di Petroni Maurizio *
Il Consap, con questo comunicato, vuole denunciare pubblicamente lo stato di collasso in cui versa la polizia di Stato nella provincia di Perugia, sempre pronta ad affrontare il problema criminalità ma con risorse sempre più inesistenti. Infatti, se da un lato il dipartimento di pubblica sicurezza ha istituito il reparto prevenzione crimine con l’invio di uomini, questo non potrà sortire alcun effetto di maggiore sicurezza se i poliziotti, a causa del modesto e sempre più malridotto parco veicolare, non potranno più uscire, a brevissimo termine, sulle strade.
Ne è l’emblema la polizia stradale della provincia di Perugia la cui presenza sul territorio è strategica tanto che negli ultimi anni ha ottenuto eccellenti risultati sia in termini di arresti che, e soprattutto, contribuito a ridurre drasticamente gli incidenti mortali sulle grandi arterie anche con il costante contrasto al fenomeno cosiddetto delle stragi del sabato sera. Bene, oggi, questi poliziotti, che tanto hanno fatto, vivono una situazione incredibile e vergognosa. Le loro auto di servizio sono tutte prossime al raggiungimento dei 300.000 km di percorrenza quindi, inaffidabili e, peraltro, quasi sempre in riparazione. Basti pensare che normalmente ogni reparto ha al massimo 3 auto di servizio efficienti che devono coprire 4 turni giornalieri e solitamente con percorrenze medie di 200 chilometri a turno.
Il precedente governo non ha stanziato ne nuovi fondi per l’acquisto di nuovi autoveicoli ne sufficienti soldi per riparare queste oramai definibili rottami mobili. A questa situazione, di per sé già drammatica, si deve evidenziare che i colleghi spesso devono operare in condizioni climatiche estreme e le loro, a volte, uniche divise, devono servire per tutte le 4 stagioni con conseguenti difficoltà anche di carattere igienico non avendo cambi che consentano il lavaggio di quelle già indossate.
Non possiamo poi, in tema di igiene, non denunciare lo stato di degrado in cui versano tutti gli uffici della polizia di stato perugina, ma anche nazionale, a causa della sporcizia che all’interno dei plessi ogni giorno si va sempre più accumulando essendo stati quasi totalmente azzerati i capitoli di spesa dedicati proprio alle pulizie interne. Il luogo di lavoro, se non fosse per la volontà singola dei poliziotti, che a proprie spese acquistano detersivi e materiali per pulire, sarebbero veramente indecorosi e invivibili anche per l’utenza che, per necessità varie, si deve recare in quegli uffici. Ovviamente anche la questura versa nelle medesime precarie condizioni. Il reparto prevenzione crimine da poco istituito, ha avuto come
dotazione veicolare autovetture “usate” provenienti da altri
reparti. Per tutta questa situazione da terzo mondo dobbiamo ringraziare i precedenti governi senza distinzione di bandiera compreso quello dei tecnici che così tecnici non hanno dimostrato di essere. Forse non possiamo sperare neanche sui politici appena eletti visto che non si è sentito nessuno politico, di qualsiasi appartenenza, in campagna elettorale, parlare di sicurezza e forze di polizia come se la criminalità in Italia non
esistesse più e che l’unico problema sia solo la crisi economica.
Forse è ora di affermare che la crisi economica ha ulteriormente aggravato le condizioni di sicurezza dei cittadini che si sentono sempre più deboli perché molto spesso vengono derubati anche di quel poco che hanno senza avere la speranza di poterne rientrare in possesso o essere difesi. Evidentemente questi grandi scienziati della politica credono che questo
argomento non sia vincente. anzi abbiamo vissuto fino all’ultimo il tentativo, per fortuna vano, da parte dell’ultimo governo, di voler approvare il vergognoso piano di armonizzazione pensionistica per il comparto sicurezza. La speranza comunque è che, in questo nebbioso quadro politico, il futuro governo, ammesso che si riesca a realizzare, decida di investire seriamente in questo comparto più fondi, come fanno
tutti gli stati occidentali che hanno a cuore la sorte della sicurezza nazionale. Speriamo che i nuovi “paladini” della politica inizino a servire realmente l’Italia prendendo come esempio tutte quelle donne e uomini in divisa che quotidianamente lavorano con abnegazione e sentimento, senza
i privilegi della casta e, che sia ben chiaro, senza sogni di arricchimento poiché sono i meno pagati d’Europa.
Questa denuncia era doverosa da parte di questo sindacato Consap per informare la gente che nel brevissimo termine la sicurezza, già in ginocchio …. “sarà a piedi”.
Riteniamo che alcune responsabilità delle difficoltà che i colleghi della provincia di Perugia incontrano quotidianamente nel loro attività di contrasto al crimine, con conseguenti ripercussioni negative suti cittadini, siano anche in capo ai vertici locali della polizia di stato, ma di questo, se non avremo risposte serie e coerenti, entro breve, su alcune segnalazioni
oramai da tanto tempo inoltrate e rimaste tutt’ora insolute, a cominciare dallo stato di assoluto degrado del commissariato di Assisi, fuori da ogni minimo standard di vivibilità e sicurezza, ne daremo altrettanta informazione pubblica con manifestazioni eclatanti che stiamo già progettando con la segreteria nazionale e che faranno anche scalpore perché non esiteremo ad invitare anche Striscia la notizia.
Siamo stanchi di tollerare l’arrivismo di alcuni funzionari che, pur di far carriera, per non infastidire chi siede nella stanza dei bottoni, nascondono la testa sotto la sabbia e fanno credere in alto che tutto va bene.
Non va bene niente ed abbiamo il dovere di denunciarlo per rispetto dei cittadini e dei nostri colleghi.
* Segretario provinciale generale Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia
