Una manifestazione dei lavoratori

di Marco Torricelli

Centoventi giorni. A partire da sabato. Praticamente è deciso che la chiusura definitiva della Sgl Carbon di Narni avverrà entro il 23 ottobre. Salvo colpi di scena.

La scadenza Venerdì 27 giugno, infatti, saranno trascorsi i 75 giorni che la normativa prevede per dare attuazione alle procedure di messa in mobilità del personale, dopo il loro annuncio. Subito dopo potranno iniziare ad arrivare le comunicazioni ‘ad personam’: chi le riceverà sarà fuori, mentre i ‘privilegiati’ potranno continuare a lavorare, sperando giorno dopo giorno che non arrivi la raccomandata, per portare a termine le operazioni di spegnimento in sicurezza degli impianti. Operazioni che potranno durare, appunto, fino a 120 giorni.

LE FASI DELLA VERTENZA

La chiusura Dopo, quando tutto sarà spento, diventerà praticamente impossibile salvare la storica azienda che produce elettrodi di grafite per i forni elettrici delle acciaierie. Ecco perché da parte sindacale si chiede un intervento governativo che, di fatto, ‘congeli’ la situazione e permetta di ragionare con maggiore serenità di quanto, forse, non si è fatto fino ad oggi.

Le ipotesi Perché se i lavoratori finiscono nelle liste di mobilità, di fatto vengono espulsi dall’azienda e – per dirla tutta – nel caso in cui si concretizzi una delle ipotesi esistenti e che potrebbero portare Sgl Group a cedere gli impianti, il possibile compratore si ritroverebbe con uno stabilimento da gestire, ma con una forza lavoro decisamente ridotta. Il che potrebbe essere un male, ma – il caso Meraklon-Beaulieau insegna – non sempre è così.

La bonifica Uno dei temi ‘forti’ intorno al quale si continua – e presumibilmente si continuerà – a dibattere è quello della bonifica dell’area e sui relativi costi: secondo Sgl Group ci vorrebbero «da 10 a 60 milioni», ma l’assessore comunale narnese si era spinto «fino a 160 milioni» e questo argomento non è certo secondario rispetto alla possibile evoluzione della faccenda. 

Il ministero Il responsabile dell’ufficio vertenze del ministero dello sviluppo economico, Giampietro Castano, a marzo aveva chiaramente fatto capire che la cosa stava prendendo una brutta piega: «Tra le tante forme di disimpegno che la multinazionale poteva scegliere, ha preferito la peggiore – aveva detto – perché la messa in liquidazione volontaria non tutela per niente il sito». Proprio a lui, che mercoledì pomeriggio era nella sede ternana di Confindutria, è stata consegnata una relazione da parte dei sindacati locali di categoria.

Nuovo vertice Quella relazione potrebbe essere oggetto di discussione martedì prossimo, quando si dovrebbe svolgere un nuovo – l’ennesimo – vertice negli uffici del ministero: «Quello che vogliamo sia chiaro – dice Fabrizio Framarini, della Femca Cisl – è che ai lavoratori e quindi a noi, non interessa tanto discutere intorno ai 17mila euro di buonuscita che l’azienda offre loro. Il sindacato non vuole che la vicenda Sgl carbon si riduca a questo, perché il tema vero è quello di fare tutti i tentativi possibili per tenere aperto lo stabilimento».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.