di Francesca Marruco

Un nuovo sopralluogo nell’appartamento di via Ricci in cui lunedì scorso è stato ucciso Alessandro Polizzi è stato compiuta dalla polizia scientifica della questura di Perugia nel pomeriggio di martedì. In particolare gli  esperti si sono soffermati sul portone d’ingresso del palazzo. Una porta a vetri che non sarebbe stata forzata la notte dell’omicidio, almeno non in maniera vistosa.  Ma allora come è entrato l’assassino in quella palazzina?

IL GIORNO DEL DELITTO: FOTOGALLERY – VIDEO

Chiavi? Nell’immediatezza dei fatti, i vicini di casa hanno detto che dai garage posti al piano meno uno si può entrare facilmente. E’ anche vero che tra le ipotesi al vaglio c’è quella che l’assassino avesse le chiavi. Tanto più visto che tra gli indagati ci sono l’ex fidanzato di Julia e suo padre. Quell’ex fidanzato che ha vissuto in quello stesso appartamento con lei. E che di quella abitazione aveva le chiavi. Lui ha detto di aver riconsegnato quelle dell’appartamento. Non è chiaro se abbia fatto lo stesso con quelle del portone del palazzo. E comunque, questa è l’obiezione più fondata, potrebbe averne fatta una copia.

FOTOGALLERY: L’ULTIMO ABBRACCIO AL «GUERRIERO»

Controlli anche a Todi Ma gli indagati, Valerio e Riccardo Menenti, obiettivo di uno strano furto messo a segno nella notte tra Pasqua e Pasquetta nel loro studio di tatuaggi, continuano a strillare la loro innocenza e la loro estraneità. E anzi credono che questo furto sia una sorta di ritorsione per le indagini in corso. Tanto si sono preoccupati che alla polizia hanno chiesto anche di andare a controllare nella loro casa di Frontignano di Todi sequestrata dalla magistratura.

VIDEO: I TESTIMONI – IL LEGALE DI JULIA

Strano furto Che si tratti di uno strano furto è fuor di dubbio. Il ladro, o i ladri, hanno portato via un pc e uno schermo, abbandonando lo schermo per strada a pochi metri. La polizia sostiene che non c’è alcun collegamento con l’indagine per omicidio, ma a chi mai verrebbe mente di andare a rubare in uno studio di tatuaggi? Una mossa per sparigliare le carte dell’indagine?

Il ticchettio Intanto il migliore amico di Alessandro Polizzi, intervistato dalla trasmissione televisiva La vita in diretta ha detto che Julia durante l’aggressione dell’assassino avrebbe sentito un ticchettio di passi, come se l’uomo che ha ucciso Alessandro e voleva fare lo stesso con lei avesse una specie di tacchi. Sembrerebbe indossasse stivali del tipo da cowboy, ma sul particolare, l’avvocato Luca Maori che assiste la giovane sopravvissuta non fornisce alcuna conferma sottolineando la delicatezza del momento per le indagini.

LA PERQUISIZIONE A CASA MENENTI: FOTOGALLERY – VIDEO

La donna contesa Il ragazzo poi ha parlato ancora del rapporto tra Julia, Alessandro e Valerio Menenti. L’ex di lei indagato insieme al padre per omicidio pluriaggravato e tentato omicidio. «Non è giusto che ti vendichi in quel modo – dice il giovane in tv- . Se sei un vero uomo prendi quattro cinque, vai là a dargliele, perché da solo non ce l’avresti mai fatta a menarlo, ma non puoi sparargli. L’obiettivo erano tutti e due. Lei era una donna contesa, anche se tra l’altro lei neanche lo voleva vedere più a Valerio, lui invece insisteva ancora». C’è invece chi giura che sia stato Valerio a lasciare Julia e non il contrario.

INTERVISTE VIDEO: IL PADRE DI JULIA – LA MADRE – IL FRATELLO

Il padre In ogni caso, a finire nel registro degli indagati non è stato solo l’ex fidanzato di Julia, che tutti gli amici della vittima credono implicato nella storia, ma anche suo padre. Il che non può essere un aspetto secondario, considerando poi che il giovane era ricoverato in ospedale. Gli inquirenti lavorano sodo per costruire un vestito di indizi e prove che calzi alla perfezione a chi dovrà rispondere di questo brutto delitto.

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