di Fabio Toni
Prende forma il dialogo fra l’ospedale di Terni e la nuova Azienda sanitaria, nata dall’accorpamento fra le ex-Asl dell’area folignate e del ternano. Fra i primi risultati concreti, il protocollo con cui le due realtà stanno riorganizzando l’ambito assistenziale. Obiettivo, calibrare i ricoveri e la successiva assistenza in base alle reali necessità del paziente. Non si tratta comunque dell’unico ambito in cui le due aziende stanno definendo percorsi comuni.
Collo di bottiglia «Quando sono arrivato a Terni – spiega il direttore generale del Santa Maria, Andrea Casciari – uno dei problemi principali era rappresentato dalla continuità assistenziale. Il passaggio dei pazienti dalla fase del ricovero a quella dell’assistenza, presso le residenze o in ambito domiciliare, era farraginoso e segnato da lentezze. Per la presa in carico da parte dei servizi territoriali servivano anche dieci, a volte quindici giorni». Di fronte al problema, fonte di inefficienze, stress e costi inutili, le due aziende hanno messo in piedi un gruppo di lavoro coordinato dai due direttori sanitari, Leonardo Bartolucci per il Santa Maria e Imolo Fiaschini per l’Ausl2. Risultato, un protocollo basato su una valutazione congiunta dei singoli casi: entro 48 ore, i medici di Asl e ospedale riescono a definire il percorso del paziente. Il sistema sta esaurendo proprio in questi giorni la sua fase sperimentale e già si intravedono risultati incoraggianti. “Il nostro obiettivo – afferma Andrea Casciari – è quello di ridurre i giorni di degenza, utilizzando al meglio i posti letto e offrendo risposte sanitarie migliori a costi più bassi”.
‘Le Grazie’ più efficiente Un orizzonte condiviso anche dal direttore della nuova Ausl2, Sandro Fratini: «L’azienda ospedaliera è il core-business della sanità locale. La sua efficienza è fondamentale anche per l’azienda sanitaria a cui spetta anche il compito di rimborsare i pazienti che vanno a curarsi fuori regione. Per questo l’esigenza di integrare le due strutture è vitale, anche a fronte alla diminuzione dei finanziamenti che ci costringono ad operare con otto milioni di euro in meno». Uno dei primi risultati ottenuti sul fronte dell’assistenza, è stato un utilizzo più ampio della residenza sanitaria Le Grazie: «I 75 posti letto presenti – spiega Imolo Fiaschini – venivano utilizzati al 70% delle potenzialità. Attraverso la revisione di procedure e protocolli, siamo giunti ad un utilizzo pari al 90% dei posti letto. In questo modo l’ospedale può dimettere i pazienti nei modi e nei tempi giusti».
Punti nascita e non solo Col tempo l’integrazione verrà estesa anche ad altri ambiti: dalla riabilitazione all’endocrinologia, fino ai punti nascita. Quest’ultimo aspetto coinvolge il personale medico e ostetrico degli ospedali di Terni e Narni: “vogliamo che i due pool lavorino assieme, scambiando informazioni, anticipando ciò che avverrà nel lungo periodo – spiega Sandro Fratini – L’integrazione delle due unità operative è funzionale anche a garantire l’assoluta sicurezza del parto e delle fasi successive, soprattutto nelle gravidanze a rischio”.
Una rete per tutto il territorio L’ultima novità riguarda il sistema informatico dell’azienda sanitaria ternano-folignate: «rappresenta un punto critico – spiega Sandro Fratini – per questo abbiamo deciso di ampliare la rete wi-fi già attiva sul territorio dell’ex Asl3, collegando tutti i punti dei servizi e lo stesso ospedale di Terni». La soluzione permetterà di far viaggiare grandi quantità di dati ad alta velocità e a costi inferiori, realizzando una completa digitalizzazione dei sistemi radiologici e dei laboratori. «La progettazione della nuova rete è stata già consegnata e contiamo di realizzare il tutto entro il prossimo giugno».
Il sindaco Nel suo intervento il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo ha ricordato come quello umbro «sia un modello di sanità efficiente e di qualità, caratterizzato da un assoluto rigore nella spesa. Ciò non basta – precisa – perché possiamo aggredire altre ‘sacche’ di inefficienza. Per questo puntiamo a razionalizzare e integrare sempre di più. Lavorare in maniera unitaria – sostiene il primo cittadino – può portare a risultati come quelli conseguiti dall’ospedale Santa Maria di Terni, ottavo in Italia per la qualità dei servizi offerti. Per la nostra regione è un vanto poter disporre di due aziende ospedaliere universitarie che rappresentano altrettanti poli di eccellenza».
