di Iv. Por.
«Dobbiamo tutti pregare che finisca al più presto lo spargimento di sangue nella nostra regione, e che essa diventi un luogo dove le persone possano “camminare mano nella mano”». E’ commosso il presidente israeliano Shimon Peres quando prende la parola per ringraziare chi ha voluto assegnargli («a me e al mio popolo», sottolinea) la “Cittadinanza onoraria per la Pace” di Assisi. Una visita storica, la sua, che segue quella di altri premi Nobel per la pace, tra cui Yasser Arafat. Peres si è soffermato a pregare davanti alla tomba di San Francesco.
Grazie Assisi «Assisi – ha detto Shimon Peres – è una delle città storiche più eccezionali; non tanto per la sua dimensione, ma per il suo spirito. Francesco di Bernardone ha dedicato la sua vita alla lotta contro la povertà, alla ricerca della pace, abbracciando il valore dell’umiltà. Ed era nel giusto. Poiché il nostro mondo, pur soggetto a processi di globalizzazione, dovrebbe conservare un principio di moralità, ancora più di prima. L’epoca attuale è condizionata dalla scienza e dalla tecnologia. Tuttavia la scienza era e tuttora rimane neutrale. Sono i singoli individui che tramutano la scienza in una benedizione o una disgrazia, a seconda della propria volontà».
Papa Francesco Shimon Peres è giunto ad Assisi, dopo il passaggio da Roma, in cui ha invitato Papa Francesco a una visita in Terra Santa. E il presidente israeliano ha parlato del Pontefice come di un Papa che «è riuscito in pochissimo tempo a guadagnarsi l’ammirazione e il rispetto del mondo intero. La sua modestia genuina, il suo amore per la pace, la sua attenzione ai poveri e al rispetto della giustizia, e il suo invito al dialogo tra religioni sono come una ventata di aria fresca. È un amico prezioso del popolo ebraico; a Buenos Aires, città della quale è stato cardinale, ha intrattenuto con la comunità ebraica locale e i suoi leader un rapporto di grande amicizia».
Salvare le vite dei bambini «Ritengo che tutti gli esponenti delle religioni del pianeta – ha detto Shimon Peres – possano dare un contributo utile alla costruzione della pace, mettendo fine alla violenza e alla miseria. Oggigiorno la vera minaccia del Medio Oriente è più di carattere esistenziale che politico. Gli sforzi che saranno rivolti alla cancellazione della fame, dell’analfabetismo e dell’ignoranza, e soprattutto che saranno concentrati a salvare le vite di milioni di bambini, salveranno anche il nostro futuro. Dobbiamo trovare una soluzione di carattere permanente, senza però ignorare i cambiamenti positivi che avvengono giorno per giorno. Tutti noi preghiamo dallo stesso antico Libro dei Libri e dobbiamo guardare al futuro con occhi nuovi. Assisi è un grande esempio che ci ricorda due impegni fondamentali: rispettare il passato e coltivare il futuro».
Il saluto del custode: «Shalom!» Il presidente di Israele è stato salutato dalle autorità umbre, poi ha preso la parola il Custode del Sacro convento, padre Mauro Gambetti che lo ha salutato con «Shalom! Chiarissimo Presidente». «Le rivolgo – ha aggiunto – questo saluto con immenso rispetto, dando voce a Francesco d’Assisi e alla fraternità francescana da me rappresentata che ne custodisce le spoglie mortali. Francesco è un uomo che ha vissuto la parola “Pace” come un evento, un evento che accade nel cuore, un evento che si traduce in opere. Dalla pienezza di bene donata al cuore dell’uomo dall’unico Dio, il cui nome è anche Shalom, sgorgano naturali i gesti di giustizia, di accoglienza, di perdono… di pace. Nel ricordare con ammirazione le azioni che lei ha compiuto a favore della riconciliazione tra i popoli, riconosciamo la profonda sintonia con Francesco e con lo “spirito di Assisi”, attraverso il quale continuiamo l’opera di pace del Poverello di Assisi».
