di Daniele Bovi
E’ un’amministrazione pubblica «complessivamente sana ed efficiente» quella tratteggiata nella relazione del procuratore regionale della Corte dei conti Agostino Chiappiniello sull’attività svolta nel 2010. Un’amministrazione «la cui azione tende al perseguimento dell’interesse pubblico» e dove, come sottolinea Chiappiniello, fanno più notizia i casi di cattiva gestione della cosa pubblica «che le condotte diligenti e virtuose».
La corruzione non aumenta E se i tassi di corruzione in Umbria non sono aumentati rispetto allo scorso anno, secondo il procuratore restano sempre «tanti i soggetti che rubano e corrompono». Un richiamo forte poi arriva in merito alla gestione dei dipendenti pubblici: «Più che parlare di troppi dipendenti – spiega Chiappiniello ai giornalisti –, in maggioranza onesti e che lavorano per quattro soldi, direi che sono gestiti e coordinati male. Anche i soldi pubblici devono essere spesi in maniera produttiva».
I numeri del 2010 I casi di cattiva gestione, in verità, non mancano. Dal caso dei Boc che ha coinvolto i Comuni di Perugia e Terni passando per le frodi comunitarie, dipendenti infedeli, medici poco scrupolosi, aste truccate e operazioni più o meno spregiudicate che vedono protagonista la pubblica amministrazione. In totale, nel 2010, sono state 1.559 le istruttorie aperte a tutela delle casse pubbliche: a farla da padrone i casi relativi a infortuni (534), contenziosi (484), lesioni da attività sanitaria (72), incidenti (62), reati commessi da pubblici dipendenti (35) e istruttorie relative a bilanci e conti del patrimonio (52). Le pendenze al 31 dicembre scorso sono invece 4.637 (in aumento dell’1,8%), mentre in riferimento ai giudizi di equa riparazione la Procura regionale ha ricevuto nel 2010 53 denunce.
Recuperati oltre 2 milioni Un’attività che ha consentito il recupero di 1.464.800 euro (+9,5% rispetto al 2009), ai quali vanno aggiunti i 659mila euro recuperati grazie alle sentenze di condanna. Un risultato arrivato anche grazie «alla leale e trasparente collaborazione» data dalle amministrazioni interessate e nonostante la scarsità di mezzi finanziari e di personale a disposizione della Procura. Senza dimenticare quelle norme che invece di aiutare tendono «a creare impunità». Per quanto riguarda l’inchiesta Sanitopoli invece, c’è un’indagine in corso e la Corte è in attesa del rapporto della Guardia di finanza.
L’effetto deterrenza A fianco delle cifre recuperate grazie all’attività cosiddetta «recuperatoria», vanno aggiunte quelle, difficilmente stimabili, derivanti dall’effetto di deterrenza in seguito all’attività di prevenzione del danno erariale. In pratica gli sprechi che vengono evitati grazie ai «richiami» della Procura su particolari fattispecie.
I CASI PIU’ IMPORTANTI
Nella casistica singola viene fuori un po’ di tutto. Un procedimento ad esempio ha riguardato tre dipendenti della Soprintendenza per i Beni architettonici dell’Umbria, che omettendo i previsti controlli hanno consentito l’impiego, per dei lavori di restauro, di materiali diversi e di qualità inferiore rispetto a quelli previsti dal contratto. Dal 2005 al 2008 poi questi dipendenti hanno anche ricevuto soldi dalle ditte che hanno fatto i lavori. Totale del danno arrecato alle pubbliche casse: 312mila euro.
Comunità montana Valle del Nera Un caso ha coinvolto anche il presidente della Comunità montana Valle del Nera e monte San Pancrazio per aver effettuato ingenti investimenti in un consorzio. In pratica la Comunità montana continuava a deliberare investimenti a favore di questo Consorzio per l’acquisto di macchinari per la produzione di pellet, macchinari lasciati alle intemperie e che non hanno mai prodotto nulla. Tanto per capirsi, il presidente della suddetta Comunità era anche il presidente del Consorzio. A niente, fino all’intervento della Corte, sono servite le segnalazioni dei dipendenti a proposito dei bilanci in rosso del Consorzio. A completare il poco edificante quadretto, anche la realizzazione di opere abusive realizzate sull’area del Consorzio. Il tutto per un danno complessivo di 903mila euro.
Le consulenze della Provincia di Perugia C’è poi il caso della consulenza per il Piano territoriale di coordinamento data dalla Provincia di Perugia ad un ingegnere e più volte confermata nonostante sia vietato dalla legge e nonostante l’ente disponesse già di qualcuno in grado di svolgere quel compito. Una vicenda che ha provocato un danno erariale pari a 290mila euro. Senza una sentenza penale andata in giudicato invece, si rischia l’archiviazione per il caso dei cinque medici che, dopo aver staccato i telefoni, sono stati «beccati» dai carabinieri mentre dormivano di notte nell’Usl2 di piazzale Europa.
Gli altri casi Il campionario della Corte dei conti offre poi, tra gli altri casi, un geometra infedele del Comune di Narni che aveva creato un vero e proprio sistema illecito di gestione delle pratiche edilizie, creando per alcuni privilegiati delle corsie preferenziali, professori che intascavano bustarelle per favorire nei concorsi alcuni aspiranti commercialisti, operazioni spregiudicate dei Comuni sui derivati (con danni per 4 milioni), medici che non comunicavano che alcuni loro assistiti erano morti, continuando così a intascare i soldi e frodi comunitarie. Un tema sul quale il procuratore Chiappiniello si sofferma richiamando la Regione a controlli e accertamenti più rapidi onde evitare le prescrizioni.

