Il blocco dell'autostrada

di M. To.

Alle 22 di sabato i lavoratori delle acciaierie sono rientrati al lavoro. Al termine di un’assemblea, l’ennesima molto partecipata – molti degli operai avevano portato con loro le famiglie – la decisione e stata presa a larga maggioranza. Ma la tensione resta alta.

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La richiesta La decisione, intanto, resta condizionata dalla risposta che l’azienda darà riguardo al ripristino del programma relativo alle manutenzione che devono essere svolte durante il periodo di fermata degli impianti che inizierà lunedì. Programma che era stato sospeso dall’azienda in virtù dello sciopero ad oltranza che era stato dichiarato nei giorni scorsi.

La strategia Una lavoratrice, intervenendo in assemblea, è stata chiara: «L’azienda sta portando avanti una strategia che ci sta facendo perdere clienti, ritardando le consegne delle merci, con l’obiettivo di scaricare su di noi le responsabilità e dimostrare che questo sito non è economicamente valido. Noi questo alibi glielo dobbiamo togliere»

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Sciopero generale Nel corso dell’assemblea è stato confermato che entro la prima meta di settembre si svolgerà lo sciopero generale regionale indetto dalle organizzazioni sindacali. In preparazione di quella giornata, subito dopo ferragosto, verrà montato un gazebo in centro che diventerà il punto di riferimento delle organizzazioni dei lavoratori per sensibilizzare la città nei confronti delle loro istanze.

Nessun trionfalismo Le organizzazioni sindacali del metalmeccanici, in una nota congiunta, dicono che la «decisione, frutto dell’azione dei lavoratori e sindacale, dell’impegno istituzionale a tutti i livelli, ivi compreso prefetto e questore, arriva a seguito della decisione di congelare le azioni unilaterali messe in campo dall’azienda nei giorni scorsi. Questi elementi permettono, come richiesto, di proseguire il confronto con ThyssenKrupp non a livello locale ma alla presenza del governo centrale con una convocazione ufficializzata per il giorno 4 settembre».

Le iniziative I sindacati, «valorizzano il senso di responsabilità dei lavoratori, che evidenzia l’attaccamento che gli stessi hanno verso la fabbrica e il lavoro, cosa non dimostrata a pari livello dal management aziendale. Per quello che riguarda il proseguo delle iniziative, le organizzazioni sindacali, anche rispetto a quanto proposto dai lavoratori, si impegnano a mettere in campo azioni istituzionali e sindacali finalizzate a mantenere alta l’attenzione. A questo proposito per le giornate di martedì, mercoledì e giovedì verranno organizzati dei volantinaggi cittadini».

Il M5S Venerdì pomeriggio, invece, racconta Federico Pasculli, del Movimento 5 Stelle, «una rappresentanza dei lavoratori dell’Ast ha incontrato il presidente del senato, Piero Grasso (che era stato ospite delle acciaierie in occasione delle celebrazioni per i 130 anni di vita; ndr) per sollecitare un intervento delle massime cariche istituzionali sul gravissimo momento che vive l’acciaieria ternana. Il presidente Grasso, sollecitato dal senatore Lucidi e alla presenza anche della deputata Ciprini e del senatore Rossi del Pd, ha assicurato un intervento diretto sul premier Renzi, per scongiurare una decisione priva di qualsiasi logica industriale e che potrebbe concretizzarsi già durante il mese di agosto».

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Sospensione Il piano di Tk-At, insomma, resta congelato almeno fino al 4 settembre prossimo. Ma è chiaro che questo, è stato dello anche sabato mattina in assemblea, «è un risultato che, seppur importante, resta minimale rispetto a quello principale: il ritiro e la ridiscussione complessiva della misure previste da ThyssenKrupp».

I numeri Lucia Morselli, infatti, ai quasi 600 lavoratori – 58 alla Società delle fucine, altrettanti al Tubificio e oltre 470 in Ast – per i quali la messa in mobilità sarebbe goduta scattare in questi giorni, potrebbe tornare a ‘scrivere’ subito dopo quella data.

Nelli Feroci Scarna, praticamente ridotta all’osso, la delegazione sindacale ternana che ha incontrato sabato mattina a Roma il commissario Ue all’industria, Ferdinando Nelli Feroci, che ha confermato che «verranno poste in essere tutte le iniziative utili per richiamare ThyssenKrupp al rispetto delle normative ed a mantenere un giusto livello di relazioni aziendali». Relativamente alla Commissione europea, Nelli Feroci si è preso l’impegno di chiedere al vicepresidente dell’antitrust Almunia di verificare che il piano annunciato da ThyssenKrupp sia pienamente compatibile con gli impegni assunti dalla Multinazionale al momento in cui ha rilevato l’impianto di Terni.

Crescimbeni Per il consigliere comunale Paolo Crescimbeni (Fi), «la situazione Ast si sta facendo oltremodo complessa ed i tempi si stanno rivelando inevitabilmente lunghi. Il governo, preso da altri problemi che vengono ritenuti più urgenti o più importanti, difficilmente prima di settembre si calerà appieno nella questione. Non per questo la voce della città, delle maestranze, delle istituzioni locali può essere messa a tacere. Soprattutto lavoratori e cittadini, perche le istituzioni fino adesso hanno dato pessima prova di saper fronteggiare l’emergenza, possono e debbono agire autonomamente per fare in modo che la vertenza acciaio di Terni abbia la giusta attenzione nazionale ed europea».

La colletta Secondo Crescimbeni «andare tutti a Roma, andare tutti a Bruxelles, adottare forme di protesta ad oltranza, è una strada obbligata. Per fare questo non basta la volontà e la rabbia dei ternani ma occorrono anche risorse. Propongo alla Rsu Ast di rendersi artefice di una raccolta di fondi da parte da parte di tutti i cittadini per finanziare tutte le forme di protesta e di lotta che si renderanno necessarie. Fino all’ottenimento di un giusto risultato. Obiettivo primario: il governo nazionale assuma da subito la guida della vertenza fino ai provvedimenti più estremi a tutela di una industria fondamentale e strategica per la economia nazionale».

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