Lavori in corso che Italia Nostra e Wwf definiscono «devastanti»: sono quelli per l’ampliamento della discarica Tk-Ast, la «terza velenosa ‘montagna’ di rifiuti siderurgici, questa volta a meno di due chilometri dalle cascate delle Marmore».
LE DISCARICHE E I LAVORI IN CORSO: FOTO
Blitz L’attacco delle due associazioni all’azienda, ‘rea’ di non voler «investire due lire per chiudere diversamente il ciclo dello scarto industriale», è a 360 gradi: «Velocissimi a comunicare centinaia di licenziamenti – affermano Andrea Liberati (Italia Nostra Terni) e Giuseppe Rinaldi (Wwf Umbria) – e persino più rapidi nel devastare l’ambiente. A Thyssen Krupp sembra importare ben poco della Valnerina e del sito naturalistico mondiale della Cascata».
Danno ambientale Nel descrivere i lavori, documentati da alcune immagini scattate sul posto, Wwf e Italia Nostra mettono in fila tutti gli aspetti che rischiano (se non lo hanno già fatto) di produrre nuove e gravi conseguenze: «sbancamenti pesantissimi di terreno, decine di alberi abbattuti, tessuti di capping rammendati, pozzetti dove confluiscono preoccupanti liquidi verdastri, un piezometro proprio dove si prepara questa terza velenosa ‘montagna’, un cartello di cantiere senza descrizione». Cosa ancora più grave è che il tutto avvenga «senza che siano stati fin qui risolti i gravissimi problemi causati dalle altre due discariche di Pentima-Valle: in un simile caos – affermano le due associazioni – si realizza il nuovo immondezzaio in piena zona Sin, proprio laddove sarebbe dovuta partire la bonifica».
Guerra aperta Le bordate non sono comunque solo per l’azienda, «a cui va il profitto assoluto, grazie al dumping ambientale accordato dalle autorità locali, a partire presidenza della provincia di Terni, competente per materia». Il risultato, secondo i responsabili delle due associazioni, è rappresentato da «altri cento anni di scorie per i ternani, grandi appezzamenti ridotti in cenere, problemi sanitari e danni economici per gli operatori economici e del turismo». Aspetti su cui Italia Nostra e Wwf preannunciano una battaglia dura, anche attraverso segnalazioni dirette «alla procura della Repubblica e al ministero dell’ambiente».
