foto archivio Umbria24

di Re.Te.

La paghetta settimanale non basta? Niente di più facile: vendere i gioielli dei genitori a qualche compro oro. Così in pochi mesi quattro ragazzi di Terni, due dei quali minorenni, si sono messi in tasca circa 6 mila euro.

La scoperta Alla fine di luglio, una mamma preoccupata si è rivolta alla polizia dopo aver scoperto che la figlia minore aveva venduto i gioielli di famiglia a dei compro oro, il tutto con l’aiuto di alcuni amici. Subito sono partiti subito gli accertamenti, coordinati dal sostituto commissario Annamaria Mancini, che in breve tempo hanno permesso di appurare che la figlia della signora, come poi confermato dalla ragazza, aveva sottratto i preziosi e che aveva chiesto ad un amico – minorenne ma in possesso di un documento di identità – di portarli in un negozio per rivenderli. La stessa ‘operazione’, era stata fatta anche a casa di un’altra amica, sempre minorenne, coinvolgendo in questo caso un ragazzo maggiorenne.

Le verifiche La polizia, oltre a interrogare le persone coinvolte, ha verificato la regolarità delle transazioni che sono risultate conformi alla legge. Fino all’8 marzo 2013, i Compro oro, ai sensi dell’articolo 128 del testo unico delle leggi di polizia, potevano ‘acquistare oro da ogni persona che esibisse valido documento di identità, compresi i minorenni’. Gli agenti hanno controllato nei registri e, in effetti, da quella data, i titolari dei negozi interessati non hanno più acquistato gioielli portati da minori. Fino a marzo però i quattro hanno venduto preziosi per un totale di circa 6 mila euro.

Denunciati Le famiglie delle due ragazze hanno preferito non procedere nei confronti dei giovani, anche se tutti e quattro sono stati denunciati per il reato di ricettazione e le due ragazze minori sono state segnalate alla procura del tribunale per i minorenni di Perugia per il reato di furto aggravato, in questo caso non punibile per assenza di querela e perché commesso in danno di congiunti.

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