di F.T.
Due fascicoli distinti e altrettante indagini aperte. Anche se il luogo – ormai ribattezzato ‘la galleria dei veleni’ – è sempre quello: il tunnel Tescino, lungo poco più di un chilometro e mezzo, che dallo svincolo di San Carlo sbuca in Valnerina.
Il caso La prima indagine attivata dal sostituto procuratore Elisabetta Massini è quella legata alla denuncia di Alessandro Ridolfi, il tecnico di 41 anni che aveva lavorato alla costruzione della galleria. Il suo calvario è iniziato nel marzo del 2009: dopo essere entrato a contatto con l’acqua che sgorga dalle pareti del tunnel – oggi come allora – l’uomo ha iniziato ad accusare gravi problemi di salute. «Il mio sistema immunitario, e non solo quello, è stato compromesso dal cromo e dai metalli presenti in quel liquido – ha raccontato a Umbria24 -. Ho scordato cosa voglia dire avere una vita normale. Ho ulcere in tutto il corpo e devo stare attento a dove vado e a qualsiasi oggetto che tocco».
Ipotesi Per questa vicenda ci sarebbero già alcuni indagati e le ipotesi di reato andrebbero oltre le ‘semplici’ lesioni colpose. Il contesto potrebbe essere aggravato dalle violazioni al decreto legislativo 81 del 2008, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ma non si può escludere a priori una lettura ancor più severa: quella legata al cosiddetto ‘dolo eventuale’, in pratica l’accettazione del rischio che un fatto possa accadere, già contestato a suo tempo dal pm Raffaele Guariniello durante il processo per il rogo alla Tk-Ast di Torino.
Altra indagine Il secondo fascicolo riguarda la vicenda nel suo complesso, tanto la galleria – dalla progettazione ai lavori – quanto la provenienza delle acque contaminate da cromo, manganese, nichel e rame. Intenzione della procura è quella di fissare un punto, attraverso la perizia affidata all’ingegner Luigi Boeri e al suo staff, fra i più noti in Italia e già impegnato a Terni nei rilievi successivi al rogo di Vascigliano.
L’esame Oltre a confermare la presenza di elementi nocivi nell’acqua che sgorga dalle pareti della galleria, il professionista potrebbe esprimere anche valutazioni relative alla sua provenienza. Un aspetto tutt’altro che secondario, questo, tanto che alcuni tecnici si sarebbero già attivati nei giorni scorsi per analizzare le quote piezometriche e le distanze fra la vicina discarica Ast e quel tratto della Terni-Rieti. Senza dimenticare che nel sottosuolo – carico di inquinanti – sarebbero presenti anche alcune condotte forzate, non immuni – come già accaduto nel 2008 – a rotture e perdite.
La data L’esame del consulente incaricato dalla procura è previsto per la prossima settimana. Proprio il 28 febbraio l’ingegner Boeri – il cui studio si trova a Pisa – raggiungerà Terni per svolgere un’altra perizia, quella legata al tragico volo del bimbo di tredici mesi che nell’agosto del 2011 morì cadendo dal balcone di casa. Non è escluso che i due esami possano essere svolti lo stesso giorno o, quantomeno, in due giorni vicini fra loro.
