di Ivano Porfiri
C’è chi quella serranda con la foto d’epoca del vecchio Sandri al posto della vetrina addobbata non riesce proprio a vederla. E, nel giorno in cui apre Eurochocolate, vedere la storica pasticceria chiusa (lo è dagli inizi di luglio) fa ancora più male.
Il foglietto E’ apparso da circa una settimana e i passanti continuano a firmarlo. E’ un piccolo foglio bianco, accanto a quello che annuncia la chiusura per ferie, che sembrano non finire mai, di Sandri. Recita: «Questo portone chiuso non si può vedere. Manca un pezzo della bellissima Perugia. Riaprite per cortesia». Qualcuno ha aggiunto: «Ditelo al sindaco».
W la Suisse In calce ci sono cinque firme e la dicitura «W la Suisse», probabilmente facendo riferimento alle origini elvetiche degli Schucani, storici gestori di Sandri. Da loro e da altri, da quando la serranda si è abbassata, non si hanno notizie. Qualcuno parla di una riapertura imminente, di un cambio di gestione. Ma intanto quella serranda resta chiusa e chi torna in città dopo tempo sente che gli manca qualcosa. Gli avvenimenti nazionali e locali, senza la vetrina a tema di Sandri, non sono la stessa cosa.
