di MA.T.
Una lettera regolarmente spedita con dentro un foglio bianco con su scritto: «Sapete cos’è l’antrace? » e dentro della polverina chiara. E’ iniziato così il venerdì di paura all’Agenzia delle entrate di Perugia di via Canali.
«Si sospetta – è quanto comunicano i vigili del fuoco intervenuti sul posto – che in quella busta ci sia polvere di antrace»: una sostanza tossica, una polvere chimica che, se inalata, può determinare conseguenze di intossicazioni gravi. Non è stato possibile accertare al momento che si tratti realmente di antrace, oppure di un «brutto scherzo». Sul fatto sta indagando la Digos della questura di Perugia e i vigili del fuoco per quanto riguarda le analisi tecniche. Il foglio con la scritta a penna in stampatello è stato sequestrato come la busta.
Sei dipendenti sono stati trasferiti all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia per le cautele sanitarie del caso. I locali che potrebbero essere stati contaminati – se fosse confermato che si tratta di antrace, al momento non ancora verificato – sono stati evacuati e messi in sicurezza. Saranno dimessi entro la serata. I sanitari della struttura hanno praticato ai sei dipendenti una terapia di antibiotici, la stessa che verrebbe praticata se effettivamente avessero respirato polvere di antrace. Nella giornata di domani sarà possibile conoscere l’esito dei tamponi cui sono stati sottoposti fin dal loro ingresso in ospedale. E a quel punto, se i risultati fossero negativi, prenderebbe quota una ipotesi, già ventilata in queste ore, di un «tragico gioco da parte di qualche scriteriato» che ha messo letteralmente in apprensione il personale degli uffici pubblici di via Canali, mobilitando forze dell’ordine, sanitari e vigili del fuoco.
Ricorda Mario Capruzzi, responsabile del 118 e pronto soccorso: «Già tre anni fa fummo chiamati in un ufficio postale della periferia di Perugia per la presenza di una busta sospetta. Effettuammo anche in quel caso un intervento di emergenza come quello di oggi, ma poi si scoprì che nella busta c’era soltanto del talco». «Abbiamo gestito questa situazione di emergenza con tempestività eseguendo i protocolli di terapie previsti per queste circostanze, dichiara il direttore generale dell’azienda ospedaliera Walter Orlandi. Mi auguro davvero che non sia stao attuato un tentativo di danneggiare l’incolumità dei cittadini, nelle prossime ore ci impegniamo a rendere noti i risultati e gli accertamenti prontamente disposti dagli operatori sanitari della struttura di Malattie infettive».
I sei dipendenti trasferiti in ospedale sono giunti in evidente stato di choc ma la loro situazione non è apparsa allarmistica. Nessun sintomo nè reazioni particolari. Hanno già informato le rispettive famiglie del loro ricovero cautelativo in ospedale. E’ quanto si apprende da ambienti sanitari
L’accesso alla struttura complessa di Malattie infettive del professor Franco Baldelli è stato disposto dalla responsabile del presidio medico del Santa Maria della Misericordia, Manuela Pioppo. Ai pazienti ricoverati in ospedale sono stati eseguiti dei prelievi e tamponi per accertare se hanno respirato polveri nocive. Gli accertamenti sono in corso. L’area dove si trovano ricoverati è stata isolata. A seguire le varie fasi di accesso in ospedale, trattandosi di una «situazione di emergenza» – emerge da ambienti sanitari -, lo stesso commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Walter Orlandi. Sia i dirigenti dell’ospedale che i medici invitano, in attesa degli accertamenti, a usare prudenza nel diffondere notizie allarmistiche.

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