dinamiche gestionali dell’azienda, la assenza di certezze sulle politiche commerciali per la vendita dei prodotti e gli acquisti delle materie prime, che costituiscono elementi determinanti per il risultato imprenditoriale specialmente in questo settore, il ripensamento delle scelte per le produzioni ‘a freddo’, la perdita di autonomia delle società controllate con conseguente depauperamento della capacità operativa sui mercati, mostrano l’inadeguatezza sostanziale delle linee del piano Morselli, che porterebbe l’Ast – secondo Cavicchioli – ad una morte annunciata».

«Piano da azzerare» Secondo il capogruppo del Pd in consiglio comunale «è pertanto necessaria una interlocuzione diretta con ThyssenKrupp, con il coordinamento della presidenza del consiglio dei ministri ed il coinvolgimento degli organismi comunitari preposti, tenendo conto che vanno rispettati gli impegni cogenti assunti a seguito del controllo della concentrazione Inoxum/Outokumpu e delle conseguenti determinazioni, con l’azzeramento delle linee di piano presentate e l’inizio di una nuova fase, con tempi certi e di garanzia per le parti, che porti alla formulazione di un piano organicamente articolato per i profili industriali, commerciali, finanziari ed occupazionali, in grado di affrontare le criticità e di guardare al futuro».

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