Laurent de Bai

Sul gradimento del governo del democratico Enrico Letta e sulle scelte dei ministri sarà incentrata la trasmissione Nero su Bianco condotta da Laurent De Bai che andrà in onda martedì 30 aprile alle 21.10 su Tef Channel e sulla piattaforma satellitare di Sky canale 836.

Si cercherà di rispondere ad alcuni quesiti quali ad esempio gli effetti concreti del nuovo esecutivo sull’economia e sulla ripartenza delle attività produttive, lavorative e soprattutto sulle nostre famiglie.
Il tema della puntata è: L’Italia ha un nuovo governo di larghe intese oppure di contrasti ideologici?

Interverranno al dibattito :
Rocco Girlanda, Coordinatore Regionale PDL

Franco Zaffini, Consigliere Regionale Fratelli d’Italia

Chiara Moroni, docente di comunicazione politica Università Tuscia
e parlamentari Pd e Pdl umbri.

Il pubblico potrà dare un contributi telefonando allo 075/5289900

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One reply on “Il governo Letta e la fiducia: se ne parla a ‘Nero su Bianco’”

  1. Il Governo PD-PDL era già studiato a tavolino dai rispettivi responsabili dei partiti interessati subito dopo aver costatato il risultato elettorale. In questa ottica e con l’intento di una tale realizzazione, hanno mandato allo sbaraglio Bersani che, forse unico, credeva in una soluzione diversa. In effetti, come si dice, “hanno preso due piccioni con una fava”: gli è servito per spianare la strada alla poco credibile alleanza e spaccare il PD per poterlo ricostruire secondo le logiche volute.
    Ora, aspettarsi la realizzazione degli obbiettivi che sono stati posti da Letta nel discorso della richiesta di fiducia, è pura follia. L’unica cosa che l’alleanza di parlamento vuole – e questo sia chiaro a tutti – è una nuova riforma elettorale che sfavorisca il M5S (lo stiamo vedendo con la lotta del PDL per guidare la convenzione per le riforme).
    Se pur realizzeranno alcuni obbiettivi per dare il fumo negli occhi non crediamo che l’interesse e la priorità della maggioranza di oggi sia quella di affrontare e risolvere i problemi e i drammi italiani: vogliono solo un sistema elettorale che consenta, non a chiunque ma a loro, di governare in tutta sicurezza riprendendosi i consensi che, per i loro sbagli, sono andati al M5S il quale, neanche lui in questa situazione, naviga in buone acque soffrendo di un limite molto invalidante: la formazione politica di quasi tutti i suoi parlamentari che è, dal punto di vista dell’esperienza, fallimentare. Se la guida di Grillo allenterà la presa, c’è da credere che, molto probabilmente, il movimento potrebbe sciogliersi come neve al sole. Tra l’altro è da considerare che portando avanti e dando priorità a certe problematiche che, se pure dal loro punto di vista, giuste ed interessanti (no tav, costo della politica ecc..) non hanno più di tanto l’attenzione del cittadino medio. Gli italiani vogliono casa e lavoro (un reddito minimo garantito). Altri problemi li reputano marginali, non degni di nota e, di ciò, men che meno l’ambientalismo.
    Oltre tutto, l’avversità, a ragione o a torto, che per vari motivi gli esponenti del movimento hanno per la stampa, non favorisce certo la comprensione delle loro strategie. Un’informazione la danno ma talmente frammentata che in definitiva confonde chi non è avvezzo a tali temi. Tra gli articoli del blog di Grillo, i vari esponenti politici autorizzati, i punti informativi regionali, provinciali, comunali ecc del movimento, risulta una mole di argomenti e problematiche che se non organizzate in un foglio (online, cartaceo o quello che si vuole) rischiano di essere dannose per loro stessi.
    L’ipotesi che questa situazione faccia da attracco sicuro ai partiti per il tempo necessario al leccarsi le ferite per guarire e riprendere le loro strategie è molto verosimile. Una volta pronti riprenderanno tutti il proprio ruolo e vedremo, come è giusto che sia, il leone correre dietro alla gazzella.

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