Sorrentino: amici di Israele Il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino ha espresso «a nome di questa comunità cristiana e in sintonia con la Chiesa universale, sentimenti di solidarietà verso il popolo ebraico per le numerose sofferenze patite lungo la storia, in particolare per la pagina oscura della shoah. Ad essa torniamo con memoria vigile, perché quanto è tragicamente avvenuto non si ripeta mai più né per gli ebrei né per qualunque altro popolo e cultura». Il vescovo ha garantito poi «la nostra preghiera perché le venga un abbondante aiuto dall’alto per il suo non facile compito. Nel momento in cui Ella, a titolo di onore, diventa nostro concittadino, le auguro di contribuire efficacemente ad una rapida ed equa definizione di quegli accordi di pace che consentano la serena coabitazione e collaborazione tra le diverse realtà etniche e religiose che alla terra di Israele a diverso titolo fanno capo».
Ricci conferisce la cittadinanza Infine il sindaco Claudio Ricci che ha consegnato l’attestato di “Cittadinanza onoraria per la Pace”: «Assisi ha avuto, dalla storia, un ruolo: essere luogo di accoglienza, luogo di reciproco ascolto, luogo dove le persone camminano insieme “tenendosi per mano”. Oltre le nazioni, oltre le identità culturali, oltre le persone esiste l’umanità e la dignità che devono sempre unire l’intelligenza e i cuori per un nuovo “Spirito di Comunità”. Lei ha “traguardato” la pace e il dialogo come un risultato a cui si giunge dopo aver creato le condizioni per la cooperazione e lo sviluppo socio-economico. Le persone devono poter contare, prima, sui “due pani”, quello fisico e quello spirituale, come citava Gandhi, per potersi sentire “pienamente accolti” e pronti al dialogo».
Marini: impegnati per i bambini «Siamo onorati – ha detto la presidente della Regione, Catiuscia Marini – di aver ricevuto la visita di una straordinaria personalità mondiale che nel corso del suo lungo impegno politico ed istituzionale ha fortemente lavorato alla costruzione della pace e della convivenza tra la società israeliana e quella palestinese. Da molti anni la Regione Umbria collabora al progetto ‘Saving children’, voluto dal Centro ‘Peres per la pace’ per supportare l’assistenza sanitaria negli ospedali israeliani per la cura dei bambini palestinesi. Il presidente Peres ha ringraziato me e la Regione Umbria per il lavoro straordinario che in questi anni è stato fatto grazie a questo progetto, sia quale supporto di carattere umanitario, sia quale concreto contributo alla costruzione di relazioni pacifiche tra le due società». «Mi ha fatto un grande piacere – ha aggiunto Marini – ascoltare dal presidente Peres le sue impressioni su Assisi e sull’Umbria, luoghi che lo hanno emozionato, così come lo hanno emozionato i luoghi ed i paesaggi dell’Umbria che ha potuto ammirare in occasione della visita».
Guasticchi: tappa di grande significato Un saluto è stato infine fatto pervenire dal presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi: «La storia della libertà, che Assisi e l’Umbria hanno scritto salvando dalla Shoah un numero altissimo di persone di nazionalità ebraica, non si ferma agli episodi, già famosissimi, della Seconda guerra mondiale, ma prosegue e arriva fino ai nostri giorni con l’attività per la pace e la coesistenza che hanno visto la nostra terra divenire centro di importanti e costanti iniziative di carattere planetario. Il conferimento a Shimon Peres, Presidente dello Stato di Israele, della “cittadinanza onoraria per la pace Città di Assisi” è un momento eminente di questa attività, una tappa dal profondissimo significato politico, un gesto di straordinaria umanità che la comunità di Assisi rivolge al Premio Nobel, allo statista, al Giusto nel Mondo, all’uomo Shimon Peres».
Il discorso completo di Shimon Peres
Padre Mauro Gambetti, custode del sacro convento, e i frati francescani, Sig. Claudio Ricci, sindaco di Assisi, Sig.ra Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, Sua Eccellenza Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi Rappresentanti delle autorità religiose, civili e militari, Sono molto commosso dalla Vostra decisione di assegnare a me e al mio popolo il premio di cittadinanza onoraria per la pace di Assisi.
Assisi è una delle città storiche più eccezionali; non tanto per la sua dimensione, ma per il suo spirito. Francesco di Bernardone ha dedicato la sua vita alla lotta contro la povertà, alla ricerca della pace, abbracciando il valore dell’umiltà. Ed era nel giusto. Poiché il nostro mondo, pur soggetto a processi di globalizzazione, dovrebbe conservare un principio di moralità, ancora più di prima. L’epoca attuale è condizionata dalla scienza e dalla tecnologia. Tuttavia la scienza era e tuttora rimane neutrale. Sono i singoli individui che tramutano la scienza in una benedizione o una disgrazia, a seconda della propria volontà.
Il santo Francesco prediligeva una tonaca confezionata con un tessuto semplice, dei sandali e una corda al posto di una cintura. La modestia è una grande lezione rivolta a coloro che vogliono dedicare sé stessi alla vita pubblica: è meglio servire che governare. Egli invitava ad amare la fede e i poveri, a perseguire il valore della pace e a rispettare la natura. Questi precetti sono di fondamentale importanza oggi quanto lo erano nel 1208, l’anno di fondazione dell’Ordine.
Nel 1219, San Francesco intraprese un viaggio in Egitto e in Terra Santa per incoraggiare il dialogo, invitando a non ricorrere alla violenza. Questo invito era fondamentale allora tanto quando lo è oggi nell’epoca che stiamo vivendo. Dobbiamo tutti pregare che finisca al più presto lo spargimento di sangue nella nostra regione, e che essa diventi un luogo dove le persone possano “camminare mano nella mano”. Porgo alla gente di Assisi profondi ringraziamenti da parte della mia nazione: non ci dimenticheremo mai gli sforzi che avete sostenuto per salvare le vite di noi ebrei. L’8 settembre 1943, Assisi, che fino a quella data non aveva mai ospitato ebrei, fu occupata dai tedeschi. Il vescovo e i frati di Assisi offrirono asilo ai rifugiati ebrei: più di 300 ebrei furono salvati da morte certa.
Inoltre, furono accolti anche vecchi e malati, donne e bambini che erano scappati dalla Liguria e dalla Toscana, alla ricerca di un rifugio. I frati hanno messo a repentaglio sé stessi per salvare le vite di innocenti. Quattro di loro furono nominati Giusti tra le nazioni. Vi ringraziamo dal profondo dei nostri cuori. Come forse saprete, sono venuto a invitare Papa Francesco a fare pellegrinaggio in Terra Santa. Egli è il primo papa eletto proveniente dal nuovo mondo, il primo papa non europeo degli ultimi 1272 anni (l’ultimo era stato Gregorio III che nacque in Siria), ed è anche il primo papa Gesuita.
Il Papa è riuscito in pochissimo tempo a guadagnarsi l’ammirazione e il rispetto del mondo intero. La sua modestia genuina, il suo amore per la pace, la sua attenzione ai poveri e al rispetto della giustizia, e il suo invito al dialogo tra religioni sono come una ventata di aria fresca. È un amico prezioso del popolo ebraico; a Buenos Aires, città della quale è stato cardinale, ha intrattenuto con la comunità ebraica locale e i suoi leader un rapporto di grande amicizia.
Ritengo che tutti gli esponenti delle religioni del pianeta possano dare un contributo utile alla costruzione della pace, mettendo fine alla violenza e alla miseria. Oggigiorno la vera minaccia del Medio Oriente è più di carattere esistenziale che politico. Gli sforzi che saranno rivolti alla cancellazione della fame, dell’analfabetismo e dell’ignoranza, e soprattutto che saranno concentrati a salvare le vite di milioni di bambini, salveranno anche il nostro futuro. Dobbiamo trovare una soluzione di carattere permanente, senza però ignorare i cambiamenti positivi che avvengono giorno per giorno. Tutti noi preghiamo dallo stesso antico Libro dei Libri e dobbiamo guardare al futuro con occhi nuovi. Assisi è un grande esempio che ci ricorda due impegni fondamentali: rispettare il passato e coltivare il futuro.
