di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice

Omicidio doloso aggravato. È questa al momento l’ipotesi di reato su cui sta procedendo il pubblico ministero della procura di Spoleto Mara Pucci a carico del 21enne di nazionalità albanese alla guida della Ford Fiesta rubata che ha travolto Maria Elena Petruccioli, la studentessa 25enne di Montefranco vittima del violentissimo impatto. Secondo le accuse formulate dal magistrato il giovane rischia da 21 a 30 anni.

Omicidio volontario Per gli inquirenti a configurare l’omicidio volontario, a cui si affianca il fascicolo della procura di Avezzano che indaga per rapina aggravata, è la condotta tenuta da D.V., queste le iniziali del giovane incensurato e ricoverato con prognosi riservata al San Matteo degli Infermi di Spoleto, lungo la Flaminia nel tentativo di sfuggire ai carabinieri. Il 21enne, stando a quanto riferito, si sarebbe lanciato a velocità folle sulla statale, tagliando le curve e invadendo regolarmente la corsia opposta. Prima del drammatico scontro, costato la vita a Maria Elena, il contachilometri della berlina rubata al pensionato di Alba Fucens avrebbe segnato 160 chilometri orari, tanto che gli uomini del maggiore Andrea Gavazzi, comandante della compagnia di Terni,  che stavano inseguendo i due rapinatori, per ragioni di sicurezza, si erano lasciati distanziare di alcune centinaia di metri. Per il magistrato, dunque, D.V. ha commesso il reato accettando consapevolmente il rischio di causare l’eventuale morte.

Attesa convalida d’arresto Sul 21enne sono stati eseguiti tutti gli esami tossicologici del caso, i risultati sono attesi tra venerdì e sabato. Il magistrato ha intanto presentato al gip la richiesta di convalida dell’arresto, anche se l’udienza non è ancora stata fissata. Per il momento il pm non ha ancora assunto alcuna decisione sulle eventuali responsabilità a carico del giovane per la morte del connazionale 28enne, M.M. le sue iniziali, che viaggiava al suo fianco. L’autopsia sul complice morto nell’impatto non è ancora stata disposta. In queste ore, infatti, si starebbero disponendo tutti le verifiche del caso per accertare l’identità del 28enne pregiudicato.

Rapina aggravata Nessun familiare dei due albanesi si è presentato alle autorità. Gli inquirenti nel primo pomeriggio di giovedì hanno infatti inviato formale comunicazione sull’accaduto all’ambasciata albanese. Al sopravvissuto viene, naturalmente, contestata l’ipotesi di rapina aggravata su cui sta però procedendo la procura di Avezzano. Se i fascicoli saranno unificati lo si saprà nelle prossime ore. Intanto si attendono i risultati tossicologici e, soprattutto, la pronuncia del gip che dovrà confermare o derubricare i reati configurati dal magistrato.

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