di Maurizio Troccoli
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L’ottimismo del re del cachemire, noto ai più, non può essere scalfito da oscillazioni sporadiche e forse anche prevedibili e fisiologiche, ma di soldi e di fatti si tratta, quando in Borsa si mette il segno meno ed è naturale sintonizzare le antenne.
L’avvio del 2014 L’inizio di questo anno nuovo non è dei migliori, vista la picchiata che disegna il grafico dei titoli di Brunello Cucinelli, nei primi giorni di gennaio, dopo una arrampicata incredibile che l’ha caratterizzato per tutto il 2013.
I numeri Questa mattina ci si sveglia con una variazione del titolo di un flebile -0,52% oscillando di poco fino a sfiorare il -1%, segnando il prezzo delle azioni in apertura a 22,50, con un massimo di 22,67 e un minimo di 22,25, secondo i dati aggiornati intorno alle 9.30. La performance dell’ultimo mese è nel segno negativo arrivando a un variabile – 10,66%. Dal 3 gennaio a ieri la quotazione passa da 26,25 a 22,68. Ma la robustezza viene confermata con una tendenza semestrale che indica un +11,36% e la performance dell’ultimo anno che segna il dato incredibile del + 53,09%.
Il nuovo acquisto Intanto è di ieri la notizia della storica D’Avenza, azienda tessile di Carrara che passa al gruppo Brunello Cucinelli spa, diramata da Solomeo. Nella nota c’è scritto che è stato firmato l’accordo per l’acquisto di un ramo d’azienda dal gruppo Cecchi a cui rimane la proprietà del marchio dell’alta sartoria italiana. Mentre Cucinelli assorbirà il personale. L’acquisto definitivo dello stabilimento, che si trova a Nazzano a Carrara, rimane subordinato allo sblocco della pratica del Sir (sito di interesse regionale)
