di Gordon Brasco
Colpisce e sa colpire duro il regista iraniano Asghar Farhadi vincitore di un Oscar nel 2012 con il film Una separazione. Soprattutto colpisce là dove gli affetti si fanno più delicati e profondi, ovvero la famiglia, in un modo così brillante che alla fine gli si perdona tutto, sia gli eccessivi coup de théâtre che una storia troppo carica di drammaticità. La chiave del film è tutta nel titolo: è il passato l’oste con cui fare i conti, quel qualcosa che non si può accantonare, né scordare, né ignorare…senza aver messo il proprio passato in ordine non si va avanti e questa lezione i protagonisti del film di Farhadi la imparano in tutta la sua drammatica durezza. Splendidi i dialoghi che a volte si caricano di una potenza omicida spaventosa, parole come rasoi che feriscono i rispettivi familiari e fanno male con una crudezza tale da lasciar correre lungo la schiena dello spettatore qualche brivido ghiacciato.
Dopotutto Farhadi non ci vuole presentare una storia che abbia una qualche speranza di happy end, quello che preme al regista iraniano è sviscerare tutto il «marcio» che è rimasto indietro nella vita di Bérénice Bejo e soci per imprimere nella testa dello spettatore il messaggio che nessun segreto in famiglia può rimanere celato, pena il collasso della stessa o, peggio, la sua disgregazione.
Il passato Così quando qualcuno costretto dagli eventi (o dalla propria coscienza) cercherà di recuperare tutti i pezzi della propria famiglia si troverà di fronte a vendette, accuse, scuse e pentimenti senza fine…un martirio che affascina nella sua drammaticità. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi assolutamente sì: ci troviamo di fronte all’ennesimo capolavoro del regista iraniano che pone al centro della sua narrazione la famiglia e i suoi segreti, che non solo avvelenano il passato dei protagonisti ma il loro presente e quello delle generazioni successive come colpite da una specie di maledizione che non perdona. È un dramma forte, recitato benissimo, con dialoghi sferzanti come pochi ne abbiamo mai ascoltati, una prova di cinema assolutamente da non perdere.
Un film di Asghar Farhadi. Con Bérénice Bejo, Tahar Rahim, Ali Mosaffa, Pauline Burlet, Elyes Aguis. Titolo originale Le passé. Drammatico, durata 130 min. Francia, Italia 2013. Bim.
Trama: In seguito a una separazione durata quattro anni, Ahmad ritorna da Tehran a Parigi per finalizzare la procedura di divorzio con la moglie francese Marie. Durante questa breve visita, scopre quanto sia complicato e difficoltoso il rapporto tra Marie e la figlia Lucie. Per questo motivo Ahmad decide di rivelare un segreto del loro passato.
Perugia
Comunale Sant’Angelo: 18.30 e 21.15
