Un'aquila reale appenninica

Un’aquila reale di due o tre anni uccisa dai pallini di un cacciatore nel giorno di preapertura della stagione venatoria. Arriva dopo l’autopsia, compiuta nell’Istituto zooprofilattico sperimentale, la conferma che la carcassa del rapace trovato morto sul monte Maggiore appartiene proprio alla regina dei cieli appenninici.

Autopsia Secondo gli esami necroscopici compiuti alla metà di ottobre, l’animale al momento della morte era in perfette condizione fisiche e nel pieno delle proprie capacità locomotorie e sensoriali. A causare il decesso dell’esemplare sarebbero stati i tre pallini da caccia rinvenuti dagli esperti dell’istituto e della facoltà di Veterinaria, che hanno compiuto l’esame necroscopico, nel basso addome e nella cavità toracica, tutti in posizioni letali. Il colpo, che secondo la ricostruzione ha colpito in volo il rapace, strappandogli anche il possente becco, sarebbe stato sparato da un’arma lunga, quindi un fucile, a non più di venti metri di distanza.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.