di M.T.
Il fatto che «in meno di due mesi, da una situazione societaria dichiarata positiva e in evoluzione», da parte della Sangemini si sia passati «all’annuncio dell’avvio di una procedura di concordato in bianco» non è andato giù all’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti. Che ha preso carta e penna e ha scritto all’azienda, per chiedere chiarimenti.
L’assessore «La richiesta – precisa Rometti – rientra nel quadro delle iniziative che si stanno attivando per comprendere meglio il reale stato di salute dell’azienda, che sta suscitando preoccupazioni nelle istituzioni e nei lavoratori». L’argomento sarà affrontato, venerdì, nel corso di due incontri ai quali parteciperà anche la Regione, di cui il primo in programma in prefettura a Terni e poi, nel pomeriggio, un secondo nella sede del comune di San Gemini.
Le concessioni Un riferimento preciso, poi, l’assessore Rometti lo fa quando ricorda che «tra le competenze dell’assessorato regionale all’ambiente c’è anche quella della concessione all’utilizzo delle acque minerali e che l’autorizzazione viene rilasciata anche in seguito alla verifica del piano industriale e quindi della capacità economica dell’azienda che ne presenta richiesta». Cosa che viene messa in dubbio dagli ultimi eventi. Dopo che «nell’ultimo incontro tenutosi con i rappresentanti della società – insiste l’assessore – era stata prospettata una situazione societaria in evoluzione positiva».
I sindacati In quella sede, però, i sindacati avevano espresso perplessità, alle quali «fu contrapposto un progetto di rilancio che prevedeva importanti investimenti per lo sviluppo dei marchi, il mantenimento dei livelli occupazionali, il consolidamento e la crescita aziendale». Tutte cose che, al momento sembrano davvero appartenere ad un altro film ed è per questo che l’assessore Rometti chiede alla Sangemini di «fornire spiegazioni ed informazioni sulla reale situazione che sta attraversando la società».
