di C.F.
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«Si può procedere all’intervento di consolidamento dell’argine e gradualmente riprendere il conferimento per le cubature residue», circa 80 mila. Arriva direttamente in consiglio regionale il via libera, a cui dovrà naturalmente seguire il relativo atto formale, dell’assessore Silvano Rometti sulla delicata riapertura di Sant’Orsola che, presumibilmente già dall’estate prossima, potrà tornare a ospitare i rifiuti dei 22 Comuni dello Spoletino, Folignate e Valnerina.
Pressing A sollecitare la Regione, nei giorni scorsi, era stato il consigliere Giancarlo Cintioli (Pd) che con un’interrogazione aveva chiesto a palazzo Donini di rispondere alle richieste formulate da Ati3 e Vus. L’ambito di riferimento e la multiservizi pubblica, che si occupa della gestione dei rifiuti, alla fine del 2013 hanno infatti presentato una relazione tecnica con cui si respingeva la prescrizione messa sul tavolo dai tecnici della Regione, che vincolavano la ripresa dei conferimenti all’ultimazione dell’intervento da 1.2 milioni di rafforzamento del muro di contenimento, assicurando che per la stabilità del sito i rilievi e i sondaggi compiuti dagli esperti non avevano fatto emergere alcuna criticità.
Caos rifiuti La partita è particolarmente sensibile, considerando che dalla fine del 2012 i rifiuti dei 160 mila umbri residenti nell’Area vasta vengono conferiti in parte a Borgo Giglione (Magione) e in parte a Belladanza (Città di Castello). Il viaggio quotidiano dei mezzi Vus ha naturalmente fatto lievitare le tariffe e, aspetto non secondario, aumentato la pressione sulle altre discariche dell’Umbria.
Via libera di Rometti E oggi, dopo un lungo pressing, l’assessore Rometti ha di fatto spalancato le porte alla ripresa dei conferimenti. «Da ulteriori approfondimenti – ha affermato – gli uffici hanno corretto e integrato parzialmente il parere, prevedendo che simultaneamente agli interventi di consolidamento dell’argine del piede della discarica si potranno, in modo graduale e ad una distanza di 150 metri da quest’area, avviare il conferimento residuo (circa 80 mila metri cubi, ndr), ma poi Sant’Orsola chiuderà perché il Piano regionale rifiuti questo prevede».
Iter Al momento Vus e Ati3 attendono il via libera della Provincia sul progetto di rafforzamento dell’argine, che la Regione ha già deciso di non sottoporre a Via (valutazione di impatto ambientale), ma il disco verde è atteso a giorni. Dopodiché si procederà alla pubblicazione dell’appalto per individuare la ditta che eseguirà l’intervento e a quel punto, se alle dichiarazioni di Rometti seguirà l’atto formale degli uffici, insieme agli operai a Sant’Orsola torneranno anche i camion della Vus.
Cintioli: «Soddisfatto» Il consigliere Cintioli si è detto estremamente soddisfatto «Credo che la Regione – ha aggiunto – ha valutato con grande attenzione quanto è stato riproposto dall’azienda. Rimanendo fermo il punto che la discarica Sant’Orsola va chiusa come previsto nel Piano, credo che questa nuova disponibilità serva a risolvere i problemi non soltanto dei cittadini di quel territorio, ma anche di un’area più vasta».
Zaffini: «Maialata» Di diverso avviso il consigliere Franco Zaffini (Fd’I): «Oggi l’assessore Rometti si è espresso favorevolmente rispetto alla riapertura, tramite ampliamento camuffato da adeguamento degli argini, della discarica di che ha già ricevuto conferimenti pari a tre volte la capacità inizialmente autorizzata: è l’ennesima ‘maialata’ resa al territorio, con buona pace degli spoletini che, grazie all’amministrazione Benedetti-Cintioli, ne sopporteranno i costi ambientali e sociali». E poi: «Complimenti al collega Cintioli che, appena rientrato in Regione, ha riportato a Spoleto qualcosa che le era stato tolto: la monnezza».
