di MA.T.
All’ingresso di Papa Francesco, questa mattina martedì, in Vaticano per la sua intronizzazione, è apparso un grande striscione davanti alla sua Papa mobile con scritto: «Papa Francesco Assisi ti aspetta». Il Papa ha attraversato i corridoi di piazza San Pietro a bordo della Papa mobile scoperta ed è stato travolto dall’affetto e dalla vicinanza della folla. In alcune occasioni ha chiesto di fermare l’auto bianca per dare un bacio ad alcuni bambini e poi in una occasione è sceso per abbracciare e baciare un disabile.
L’attesa ad Assisi Cresce la speranza tra i frati di Assisi e i fedeli del Poverello che presto Papa Francesco possa fare visita alla città del Serafico. Oggi è una giornata di raccoglimento e di intensa preghiera per i sacerdoti, i frati, le clarisse e i religiosi che sono ai piedi del Subasio. Una delegazione è partita di buon mattino per essere presente all’intronizzazione del nuovo pontefice e salutare il Papa che ha scelto il nome di Francesco.
A San Pietro Tre Autobus, in rappresentanza della Diocesi di Assisi (circa 150 persone), sono partiti alle 4.30 da Assisi per «porgere il grato saluto a Papa Francesco», scrive il sindaco di Assisi Claudio Ricci, via mail, direttamente da piazza San Pietro. Il sole ha «illuminato la piazza» e, all’arrivo in San Pietro, numerosi i cartelli che «inneggiano a Papa Francesco, c’è un clima di grande festa e speranza. Molte volte la gente invoca Francesco e persone, durante la messa, fanno benedire oggetti e bambinelli. Durante la S. Messa un silenzio di speranza sintesi del mondo alla ricerca di un orientamento, ci siamo sentiti come assisani e umbri in cammino lungo le strade della storia. Il Papa durante l’omelia ha ricordato il dovere di essere custodi, gli uni degli altri e del creato, come citato da San Francesco d’Assisi. Assisi, luogo del dialogo, dell’incontro e della tutela dell’ambiente e del creato sembra, oggi, nuovamente rimessa in luce nel nome di Papa Francesco», ha scritto ancora il sindaco di Assisi, in una mail da Piazza San Pietro.
L’omelia Oggi è San Giuseppe, onomastico di Joseph Ratzinger. Nelle attenzioni del Papa la «custodia» dell’altro, dell’ambiente, del creato. «Non dobbiamo avere paura della bontà – ha detto Papa Francesco -, anzi neanche della tenerezza: il prendersi cura chiede bontà». «Il vero potere è il servizio», soprattutto dei «più deboli e dei più poveri».
Tre vescovi Da Perugia e dall’Umbria, c’erano anche tre presuli umbri, gli arcivescovi di Perugia, mons. Gualtiero Bassetti, e di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, rispettivamente presidente e vice presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), e il vescovo di Orvieto-Todi, mons. Benedetto Tuzia.
Bassetti colpito da omelia «Sono rimasto colpito dal clima di semplicità di questa liturgia, nonostante la solennità dell’evento epocale e mondiale. I frati della Verna sono stati i ministranti della liturgia papale e sono stati i primi a comparire dopo la croce processionale sul sagrato della Basilica di San Pietro». Sono le prime parole pronunciate l’arcivescovo mons. Bassetti a pochi minuti dalla fine della celebrazione eucaristica di inizio ministero petrino di Papa Francesco. Parole dal tono commosso e, al tempo stesso, piene di gioia, di soddisfazione, di speranza. «La semplicità delle vesti liturgiche dava ancora maggiore spicco e autorevolezza alla persona di Papa Francesco – ha proseguito mons. Bassetti –. Nell’omelia, seguendo le letture della liturgia del giorno, la solennità di san Giuseppe, il Santo Padre più volte è tornato a sottolineare la parola “custode”: Giuseppe custode di Gesù e Maria. Da qui possiamo cogliere il suo richiamo al dovere per tutta la Chiesa di custodire con tenerezza ogni creatura, soprattutto i piccoli, i fragili, i poveri, i deboli: coloro che secondo le categorie di questo mondo non contano nulla. Custodire i propri fratelli con affetto e tenerezza».
Tenerezza «La parola “tenerezza” – ha evidenziato l’arcivescovo – è stata pronunciata una decina di volte da Papa Francesco, segno che all’interno della Chiesa i rapporti devono cambiare. La tenerezza è il clima che si vive nel fidanzamento, all’interno della famiglia: la Chiesa deve assumere un atteggiamento più familiare». «Inoltre, il Santo Padre – ha ricordato mons. Bassetti – ha sottolineato con un riferimento esplicito a Francesco, quello che è il dovere primario di custodire il Creato. Il Papa non ha eluso il tema dell’autorità che gli viene da Dio nel governo della Chiesa: ha parlato di “potere”. Ma quale potere? Quello consegnato da Gesù a Pietro: “pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle con la forza dell’amore e della tenerezza”». «Infine, come Papa Francesco fece subito dopo la sua elezione – ha concluso il presule –, ha chiesto a tutti i fedeli e le sorelle presenti il dono della preghiera».
