Sono soltanto undici gli incendi boschivi registrati in Umbria dal 1° gennaio al 12 agosto 2013. Nel quinquennio precedente la media in Umbria nello stesso periodo di tempo è di 57 (calo dell’80%), per non parlare dell’annus horribilis 2012 quando al 12 agosto erano ben 141 gli incendi e sarebbero giunti al totale annuo di 186, il numero più elevato dal 1993. Anche la superficie boscata bruciata dal 1° gennaio e fino al 12 agosto 2013 risulta molto bassa, stimata in circa 26 ettari di bosco. Lo fa notare il Corpo forestale dello Stato, in un monitoraggio della situazione.
Monte Martano Tra gli incendi boschivi verificatisi in Umbria nell’anno in corso risulta degno di nota quello dell’8 agosto in località Pian della Noce – Monte Martano in comune di Spoleto, di circa 30 ettari complessivi di superficie percorsa dal fuoco di cui circa 20 di bosco, superfici stimate non essendo ancora terminate le rilevazioni con Gps da parte del Corpo forestale dello Stato, preposto a livello nazionale all’attività di rilevazione e censimento delle aree percorse dal fuoco. L’incendio ha originato dalle scintille provocate da un mezzo meccanico, una trinciatrice, durante le operazioni di ripulitura di un terreno agricolo. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per incendio boschivo colposo dagli agenti del Comando stazione di Spoleto del Corpo forestale dello Stato.
Piogge frenano i roghi La possibilità che si inneschi un incendio boschivo e la velocità di propagazione del fuoco sono strettamente legate alle condizioni di umidità della vegetazione. Da questo punto di vista le condizioni fino ad oggi sono state molto favorevoli per contenere il rischio incendi. Abbondanti sono state le precipitazioni in Italia nell’anno in corso, distribuite nei mesi invernali e primaverili, che hanno consentito alla vegetazione di mantenere anche in piena estate un tasso di umidità superiore alla norma. In Umbria dal mese di gennaio 2013 a luglio la quantità di pioggia caduta mensilmente è risultata costantemente superiore a quella media storica, registrata a partire dal 1921, ad eccezione del solo mese di aprile, come risulta dai dati registrati dal pluviometro regionale di Perugia. Il pluviometro ha registrato nel mese di gennaio un quantitativo di pioggia caduta di oltre il 55% in più rispetto alla serie storica regionale, nel mese di maggio l’incremento è risultato addirittura di circa il 145%, sono caduti infatti circa 183 mm nel mese rispetto ai circa 75 che di media si registrano in regione. Inoltre, anche nel trimestre precedente l’anno in corso, ottobre-dicembre 2012 , la piovosità in Umbria era stata notevolmente superiore alla norma (di circa il 70% ed addirittura il mese di novembre si era chiuso con 316 mm di pioggia registrati dal pluviometro di Perugia rispetto ai 116 mm che mediamente cadono in regione in quel mese ). Quanto sopra in una annata che aveva visto fino a settembre un deficit idrico di oltre il 34% delle piogge cumulate, sempre rispetto alla serie storica, con una stagione primaverile ed estiva caratterizzata da grande siccità e record storico per il fenomeno degli incendi boschivi, l’annata peggiore dal 1993.
Alta la guardia Se la tendenza verrà confermata l’anno 2013 potrebbe rivelarsi positivo dal punto di vista del fenomeno degli incendi boschivi. Resta ancora comunque alta la guardia e la mobilitazione da parte di tutto il sistema regionale antincendio, costituito oltreché dal Corpo forestale dello Stato, dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, i Servizi Foreste e Protezione Civile della Regione Umbria, l’Agenzia Forestale Regionale e le Associazioni di Volontariato, tenuto conto che le abbondanti piogge dell’anno in corso hanno favorito lo sviluppo di una grande quantità di vegetazione erbacea e del sottobosco che potrebbe costituire un pericoloso fattore di rischio per l’innesco di incendi boschivi, in caso si dovesse verificare un prolungato periodo di siccità e temperature elevate da qui al mese di settembre.
