Sono attesi 4 mila bambini con le loro famiglie domani nella cattedrale di San Lorenzo, a Perugia, per la tradizionale Sacra rappresentazione dell’arrivo dei Re Magi. La celebrazione dell’Epifania del Signore viene riproposta da circa un decennio dall’Ufficio diocesano di pastorale familiare in collaborazione con diverse comunità parrocchiali.

Le parrocchie protagoniste Protagoniste della Sacra rappresentazione del prossimo 6 gennaio saranno le parrocchie perugine di Santo Spirito, San Barnaba e San Costanzo. Da settimane sono impegnate nel preparare i costumi e, soprattutto, le scene della rappresentazione che culminerà con l’atto di adorazione e la consegna dei doni a quattrocento bambini, che giungeranno in San Lorenzo accompagnati dalle loro famiglie. Questi preparativi sono vissuti anche come occasione di socializzazione e di conoscenza reciproca tra comunità parrocchiali, che coinvolgono singoli e gruppi di persone nel vivere in comunione le festività natalizie.

L’arrivo in corso Vannucci Il tutto avrà inizio nel pomeriggio del giorno dell’Epifania (ore 15.30), lungo corso Vannucci, in pieno centro storico di Perugia, con la sfilata dei Re Magi e del loro seguito con sontuosi abiti, per poi arrivare davanti la cattedrale (ore 16), dove ad attenderli ci sarà l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti con i quattrocento bambini. Tutti insieme faranno ingresso in San Lorenzo per rivivere la Sacra rappresentazione dei Magi, «i quali – spiegano i coniugi Alberto e Anna Cristina Merini, responsabili dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare – guidati dalla Stella esprimeranno l’universale riconoscimento nel debole e fragile Bambino Gesù, la presenza del Re Salvatore, offrendo alla Sacra Famiglia di Nazareth l’oro, l’incenso e la mirra».

Invitate tutte le famiglie «A questo momento, che è anche raccoglimento e preghiera – aggiungono i coniugi Merini –, sono invitate tutte le famiglie con i loro bambini che riceveranno doni in segno di amicizia. Consegnando a loro i doni, facciamo memoria del grande dono che il Bambino Gesù fa di se stesso a chiunque, nell’attesa d’essere riconosciuto quale Salvatore».

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