di Francesca Marruco

Neanche due ore prima di ucciderla con tre colpi di pistola senza lasciarle scampo, era già stato a casa della sua ex fidanzata Alexandra Buffetti.  Ma lei non era sola, c’era una sua amica, e così, dopo una discussione è andato via. E’ tornato a casa sua. Erano circa le undici di lunedì sera quando Cristian Rigucci è uscito di casa di Alexandra. Non è chiaro se già nella prima visita, il proposito del 28enne fosse quello di uccidere la sua ex. O se l’idea assassina è arrivata successivamente.

La prima volta Fatto sta che Rigucci era già andato una prima volta da Alexandra, e che lei, poco dopo, gli ha aperto di nuovo la porta.  Alexandra era una persona buona, amata e conosciuta a San Giustino dove viveva e a Sansepolcro, dove lavorava in un pub. Ad una sua amica, forse la stessa che ha assistito alla litigata tra i due ex, Alexandra aveva raccontato di come ultimamente Cristian fosse ‘pressante’. Perché Cristian la fine del loro rapporto non l’aveva mai accettata.

FOTOGALLERY: IL LUOGO DEL DELITTO

Non lo ha denunciato Ma Alexandra, che un tempo lo ha amato, e che forse non si sentiva neanche realmente minacciata dalle pressioni del suo ex, non lo ha denunciato. Né alla polizia né ai carabinieri risulta un qualsiasi precedente. Non c’è nulla. C’è solo il tanto dolore di un ragazzo di 28 anni che non ha saputo accettare di essere stato lasciato dalla fidanzata e che, a distanza di qualche mese, decide di uccidere lei e poi togliersi la vita.

La lettera Cristian prima di uscire nuovamente dalla casa in cui viveva con la madre e la sorella, scrive una lunga lettera, indirizzata proprio in primis alla madre. Nella missiva Rigucci parla della fine della storia con Alexandra e scrive: «Se non posso avere Alexandra la porto via con me». Il ragazzo inoltre, nella lunga lettera in cui parla delle sue sconfitte,  scrive anche alla madre e le dice: «Scusa se non sono stato un bravo figlio».

VIDEO: PARLA LA VICINA

100esima vittima Cristian e Alexandra vengono trovati in una pozza di sangue l’uno accanto all’altro. Lei è morta, praticamente sul colpo, dopo essere stata centrata da tre proiettili. Lui è ancora vivo ma è in gravissime condizioni: i sanitari del 118 provano a rianimarlo, ma invano. Muore nella corsa verso l’ospedale. A portare i carabinieri di Città di Castello davanti alla casa di Alexandra sono stati gli amici di Cristian, allarmati da alcuni messaggi sospetti che gli aveva mandato. E i sospetti purtroppo si sono rivelati più che fondati. Ma nessuno è arrivato in tempo per salvare Alexandra, che è diventata la centestima vittima di femminicidio nel 2013 in Italia.

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