di Maurizio Troccoli
«Se potessi metterei le ruote al mio albergo e lo porterei al di là del Tevere. Risparmierei 40 mila euro all’anno». A dirlo, alle telecamere di Umbria24, è uno degli imprenditori del settore alberghiero che dalle 15 di lunedì ha simbolicamente occupato, insieme a circa centro tra colleghi e dipendenti, la sala consiliare del consiglio comunale di Perugia. A palazzo dei Priori è infatti andata in scena la protesta indetta da Confcommercio, Confindustria turismo e alberghi e Confesercenti, che ha al centro quella che viene considerata «l’eccessiva pressione fiscale». I manifestanti sono arrivati con bandiere, striscioni e magliette con su slogan come «ora basta», le cifre delle tasse pagate, «vendesi per tassa», «Imu pubblicità e soggiorno levano l’impresa di torno» e così via. Imprenditori e dipendenti del settore alberghiero parlano di «concorrenza sleale» all’interno di un’Umbria già colpita dalla crisi e chiedono la cancellazione della tassa di soggiorno, «anche se non la dobbiamo pagare noi».
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Misura recessiva «E’ una misura recessiva in un momento di recessione – dicono – e Perugia avrebbe guadagnato di più se fosse stata l’unia città a non applicarla». «E’ la prima volta credo – spiega Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Perugia – che si verifica un’iniziativa comune tra imprenditori e lavoratori, tutti nella stessa barca per difendere il proprio destino. Queste che contestiamo sono misure sbagliate e siamo qui a chiedere alle autorità di non metterci nelle condizioni di chiudere immediatamente tutte le nostre attività. Già abbiamo oscurato le insegne a causa degli inaccettabili balzelli che siamo costretti a subire». Nel corso del pomeriggio una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dai capigruppo di palazzo dei Priori, ai quali è stata chiesta la sospensione immediata dell’imposta di soggiorno e la sua successiva soppressione.
Prime disdette Secondo gli albergatori inoltre a causa della tassa di soggiorno sono già arrivate le prime disdette da parte dei gruppi: «Anche solo 50 centesimi in più a persona fanno la differenza – dicono -, inducendo a scegliere altre mete». «L’occupazione del consiglio comunale – riferiscono poi gli organizzatori in una nota – conclude una settimana di mobilitazione delle strutture ricettive, che hanno affisso grandi cartelli contro la tassa di soggiorno e l’eccessivo carico fiscale. Per ora l’unico segnale che ha dato palazzo dei Priori è stato mandare i vigili urbani a minacciare sanzioni agli alberghi che hanno apposto i cartelloni, con la giustificazione che “distraggono l’attenzione” degli automobilisti».
