Una protesta degli studenti (Foto archivio)

di Ivano Porfiri

Il dato non è ufficiale perché, in teoria, ci si può ancora iscrivere, ma i numeri disegnano un tracollo: quattromila iscrizioni in meno in un solo anno, studenti quasi dimezzati in un decennio nero. E’ stato lo stesso rettore Franco Moriconi, qualche giorno fa, a lanciare l’allarme: «Siamo sotto le 20 mila iscrizioni».

Soglia psicologica Come ha sottolineato lo stesso rettore, il dato complessivo delle iscrizioni può ancora cambiare, anche se sono di fatto chiuse, aggiungendo quelle a corsi speciali o quelle in ritardo. Ma il numero che fa rabbrividire è che ci si trovi, ad oggi, sotto quota 20 mila. Una soglia psicologica che fa scattare l’allarme rosso. Basti pensare che in un decennio gli iscritti si sono pressoché dimezzati: nell’anno record 2003/2004 furono 35.409. Poi l’emorragia, lenta all’inizio, poi con un ritmo quasi costante di mille studenti persi ogni anno. Nel 2010/2011 gli iscritti sono stati 27.265, nel 2011/2012 scesi a 25.138. E ancora giù a 23.301 nel 2012/2013, fino all’ultimo dato.

L’allarme dell’Udu I primi a lanciare l’allarme sono stati gli studenti dell’Udu. «Abbiamo più volte denunciato questa situazione critica, anche in collegamento al calo progressivo del numero di studenti idonei a ricevere la borsa di studio, che è passato dai 4.589 del 2010/2011 ai 3.346 del 2013/2014 – scrivono in una nota -. L’Università di Perugia continua a perdere iscritti, diventando dunque sempre meno attrattiva per gli studenti fuori sede che in passato individuavano nella nostra Città la sede ideale per intraprendere in modo ottimale il proprio percorso di studi. Nel quadro appena presentato è importante rilevare il fatto che,  parallelamente all’emorragia di iscrizioni che si manifesta da anni all’UniPG – proseguono – alcune Università Italiane (come ad esempio quella di Camerino) continuino ad aumentare i propri iscritti anno dopo anno con percentuali abbastanza significative».

Bori: «Sirena di emergenza» Campanello d’allarme ripreso dal consigliere comunale del Pd Tommaso Bori. «Non posso che manifestare una grande preoccupazione – dice – dopo aver appreso i dati, diffusi dal rettore. Sono anni che l’Università degli Studi registra un trend negativo sulle iscrizioni, ma mai una flessione così pesante come per l’anno accademico appena iniziato. Non è soltanto un campanello d’allarme ma una vera e propria sirena d’emergenza per le istituzioni universitarie, gli enti locali e tutta la società umbra. Ignorarla sarebbe un gravissimo errore. Sono più di 700 anni che la Città di Perugia ospita studenti da tutto il mondo, che scelgono il nostro Ateneo per la loro crescita umana e professionale; per questo è nostro compito impegnarci nel rilancio dell’Università degli Studi di Perugia con tutti i mezzi a nostra disposizione per tornare a renderla attrattiva e competitiva in un confronto che non è più né regionale né nazionale, bensì internazionale ed intercontinentale». Secondo Bori chi inizia l’università sceglie «attentamente l’Ateneo e il corso di laurea a cui iscriversi in base alla qualità dei servizi offerti, alla preparazione dei docenti ed alla spendibilità della laurea. Sono questi i terreni su cui il nostro Ateneo deve tornare a competere e ad investire seriamente se non vuole continuare a perdere terreno». Per questo motivo chiederà «alla Commissione Consiliare competente di trattare subito il tema di una migliore interazione ed una maggiore sinergia tra gli Enti Locali, le Istituzioni Scolastiche ed Universitarie, l’Agenzia per il Diritto allo Studio, le Fondazioni Culturali, le organizzazioni e le associazioni che afferiscono al mondo dello studio, della didattica, della ricerca e della conoscenza per costruire insieme una città che sia, realmente, a misura di studente».

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3 replies on “Università di Perugia, tracollo iscrizioni: «Sotto quota 20 mila». Quasi dimezzate in 10 anni”

  1. Il problema non è soltanto all’università e dei corsi che offre. Il vero problema sono gli affitti spesso troppi cari e poi l’angosciante senso di insicurezza che Perugia riflette da diversi anni. Troppi episodi di criminalità scoraggiano chiunque a scegliere una città come la nostra. Troppa droga, spacciatori, violentatori, ladri e criminali di ogni sorta. Non è un caso che le stesse famiglie perugine stanno spingendo i propi figli ad iscriversi in altre università d’Italia.

  2. L’UDU dice che il calo è “anche in collegamento al calo progressivo del numero di studenti idonei a ricevere la borsa di studio, che è passato dai 4.589 del 2010/2011 ai 3.346 del 2013/2014”

    Ma non vi rendete conto che le borse di studio non c’entrano niente? Gli iscritti sono calati di 15500 unità in 20 anni e la colpa sarebbe del calo di 1200 borse di studio in 3 anni? Ma che c’entra?

    Io vorrei chiedere all’UDU e a Tommaso Bori dove stavano quando sono uscite le inchieste dell’espresso sui “baroni” di medicina?, dove stavano quando il rettore precedente ha cambiato il regolamento per farsi rieleggere?, dove stavano quando qualche professore la prima lezione dichiarava agli studenti “non vi aspetterete che le faccia io le lezioni, vero? io ho da fare, verranno gli assistenti”?, dove stavano quando per prendere in prestito libri alla biblioteca di ingegneria serviva la richiesta scritta del professore?, dove stavano quando è uscita l’intercettazione in cui la lorenzetti raccomandava uno studente?, dove stavano quando un professore di ingegneria si è messo a fumare in aula durante la propria lezione?dove stavano quando certi professori facevano meno del 20% delle lezioni e il resto mandavano degli assistenti chiamati all’ultimo momento? dove stavano quando i prof usavano il tuo lavoro universitario per ingrassare la propria lista di pubblicazioni senza aver fatto niente?. Dove stavano quando se provavi ad andarti ad informare in merito ad un dottorato ti dicevano subito che per te “per quest anno non ci sono possibilità”, come se i concorsi da farsi non contassero niente?.
    Ecco dove stava l’UDU? A preoccuparsi dei ridicoli birracrucis e delle feste? Ma l’UDU si è mai interessata della qualità dell’insegnamento e della ricerca? Mi viene il sospetto di no.

    Cara UDU e caro consigliere Bori, la prossima volta risparmiate fiato e inchiostro e iniziate a fare le cose che servono. Agite e non parlate.

    La colpa non è sempre e solo degli altri, ma anche vostra che su tutte le piccole e grandi cose che hanno fatto perdere qualità a questo ateneo avete taciuto, specie in quelle più scomode.

  3. Questi dell’UDU sanno parlare arrogandosi i meriti solo dopo che gli altri tirano fuori i problemi o li risolvono. Addirittura hanno avuto il coraggio di scrivere che per merito loro sono stati cambiati i diplomi di laurea a perugia, quando invece se non era per un ex-studente che si chiama giovanni carbonara, col cavolo che i nuovi laureati avevano la nuova pergamena. Concordo con Armando dei commenti

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