di Iv. Por.

Il Tar annulla la gara di appalto vinta dalla società Carena per il completamento del tratto della Perugia-Ancona che va da Casacastalda a Valfabbrica e frena ancora per chissà quanto i lavori sul braccio della Quadrilatero su cui sembra esserci una maledizione. E piovono le polemiche.

Disappunto di Rometti «Pur nel pieno rispetto dell’autonomia degli organi giuridici del Tar, non possiamo non esprimere disappunto e sconcerto per una decisione che continua a bloccare la piena realizzazione della Perugia–Ancona, un’arteria infrastrutturale importantissima per l’Umbria». Commenta così l’assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture, Silvano Rometti, la sentenza di giovedì del Tribunale amministrativo regionale. «Questo nuovo impedimento – dice Rometti – determina ulteriori incertezze rispetto ad un’opera fondamentale creando anche per le amministrazioni ulteriori difficoltà, insostenibili per un eventuale aggravio dei costi e soprattutto perché vanificano i lavori che stanno procedendo invece con una certa regolarità a monte e a valle di questo tratto». Per Rometti infatti un possibile nuovo ricorso della società  «comporterà un dilatamento dei tempi di realizzazione dell’infrastruttura già costellata  da una serie infinita di ricorsi e lungaggini burocratiche».

Appello all’Anas «Una situazione questa – aggiunge l’assessore – non più accettabile, visto che l’opera interessa in modo profondo il territorio e coinvolge molte aziende locali che hanno bisogno di certezze anche sui tempi di chiusura dei lavori». A questo punto – conclude Rometti – chiederemo alla Direzione nazionale di Anas, titolare dell’affidamento dei lavori, di ricercare un possibile accordo fra le due ditte in contenzioso, evitando di perdere ulteriori mesi in procedure che hanno tempi intollerabili».

Almeno altri 12 mesi Il consigliere regionale del Partito democratico, Andrea Smacchi pronostica «un iter burocratico i cui tempi saranno sicuramente lunghi e non certo compatibili con le necessità urgenti del territorio». «Dato per scontato il ricorso dell’impresa Carena al Consiglio di Stato – afferma Smacchi –  solo per l’iter di questo procedimento passeranno almeno 12 mesi. Qualora il responso fosse positivo l’impresa potrebbe riprendere i lavori, nel caso in cui fosse negativo, si dovrebbero avviare le procedure per bandire una nuova gara d’appalto, che, in soldoni, significherebbe almeno un altro anno di fermo dei lavori. Il rischio concreto è quello di dover aspettare, almeno, ancora due anni prima di rivedere il cantiere riaperto».

Impresa in crisi Per Smacchi «i problemi, purtroppo, non finiscono qui, visto che – fa sapere – anche l’impresa che sta lavorando sul tratto Valfabbrica–Pianello sconta enormi difficoltà economiche e finanziarie, che potrebbero portare, di qui a breve, al blocco dei lavori anche di quel tratto. Diventa quindi necessario – spiega – mettere in campo nuove iniziative che coinvolgano i più alti vertici istituzionali al fine di scongiurare l’ennesimo ed intollerabile rinvio della ripresa dei lavori».

Maledizione burocratica Parla di una «maledizione burocratica» il capogruppo dell’Udc a Palazzo Cesaroni, Sandra Monacelli. «La fine dei lavori dell’ultimo tratto della Perugia-Ancona – afferma – è diventata una meta ancora più lontana dopo la sentenza emessa ieri sera dal Tar che di fatto annulla l’asta vinta dall’impresa che avrebbe dovuto eseguire i lavori. Si riparte da zero e si riapre una ferita che avevamo sperato fosse in via di guarigione». Per Monacelli «la vicenda della Perugia-Ancona sta assumendo connotati che sfiorano il grottesco». La «vera e propria maledizione burocratica», secondo l’esponente Udc, «poteva e doveva essere evitata, mettendo in campo il buon senso, mancato del tutto negli anni passati non solo da parte delle istituzioni, ma soprattutto da parte dell’Anas che, scegliendo di non trattare con la precedente ditta, ha aperto un contenzioso nel quale si innescano disastrose conseguenze».

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One reply on “Il Tar annulla la gara d’appalto e blocca ancora la Perugia-Ancona”

  1. Alle volte mi domando come si lavori in sede di commissioni aggiudicatrici d’appalto. A leggere il dispositivo del Tar (andare sul sito del tar lazio e alla sezione “sentenze”) in soldoni si sarebbe trattato di una moltiplicazione fatta con un valore di prezzo unitario incompatibile con i costi di una gara. Ma io dico: possibile ????

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