Il personale dell'Isrim

di M. To.

Loro li avevano invitati tutti. Ma all’invito dei lavoratori dell’Isrim si sono presentati cinque – il sindaco uscente li aveva incontrati, insieme all’assessore Sandro Piermatti, in mattinata – dei dodici cadidati a sindaco: Francesco Bartoli, Piergiorgio Bonomi, Paolo Crescimbeni, Romano Sciarretta e Angelica Trenta.

L’istituto Nel 2011, hanno ricordato i lavoratori ai candidati presenti, «mentre qui si pensava ad altro e il Cda vegetava, noi eravamo a Bruxelles, a ritirare un premio per un progetto portato a termine l’anno prima. Negli anni, mentre la politica era distratta, abbiamo collaborato con oltre 600 aziende e centri di ricerca, che ancora oggi ci contattano per chiederci notizie e proporci iniziative comuni». Non tutti «sanno che molti di noi non percepiscono un euro da luglio 2013 e che il 28 maggio, «mentre qualcuno di voi – hanno detto – sarà impegnato a festeggiare o a organizzarsi per il ballottaggio, l’assemblea già indetta potrebbe decidere di spedire le lettere con le quali ci si licenzia».

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I candidati Diversi, nei toni e nei contenuti, gli interventi dei vari candidati: «Siamo comunque soddisfatti – spiegano i lavoratori – perché quanto meno siamo riusciti ad accendere una luce sulla nostra situazione e ad evidenziare un tema che, forse, a molti di loro non era perfettamente chiaro nel momento in cui hanno deciso di candidarsi alla guida della città». Meno soddisfatti, forse, i sindacati che sono stati accusati dal senatore Stefano Lucidi, del M5S, di essere corresponsabili della crisi dell’istituto.

Il prefetto Chi, invece, la situazione ha mostrato di conoscerla bene, è stato il prefetto, Gianfelice Bellesini, che su richiesta di Bartoli ha ricevuto i lavoratori: «Ci ha detto di essere perfettamente al corrente della situazione e abbiamo potuto verificare che era proprio vero – raccontano – perché è entrato subito nel vivo del problema, dicendo di aver già sollecitato Stefano Neri (il presidente di Terni Research, a cui fa capo Italeaf, l’azienda che aveva manifestato interesse per le attività di Isrim, per poi fermarsi di fronte alle indagini della guardia di finanza; ndr) per chiedergli di prendere in considerazione l’ipotesi dell’affitto del ramo d’azienda nel caso in cui l’istituto dovesse essere dichiarato fallito».

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