Slot machines

C’è anche l’attivazione di un numero verde regionale per chiedere aiuto e l’istituzione di un marchio «No slot» dentro i 14 articoli che compongono il disegno di legge, preadottato lunedì dalla giunta regionale, per contrastare il gioco d’azzardo. Per il 2015 potrà contare su un finanziamento di 200 mila euro e nell’articolato si stabiliscono le funzioni di Comuni, Asl, soggetti del terzo settore, associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori di settore e di tutela dei diritti dei consumatori. Tra i punti della legge c’è il divieto di aprire sale giochi a meno di 500 metri da scuole «o altri luoghi di aggregazione frequentati da giovani», la promozione di programmi e progetti di prevenzione, la creazione di gruppi di auto-aiuto e la formazione degli operatori compresi quelli presenti nelle sale da gioco.

Il ddl Come accennato partirà anche un numero verde regionale per l’assistenza di primo livello, mentre continuerà la sperimentazione del centro per il trattamento del gioco patologico gestito dalla Usl Umbria 2. Una serie di azioni sono rivolte anche verso i gestori di sale e bar: in primis c’è l’istituzione del marchio «No slot» che i Comuni dovranno rilasciare agli esercenti che scelgono di non installare le macchinette, mentre sono previsti poi incentivi alle attività commerciali “virtuose” e agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale. Con l’approvazione definitiva del ddl scatterà anche il divieto di fare pubblicità relativa all’apertura o all’esercizio di sale giochi. I gestori inoltre dovranno dovranno esporre materiale informativo per evidenziare i rischi connessi al gioco eccessivo e l’indicazione dei servizi di assistenza disponibili in caso di necessità. Per chi sgarra le sanzioni andranno da 5 mila a 15 mila euro.

Piaga sociale «Il gioco compulsivo e quindi patologico – ha spiegato la presidente Marini – rischia di diventare una vera piaga sociale e sanitaria. Per contenere e conoscere in modo approfondito la diffusione del fenomeno in Umbria e definire un blocco di proposte operative la Giunta regionale, già lo scorso anno, ha istituito un gruppo di lavoro intersettoriale che ha contribuito alla predisposizione del disegno di legge regionale». «Inoltre – ha aggiunto -, con la proposta di legge regionale, oltre a promuovere l’accesso consapevole, responsabile e misurato al gioco, si struttura un percorso per il trattamento e il recupero delle persone affette dal disturbo, offrendo anche supporto alle loro famiglie». La vicepresidente Carla Casciari sottolinea invece le domande di aiuto in crescita che singoli e famiglie rivolgono ai centri che si occupano di questo problema, anche se un dato positivo arriva dall’ultima ricerca Espad-Cnr.

I commenti Secondo lo studio infatti almeno nel 2013 nella fascia d’età 15-19 anni c’è, in Umbria, una tendenza alla diminuzione del fenomeno più marcata rispetto al resto d’Italia. «Ciò – commenta – incoraggia a mettere in campo azioni strutturate per il contrasto del fenomeno, dando grande importanza all’azione di prevenzione tra le nuove generazioni». «Arginare il fenomeno delle patologie legate al gioco d’azzardo – dice infine l’assessore al Commercio Fabio Paparelli – passa necessariamente da una maggiore incentivazione e sensibilizzazione dei gestori delle attività commerciali. Inoltre, la Regione in caso di concessione di finanziamenti, benefici e vantaggi economici a favore del commercio, considererà come titolo di preferenza e di premialità l’assenza di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito all’interno degli esercizi autorizzati alla pratica del gioco stesso».

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