Catiuscia Marini ad Assisi (Foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

«La Lorenzetti e la Finocchiaro che parlano male di me. L’autonomia ha sempre un prezzo alto ma è sacra». A scrivere queste poche parole sul suo profilo Facebook è la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini che, rispondendo ad un contatto che la invita a commentare quanto pubblicato dai giornali, precisa ed esprime per la prima volta una sua osservazione sulle intercettazioni uscite nell’ambito dell’inchiesta Tav per cui Maria Rita Lorenzetti è finita agli arresti domiciliari.

E’ una sfinge E’ il 13 settembre 2012 quando la senatrice Anna Finocchiaro, dopo aver incontrato proprio Catiuscia Marini, parlando con la Lorenzetti dice:« Ma io l’ho trovata tra l’altro anche fisicamente una specie di sfinge, l’ho trovata pietrificata, me la ricordavo una ragazza, con la vitalità di una ragazza, ma l’ho trovata pietrificata, ma tu levaci mano perché questa è una pericolosa, con questo sistema stacci attenta sai, tieniti lontana». E la Lorenzetti le risponde: «Sapessi quanto mi dispiace però non va, non va, lei non riesce per di più a entrare in empatia con le persone con i cittadini con gli umbri e poi .. e poi … poi ne parleremo un attimo martedì … se c’hai tempo per andare a prendere un caffè andiamo a prendere un caffè .. poi è una che è inquietante per alcuni versi … perché ha alcune relazioni e rapporti che sono e ti dirò … che sono inquietanti … capito! del genere da servizi … a carabinieri … magistratura …». E ancora la Finocchiaro: «Si ho capito perché lei mi ha detto qualche cosa … mi ha suggerito di essere stata destinataria di informazioni …ora mi ha detto che ti deve cercare per un’altra cosa mi ha detto una cosa che mi ha un po’ inquietato … magari cercala pure tu».

Marini e le intercettazioni La stessa presidente Marini, sempre secondo quanto emerge dalle intercettazioni agli atti dell’inchiesta fiorentina sul nodo della Tav, aveva paura di essere intercettata e lo dice lei stessa alla ex presidente Lorenzetti:  «io insomma non è che può essere che i carab … cioè … ma voglio dire … quando ci vediamo invece ti dico un episodio che considero inquietante ma sull’altra cosa che spero ti abbia detto (…)allora no ti devo dire un’altra cosa …(…) … in generale e ti dirò come io poi l’ho saputo …(…) … ma l’altra invece è più inquietante … l’altra … (…) … (inc.) … è riferita alla solita storia … (…) … l’altra …(..) … l’altra invece viene da fonti … autorevoli ..».

La paura delle intercettazioni che circolano «In una serie di conversazioni – si legge negli atti fiorentini – i vari interlocutori di Maria Rita Lorenzetti fanno riferimento, anche in maniera esplicita all’avvenuta acquisizione di informazioni riguardante presunte attività di intercettazione telefonica». La prima volta che compare l’argomento è il sette settembre 2012 quando Maria Rita Lorenzetti, parlando con un «Marco da identificare», «riporta a Marco delle notizie frammentarie che ha ricevuto da tale Valentino (da identificare), riguardanti degli stralci di conversazioni intercettate fatte trapelare:”no, no ma questo però insomma credo che qualcuno … insomma per capirsi qualcuno di quelli che stavano lì era ascoltato … capito sì ? …(…) … e quindi è venuto fuori che una parte di queste cose che hanno sbobinato è venuta fuori anche degli apprezzamenti su di lei poco piacevoli … (…) … non ho capito … non ho capito chi è … chi sono i gruppi di ascolti se l’Arma o altri».

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