
di Ivano Porfiri
Due voci distinte ma entrambe autorevoli quelle che si levano dall’Umbria rivolte a quanto sta avvenendo in queste ore in Libia, sull’orlo della guerra. I frati di Assisi chiedano che si faccia di tutto per scongiurarla, mentre il vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, da Perugia, chiede che Gheddafi si faccia da parte e lasci spazio alla democrazia. Intanto la presidente Marini esorta a rimettere il Mediterraneo al centro delle politiche italiane ed europee.
Frati: si eviti guerra «In merito ai tragici eventi che si stanno verificando in Libia, la comunità francescana conventuale del Sacro Convento di Assisi, nel rispetto delle istituzioni e delle risoluzioni internazionali, unisce la sua voce a quella di tanti altri uomini di buona volontà, e chiede che si faccia l’impossibile per evitare una guerra che è sempre “un’avventura senza ritorno”, come ebbe a dire il servo di Dio, Giovanni Paolo II». Lo afferma il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese in una nota diffusa sul portale www.sanfrancesco.org. Rivolgendosi alle autorità libiche e «a quanti sono direttamente o indirettamente coinvolti nelle vicende di quella terra», padre Piemontese chiede che «ci si faccia strumenti di pace e si eviti la morte di esseri umani: le ragioni della pace prevalgano con le armi del dialogo e si evitino violenze e spargimento di sangue». «Seguiamo con preoccupazione – aggiunge il Custode – l’evolversi della situazione nel Mediterraneo e imploriamo l’intercessione di San Francesco, fratello universale e messaggero di pace, affinché ispiri alle parti in causa la consapevolezza del valore della vita umana e pensieri di pace. Anche alle popolazioni della Libia – conclude – rivolgiamo l’augurio di S. Francesco: Il Signore vi dia la Pace!».
Gheddafi deve lasciare «A questo punto Gheddafi deve lasciare il potere, questo deve succedere. Questa è la condizione perché si prepari quello che si chiama democrazia». Lo ha affermato il vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella, conversando con i giornalisti a margine di un convegno a Perugia sul futuro delle politiche euromediterranee.
Bene No-Fly Zone «Prendo atto con soddisfazione – ha detto Pittella – che finalmente l’Onu si è mossa e ha deciso la No-Fly Zone, che era una delle cose che il Parlamento europeo europeo non aveva escluso. Il Parlamento europeo – ha ricordato il vicepresidente del Parlamento europeo – aveva votato a stragrande maggioranza una risoluzione firmata da tutti i gruppi politici nella quale si chiedeva all’alto rappresentante per la politica estera, la signora Ashton, di attivarsi utilizzando tutti i mezzi ovviamente previsti dai regolamenti dalle leggi per far cessare questa repressione sanguinaria messa in atto da Gheddafi». «La nostra – per Pittella – è una posizione molto forte, molto avanzata, molto coraggiosa anche di riconoscimento del governo transitorio e di forte sostegno delle proteste, all’anelito al cambiamento democratico che c’è anche Libia».
Scenario di svolta epocale Parlando del Nordafrica, per Pittella «quello che si apre in questi paesi è uno scenario di svolta epocale e se noi siamo cosi gretti mentalmente da prendere da questo scenario soltanto un elemento, la paura per l’emigrazione, non meritiamo il fatto di recitare un ruolo di primo piano in questo nuovo quadrante». «Qui – ha aggiunto riferendosi al Mediterraneo – si apre una stagione democratica che può dischiudere una forte cooperazione economica, sociale, culturale, ponendo l’Italia, l’Europa, il Mezziogiorno d’Italia al centro del rapporto col Mediterraneo. E noi di cosa ci interessiamo – ha concluso – soltanto di quante persone arrivano a Lampedusa?».
Marini: Mediterraneo al centro «Oggi più che mai le politiche europee, ma soprattutto italiane, di cooperazione e collaborazione con i Paesi dell’area mediterranea, hanno una importanza assolutamente strategica e primaria. E non si può non considerare il contesto che, proprio in questi ultimi mesi, è radicalmente mutato, aprendo scenari e opportunità nuove che dobbiamo saper cogliere». È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, portando il suo saluto alla conferenza organizzata a Perugia, a Palazzo Donini, dall’associazione Fidem su politiche europee e prospettive di sviluppo dello spazio Euromediterraneo. «Il Mediterraneo è tornato ad essere oggi al centro della scena politica internazionale – ha detto la presidente -, imponendo all’Europa una più decisa azione di cooperazione per sostenere quelle forze progressiste che stanno lottando per il cambiamento, dall’Algeria, all’Egitto alla Libia». «Come Europa – ha ricordato – abbiamo sempre sostenuto la necessità di maggiori garanzie di democrazia e libertà nell’area del Maghreb. Ora che alcuni di questi Paesi si affacciano ad una prospettiva di cambiamento in direzione di assetti istituzionali democratici, noi dobbiamo superare un approccio provinciale e protezionistico verso queste aree. A cominciare – ha concluso – dalla questione dell’accoglienza e assistenza dei profughi, verso i quali l’Italia e l’Europa devono rapportarsi con un senso di civiltà degna della storia europea e italiana».

Governo libico ha dichiarato una cessazione immediata di tutte le ostilità. Il ministro degli Esteri ha dato Mussa kussa in una conferenza stampa a Tripoli. “La Repubblica di Libia sta facendo di tutto per proteggere la popolazione civile e di mandarle l’assistenza necessaria umanitaria”, ha detto. “Come membro delle Nazioni Unite, accettiamo che siamo obbligati a rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.” La Libia era pronto per il dialogo. Questo dimostra ancora una volta che aiutare Dio, o meglio la minaccia della violenza. Speriamo che lì pacificamente per i casi umani.