di Ivano Porfiri
Immettevano sulla piazza di Perugia oltre 200 kg di eroina l’anno proveniente dalla Campania, per un valore di circa dieci milioni di euro. I carabinieri della compagnia di Todi, coadiuvati dai colleghi del comando provinciale di Perugia, hanno eseguito nella notte 16 delle 36 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla direzione distrettuale antimafia. Nei loro confronti, per gran parte tunisini ma anche italiani, 79 capi di imputazione firmati dal sostituto procuratore Giuliano Mignini e validati dal gip Alberto Avenoso.
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Chi sono gli assuntori Il gruppo gestiva una fetta importante del mercato dell’eroina di Perugia e circondario. L’indagine è partita proprio dagli assuntori: i carabinieri ne hanno identificati 200 a partire dall’estate 2010 da alcuni controlli a Marsciano. Si tratta di tossicodipendenti di Perugia e provincia, ma anche delle province limitrofe: operai, studenti, liberi professionisti, imprenditori. Tutti attratti dalla droga di buona qualità venduta a 40-45 euro al ‘pezzo’.
L’organizzazione Le indagini dei carabinieri di Marsciano, insieme ai colleghi del radiomobile di Todi e della stazione Collazzone, si sono spostate pian piano verso l’alto: dai piccoli spacciatoti all’organizzazione, che vedeva a capo due fratelli tunisini benché di padre diverso (e quindi di cognome diverso), uno dei quali sposato con un’italiana. Entrambi ben inseriti nella società. Nel corso delle indagini, alcuni elementi si sono staccati da gruppo formando un’associazione parallela, non in conflitto con la prima, per gestire lo spaccio nella zona di Balanzano.
Piazze di spaccio La droga veniva acquistata in Campania e poi portata a Perugia. Qui veniva spacciata tra Ramazzano, Bosco, Ponte San Giovanni, Settevalli, Piscille, Pallotta, Ponte Valleceppi, Montelabate, Fontivegge, Ponte Felcino, Ponterio (oltre a Balanzano). Dalle testimonianze e dal flusso, i carabinieri hanno stimato che l’organizzazione immettesse sul mercato perugino oltre 200 kg di eroina per un valore di dieci milioni di euro. Un solo assuntore ha detto di aver acquistato 2000 dosi di eroina nel giro di qualche anno.
Gli arresti Dei 36 elementi individuati ne sono stati arrestati 16, 19 sono latitanti e uno è morto in un hotel per overdose nell’ottobre scorso: Roberto Scherillo. A Perugia sono stati eseguiti nove arresti, uno a Cannara, uno a Torgiano, 4 ad Aversa nel Casertano (tra cui una donna perugina), uno al porto di Salerno (Cioffi, che stava per imbarcarsi verso la Tunisia).
Gli arrestati In manette sono finiti: i tunisini Hassen Bejaoi di 29 anni, Nizar Hannachi di 35 anni, Rached Ben Amara Nouar di 45 anni, Khemaies Said di 46 anni, Iskander Ben Daghbouch di 32, Hassen Ben Amor Jelassi di 33, Mohamed Zouine di 25, Nayer Jendouibi di 31, Mourad Hadhli di 41, Hmida Yassine di 27; e gli italiani: Patrizia Gammacurta di 30 anni, Marco Cioffi di 27, Roberto Bonaca di 43, Letizia Grassini di 28, Gianluca Ceccarelli di 44 anni.
Modus operandi I compiti erano ben ripartiti. Un gruppo riceveva telefonate, un altro gruppo consegnava l’eroina ordinata e un terzo aveva il compito di pubblicizzare l’eroina direttamente fuori dai Sert, anche regalando dosi. Se un telefono era ritenuto ‘pericoloso’ perché intercettato veniva spento e sostituito con altro numero comunicato direttamente agli assuntori anche tramite bigliettini consegnati insieme alla dose.
