di C.F.
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È l’Umbria l’unica regione d’Italia a essersi conquistata un posto tra le 10 Best wine travel destinations del 2014 che, ogni anno, il popolare magazine Wine Enthusiast propone ai milioni di affezionati lettori statunitensi. Un risultato straordinario raggiunto, soprattutto, grazie alle suggestione delle dolci colline di Montefalco rese celebri dal pregiato Sagrantino, anche se agli esperti non sono passati inosservati i filari dell’Orvietano e il patrimonio artistico di tutto il territorio.
Nel gotha dell’enoturismo mondiale Tant’è che nelle motivazioni dell’ambito riconoscimento, nel 2013 era toccato alla Puglia, viene fuori che a convincere gli americani sono stati diversi fattori: «Diversamente da altre mete turistiche dell’Italia più note, colline e vallate dell’Umbria appaiono incontaminate del tempo, ma oltre alla bellezza naturale – spiega Kerin O’Keef, italian editor del magazine, a Wine News – l’Umbria è piena di città medievali ben conservate. Orvieto sorge su un terreno vulcanico e ospita una delle cattedrali più belle d’Italia, mentre tutti sappiamo che la basilica di Assisi è la casa di San Francesco e Perugia offre una varietà di musei e due università che gli danno un grande fermento culturale». Insomma, si va ben oltre l’affermazione della produzione enologica umbra.
Le altre 9 E così l’Umbria è entrata a pieno titolo nel gotha dell’enoturismo mondiale a fianco di territori conosciuti e affermati, ma anche emergenti. Ecco le altre nove regioni consigliate: Languedoc (Francia), Barossa Valley (Australia), Mendoza (Argentina), Baden (Germania), Valle de Guadalpe/Baja California (Messico), Isole dell’Egeo (Grecia), Walla Walla (Stato di Washington-Usa), Sonoma (California-Usa) e Texas Hill Country (Texas-Usa).
Risultato che arriva da lontano Ovviamente all’onore del risultato si somma l’onere dell’aspettativa che già in queste ore matura tra i turisti statunitensi. Ed è proprio agli interventi da mettere a punto che guarda l’imprenditore umbro Marco Caprai: «Il riconoscimento non è un punto di arrivo, ma un’occasione da sfruttare al meglio per crescere ancora perché – argomenta – siamo di fronte a una grande cosa che, però, non è casuale ma parte da un percorso avviato anni fa da Giorgio Lungarotti, proseguito col Museo del vino di Torgiano, Cantine Aperte, la costituzione delle Strade vino e l’attenzione che da sempre i produttori umbri hanno riservato all’aspetto enoturistico della loro attività».
Caprai e la stoccata ai 679 mila euro a Don Matteo Il tiro è chiaro: «Spero che l’Umbria, come già visto in Puglia attraverso il lavoro dell’assessore Dario Stefano nel 2013 – capisca il valore di questa occasione e ne faccia uno dei propri pilastri strategici per il 2014 e gli anni a venire». Immancabile la stoccata sul caso dei 679 mila euro finanziati dalla Regione per 13 pillole video dai territori che saranno trasmessi da Rai1 durante le anteprime di Don Matteo: «Probabilmente, investire sul turismo del vino aiuterebbe di più l’agricoltura e il turismo, perché è questa l’Umbria da promuovere».
Le prossime pillole su Rai 1 Giovedì sera prima della seconda puntata di Don Matteo 9 andrà in onda la pillola dedicata a Orvieto, tre minuti di riprese che porteranno nelle case degli italiani il Duomo e alcune eccellenze del territorio. Nelle prossime settimane sarà il turno Città di Castello e i suoi tartufi, la pista ciclabile Spoleto-Assisi, Todi, Terni e San Valentino, la pesca sul lago Trasimeno, la Cascata delle Marmore, Gubbio, Perugia, Narni, Foligno e Norcia. Da Gubbio fanno sapere che un primo sopralluogo in vista delle riprese è stato compiuto e che il set principale sarà naturalmente piazza Grande.
Cecchini: «Per promozione vino c’è Piano regionale» In ogni caso, anche considerate le polemiche divampate sull’operazione di promozione, l’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, dopo aver espresso «grande soddisfazione» per il riconoscimento, si è affrettata a spiegare: «La qualità del vino umbro è fuori discussione e lo sforzo in cui siamo impegnati è ora quello di promuoverlo e commercializzarlo adeguatamente, per questo ci siamo dotati di un Piano regionale ad hoc messo a punto con la collaborazione degli istituti nazionali di ricerca Nomisma e Inea, per rendere il vino umbro riconoscibile ed identificabile nella sua unicità, fusa con lo spirito e l’anima dei territori. Gli Stati Uniti – ha sottolineato Fernanda Cecchini – sono un mercato al quale l’Umbria guarda con grande attenzione: Wine Enthusiast – ha concluso – ci conferma che abbiamo imboccato la strada giusta»
