Fra le mille sfaccettature della crisi della Sangemini ce n’è anche una curiosa che riguarda i cinque daini che da circa dieci anni vivono all’interno del parco delle Fonti, in un recinto. Nei giorni scorsi sono stati visitati dalla Forestale che li ha trovati in buone condizioni. Lì, però, non potranno più starci.
Gli animali, cinque splendidi esemplari fra cui un maschio adulto di grosse dimensioni, sono di proprietà di una società partecipata della Sangemini Spa. Ad accudirli con affetto è un dipendente che, però, a breve verrà spostato ad un altro incarico.
Il controllo Di recente alcuni residenti, preoccupati dalla sorte dei daini, hanno chiesto l’intervento del corpo forestale dello Stato. Le verifiche degli agenti hanno riguardato lo stato di salute e le condizioni di detenzione degli animali che hanno fatto da subito scongiurare l’ipotesi del maltrattamento. «I daini – spiegano dalla Forestale – si presentavano in buone condizioni, opportunamente foraggiati e il recinto risultava di adeguate dimensioni e ombreggiato da piante di alto fusto».
Il sequestro Dalle verifiche è comunque emersa una violazione che ha portato alla denuncia dell’amministratore unico della società proprietaria degli animali e al sequestro dei cinque esemplari. In pratica la normativa in materia (decreto ministeriale del 2006) inserisce il daino tra le specie potenzialmente pericolose per la salute e l’incolumità pubblica, vietandone la detenzione salvo specifica autorizzazione rilasciata dalla Provincia. Un’autorizzazione che, per i cinque daini del parco della Fonte, non è stata mai rilasciata.
Che fine faranno? Dopo il sequestro effettuato dalla Forestale, spetterà all’ufficio caccia e pesca della Provincia emettere uno specifico provvedimento di confisca. I cinque daini, in ogni caso, non verranno liberati in natura: ormai sono abituati a vivere a stretto contatto con l’uomo e non sono più autosufficienti. Per questo si sta cercando una sistemazione in qualche struttura attrezzata in grado di garantire il loro benessere e scongiurarne l’abbattimento.
